Guerra in Iran, le news del 2 luglio. Bomba in un caffé nel centro di Damasco: 9 morti, 20 i feriti

Guerra in Iran, le news del 2 luglio. Bomba in un caffé nel centro di Damasco: 9 morti, 20 i feriti
(reuters)
La tv di Stato siriana: “Attentato vicino al Palazzo di Giustizia”. Conclusi i colloqui Iran-Usa a Doha: “Istituito canale di comunicazione”. Teheran, prossimo round negoziale il 18 luglio.
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Si sono conclusi i colloqui a Doha sull'attuazione del memorandum d'intesa tra Teheran e Washington per porre fine alla guerra in Medio Oriente. I partecipanti hanno concordato di "istituire un canale di comunicazione entro domani" per segnalare e registrare le violazioni del memorandum.

Guterres sull’esplosione a Damasco: “Attacchi contro civili inaccettabili”

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, esprime "profonda preoccupazione" per l'esplosione avvenuta nei pressi del Palazzo di Giustizia a Damasco, in Siria. In una nota del portavoce, Stephane Dujarric, "ribadisce che gli attacchi contro i civili sono inaccettabili, sottolinea la necessità di individuare i responsabili e di assicurarli alla giustizia, e prende atto dell'impegno delle autorità siriane a indagare sull'attacco".

Nyt: “Usa temevano che Israele potesse uccidere Araghchi e Ghalibaf durante i negoziati”

Washington temeva che Israele potesse pianificare l'assassinio dei principali negoziatori iraniani - il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf - nel corso dei delicati colloqui di pace iniziati ad aprile. Lo hanno riferito al New York Times alcune fonti statunitensi, secondo cui i timori sarebbero aumentati nel pieno delle trattative per un accordo ponte, sollevando lo spettro che un'azione del genere potesse far fallire i negoziati e innescare un'escalation militare nella regione.
Sempre secondo le fonti, gli Stati Uniti avrebbero chiesto ad alcuni alleati regionali di avvertire Teheran del rischio di un'operazione mirata israeliana contro i due alti funzionari, considerati figure chiave del dialogo diplomatico. In risposta all'allarme, l'Iran avrebbe potenziato significativamente le misure di sicurezza a tutela della propria delegazione.

Araghchi: “L’esercito Usa ha portato insicurezza nella regione”

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato il Comando centrale delle forze armate statunitensi (Centcom) di essere una fonte di instabilità in Medio Oriente, dopo il confronto sulla sicurezza regionale tenuto in Bahrain dal comando americano con i vertici militari di 12 Paesi.
"Il Centcom ha portato sicurezza o insicurezza nella nostra regione? La risposta è chiara - ha scritto Araghchi su X - le nostre potenti forze armate hanno dimostrato che gli stranieri non sono nemmeno in grado di proteggere se stessi". Il capo della diplomazia iraniana ha quindi sostenuto che la pace nella regione potrà essere garantita solo se sarà "globale e inclusiva, senza interferenze esterne".

Israele, indagine sui soldati coinvolti nel video di un palestinese bendato e legato

"Dopo un'indagine approfondita, l'incidente in questione è stato identificato. È in corso un'inchiesta a livello di comando e i responsabili saranno puniti in base ai risultati". Lo ha detto il portavoce dell'esercito israeliano in risposta alle immagini circolate oggi sui social media, presumibilmente riprese e diffuse da soldati dell'Idf a Gaza, di un palestinese bendato, in mutande, legato a un manico di scopa con delle fascette di plastica e a una branda metallica.

Raid israeliani vicino a un ospedale nel sud del Libano

Due attacchi di droni hanno colpito un'auto a Nabatieh el-Faouka, vicino all'ospedale Ghandour, nel sud del Libano. Sul posto sono intervenute le ambulanze degli Al-Rissala Scouts, affiliati al movimento Amal, ma finora non si segnalano vittime. Lo scrive il quotidiano libanese L'Orient-Le Jour.

Usa all'Onu: “L’Iran torni su via di pace e dialogo, il mondo non è dalla sua parte”

"Oggi esortiamo ancora una volta l'Iran a tornare sulla via della pace e del dialogo. Il mondo non è dalla parte dell'Iran. Né il popolo iraniano né i Paesi vicini sostengono questo regime". Lo ha detto l'ambasciatore americano all'Onu, Mike Waltz, parlando in Consiglio di Sicurezza. Rivolgendosi a "tutte le nazioni responsabili", ha sottolineato che "è il momento di scegliere, vi prego di chiarire la vostra posizione". Waltz ha ripetuto che gli attacchi contro Bahrein e Kuwait "sono fondamentalmente illegittimi, incompatibili con il memorandum d'Intesa, violano palesemente la Risoluzione 2817 di questo Consiglio e vanno a detrimento del futuro del popolo iraniano".

Iran avverte Usa e Israele: “Attaccarci sarebbe errore di valutazione”

Mentre proseguono i preparativi per il funerale di Stato della defunta Guida Suprema Ali Khamenei, il Comando centrale Khatam al-Anbiya ha avvertito "i nemici dell'Iran, in particolare Stati Uniti e Israele", di "evitare qualsiasi errore di valutazione e di tenere conto della dura rappresaglia che le nostre forze armate sferrerebbero contro qualsiasi minaccia e aggressione nei confronti del nostro Paese". Lo ha dichiarato il comandante Ali Abdollahi, in un comunicato diffuso dai media statali.

Idf: “Periodo di transizione su tutti i fronti, ma pronti per ogni escalation”

"Oggi ricorrono i 1000 giorni dallo scoppio della guerra più lunga della nostra storia. Una guerra iniziata con un fallimento e il disastro più terribile nella storia dello Stato d'Israele. Dalla catastrofe ci siamo rialzati e abbiamo condotto una campagna che ha portato a risultati senza precedenti per il Paese". Lo ha detto il capo di Stato Maggiore Eyal Zamir durante una valutazione situazionale, come reso noto dal portavoce dell'esercito.
"L'Iran continua ad essere il punto focale della nostra prontezza operativa. Ci troviamo in un periodo di transizione su tutti i fronti di guerra, che sono ancora attivi a vari livelli di intensità e sono interconnessi: qualsiasi azione su un fronte, può influenzare gli altri. Siamo vigili e preparati alla possibilità di una rapida escalation e al ritorno immediato ai combattimenti", ha aggiunto.

Khamenei non sarà al funerale del padre

La Guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, non parteciperà per motivi di sicurezza alla cerimonia funebre in onore del padre, l'yatollah Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio scorso in un raid aereo a Teheran, nel primo giorno della guerra israelo-americana contro l'Iran. Lo ha dichiarato l'ayatollah Hakim Elahi al canale televisivo 'India Today', spiegando che le continue minacce di Israele contro i leader iraniani sono il motivo per cui Mojtaba Khamenei non potrà partecipare. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha di recente detto che Khamenei era "condannato a morte".

Tv di Stato siriana: “Esplosione causata da una bomba”

È stata una bomba piazzata al suo interno a causare l'esplosione che in un caffè nel centro di Damasco, riferisce la tv di Stato siriana.

Esplosione al centro di Damasco, 5 morti e 16 feriti

Un'esplosione ha colpito il quartiere di al-Hijaz a Damasco. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Sana, che fornisce un bilancio provvisorio di 5 morti e 16 feriti. Secondo l'agenzia di stampa Afp, l'esplosione è avvenuta in un caffè nel centro della capitale siriana, nei pressi del Palazzo di Giustizia. Le forze di sicurezza siriane hanno isolato la zona, istituendo un cordone di sicurezza attorno al luogo dell'esplosione.

Idf, scoperti depositi armi Hezbollah a Tiri e Maroun al-Ras nel sud del Libano

"Nei giorni scorsi, i soldati dell'Idf hanno scoperto un tunnel sotterraneo e un deposito di armi con razzi e mortai nella zona di Tiri, nel sud del Libano. In un'ulteriore operazione nella zona di Maroun al-Ras, hanno rinvenuto ordigni esplosivi, armi e altro equipaggiamento militare". Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, aggiungendo che le truppe israeliane "continuano a operare nel sud del Libano per eliminare qualsiasi minaccia di Hezbollah nei confronti dei soldati e dei civili israeliani".

L’India invierà il ministro degli Esteri ai funerali di Khamenei

L'India invierà in Iran il ministro degli Esteri Shri Pabitra Margherita e il Governatore dello stato del Bihar Syed Ata Hasnain ai funerali della Guida Suprema Ali Khamenei. "La rappresentanza d'alto livello presente alla cerimonia sottolinea l'importanza dei legami di civiltà, compresi i rapporti tra i popoli, tra i due Paesi, e costituisce una solida base per la collaborazione politica ed economica", si legge in una dichiarazione del Ministro degli Esteri. I funerali di Khamenei inizieranno il 4 luglio a Teheran e si concluderanno il 9 luglio con la sepoltura nella sua città natale di Mashhad.

Aoun: “Non cederemo un millimetro di territorio libanese”

Il presidente libanese Joseph Aoun ha detto che i negoziati che il Libano sta conducendo con Israele non costituiscono tradimento, come invece accusa Hezbollah, e ha promesso che non cederà "nemmeno un centimetro di territorio libanese", secondo quanto riportato dalla presidenza. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato ieri che l'esercito israeliano rimarrà "a tempo indeterminato" in quelle che definisce "zone di sicurezza" istituite in Libano, Siria e nella Striscia di Gaza.

Teheran, il prossimo round negoziale il 18 luglio

Una fonte di alto livello ha riferito a Al-Arabiya/Al-Hadath che il prossimo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran si terrà il 18 luglio. Inoltre, ha indicato che Teheran è stata informata che qualsiasi progresso sulla questione dei fondi iraniani congelati rimarrebbe subordinato al suo pieno impegno a rispettare i termini del memorandum d'intesa e alla sua effettiva condotta sul campo, comprese le questioni relative alla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.

Il Comando militare di emergenza iraniano: “Hormuz non è il parco giochi dell’America”

"Lo Stretto di Hormuz non è un parco giochi per gli Stati Uniti, bensì territorio sovrano di Teheran. Tutte le petroliere e le navi commerciali sono obbligate a transitare esclusivamente lungo la rotta designata". Lo ha dichiarato il Comando militare di Emergenza iraniano Khatam al-Anbiya, aggiungendo che "qualsiasi violazione dei protocolli di navigazione iraniani nello Stretto di Hormuz sarà accolta con una risposta immediata e decisa da parte delle forze armate. La continua presenza di aerei da combattimento americani sullo Stretto di Hormuz mette in pericolo la sicurezza dell'intera regione".

Teheran: “Le petroliere rispettino le rotte indicate o la risposta sarà potente”

Teheran ha intimato alle petroliere che vogliono attervaresare Hormuz di rispettare le rotte indicate dall’Iran nello Stretto. In caso contrario – è stato avvertito – la “risposta sarà potente”.

Il capo negoziatore iraniano Ghalibaf: “Per vendicare Khamenei partecipando ai funerali”

Il capo della squadra negoziale iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha invocato giovedì una "vendetta" per la morte della Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso dai raid aerei israeliani-americani alla fine di febbraio, invitando tutti a partecipare in massa ai suoi funerali, che inizieranno sabato a Teheran. "Invito tutto il popolo iraniano (...) a scrivere una pagina gloriosa nella storia dell'Iran islamico con la vostra presenza", ha dichiarato in un comunicato l'influente Ghalibaf, che è anche Presidente del Parlamento. "L'appello alla vendetta della nazione deve risuonare nelle orecchie del mondo intero", ha aggiunto. La salma dell'uomo che ha guidato la Repubblica Islamica dell'Iran per quasi 37 anni sarà esposta al pubblico a partire da sabato presso la Moschea di Teheran. Questo vasto complesso è stato progettato per ospitare le preghiere del venerdì, le commemorazioni ufficiali e gli incontri religiosi. Le autorità prevedono tra i 15 e i 20 milioni di partecipanti solo a Teheran per questo omaggio di tre giorni nella capitale, dove lunedì sfilerà il corteo funebre. "L'Iran (...) si sta preparando a vivere uno dei momenti più significativi della sua storia", ha sottolineato il signor Ghalibaf nel suo messaggio.

Il ministro degli Esteri siriano a Beirut dopo le pressioni di Trump un intervento contro Hezbollah

Il ministro degli Esteri siriano è andato a Beirut per incontrare i leader del governo libanese, nella sua prima visita da quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ventilato la possibilità di un intervento delle forze siriane contro Hezbollah, sostenuto dall'Iran, in Libano. Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa, tuttavia, ha precedentemente smentito quelle che ha definito "voci" su una qualsiasi "presenza" siriana in Libano. Il ministro siriano, Asaad al-Shibani, ha incontrato il presidente libanese Joseph Aoun come prima tappa, per poi recarsi a un incontro con il presidente del Parlamento, Nabih Berri, un "alleato" di Hezbollah. Il nuovo governo siriano guidato dall'ex comandante di al-Qaeda Sharaa è emerso come alleato degli Stati Uniti da quando le sue forze hanno rovesciato il presidente Bashar al-Assad nel 2024, e si è tenuto in gran parte fuori dalla guerra regionale tra Stati Uniti e Israele e Iran. Il mese scorso Trump ha dichiarato di aver parlato con Sharaa della lotta contro Hezbollah, dopo aver criticato Israele, in guerra con il gruppo, per aver ucciso troppi civili in Libano e per non essere riuscito a portare a termine il lavoro. "Ho suggerito a Israele di lasciare che la Siria si occupi di Hezbollah, perché, a essere sincero, penso che lo facciano meglio", ha detto Trump. A marzo, Reuters ha riferito che gli Stati Uniti avevano incoraggiato la Siria a valutare l'invio di forze nel Libano orientale per "contribuire al disarmo di Hezbollah", ma che Damasco era riluttante a intraprendere una simile missione per timore di essere trascinata nella guerra in Medio Oriente e di alimentare le tensioni settarie in Siria e Libano.

Il Qatar: “Progressi positivi nei colloqui separati tenuti a Doha”

I colloqui separati portati avanti a Doha tra mediatori di Qatar e Pakistan con le delegazioni di Stati Uniti e Iran sul memorandum firmato da questi ultimi due Paesi hanno portato a "progressi positivi" sulle questioni relative a tale intesa: lo ha affermato su X il portavoce del ministero degli Esteri qatarino, Majed Al Ansari. "Le parti hanno concordato di proseguire le discussioni nel prossimo periodo, con il prossimo incontro che sarà fissato il prima possibile dopo le cerimonie funebri dell'ex leader supremo iraniano", ha dichiarato il funzionario.

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