Guerra in Iran, le news. Trump: “Dopo i raid contro gli obiettivi Usa, li colpiremo duramente”

Sale la tensione in Medio Oriente dopo il lancio di missili di Teheran, Stati Uniti e Arabia Saudita colpiscono in Iraq. “Almeno 20 morti”. Baghdad: “Da loro violazione della nostra sovranità” e annuncia azioni legali. Reuters: “L’Iran riceverà 400 lanciamissili antiaerei cinesi”
1 minuti di lettura

Il raid a sorpresa compiuto dall'Iran contro basi Usa in Giordania e la risposta congiunta di Washington e Riad contro le milizie filoiraniane in Iraq hanno messo la parola fine alla breve tregua che da sabato scorso faceva sperare in una svolta nel conflitto. L'esercito statunitense che ha annunciato di aver intercettato missili iraniani e ha poi lanciato un attacco congiunto con l'Arabia Saudita contro le milizie filo-iraniane in Iraq, provocando "numerose vittime" e un nuovo aumento dei prezzi del petrolio.

Media, Riad al lavoro per costruire coalizione a difesa Mar Rosso dagli Houthi

L'Arabia Saudita sta cercando di costruire una coalizione internazionale per proteggere le navi mercantili nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi: lo riporta Al Monitor. La composizione della coalizione non è ancora stata definita ed è tuttora oggetto di discussione con decine di Paesi. Al Monitor sostiene che circa 50 Paesi sono stati invitati a aderire.

Trump: “Vorrei dazi per chi fa affari con Teheran”

"Vorrei che" i membri del Congresso includessero "l'Iran con i dazi, non soltanto con le sanzioni". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riferendosi al disegno di legge su nuove sanzioni alla Russia. "Penso che sia importante - ha sottolineato Trump - Ci sono dazi sulla Russia, ma non su quei cinque Paesi che hanno a che fare con l'Iran. La misura sarebbe più efficace".

Trump insiste: “Colpiremo duramente l'Iran per gli attacchi in Giordania, lo sanno”

"Colpiremo l'Iran molto forte, lo sanno". Lo afferma Donald Trump tornando a minacciare un attacco duro in ritorsione dei raid iraniani in Giordania. "Vedremo se riusciremo ad arrivare a un accordo sull'Iran" ha poi aggiunto rispondendo ad alcune domande dopo aver presentato il suo progetto per ristrutturare l'aeroporto di Dulles di Washington.

Centcom: “Resta il blocco a Hormuz contro l'Iran. Deviate 20 navi”

Le forze del comando centrale Usa "continuano ad applicare rigorosamente il blocco statunitense contro l'Iran. Alla data del 29 luglio, il Centcom ha deviato 20 navi mercantili, ne ha rese non operative 2 e ne ha abbordate altre 2": lo rende noto lo stesso Centcom su X.

Egitto: “Sul porto nessun drone, incendio domato”

Fonti della sicurezza egiziana hanno smentito le notizie secondo cui un drone avrebbe colpito una petroliera Usa nel porto di Damietta seguita da un'esplosione e un'incendio. Il ministro egiziano del Petrolio, Karim Badawi, si è recato sul luogo dell'incidente per monitorare la situazione, confermando che l'incidente non ha provocato feriti né vittime e che le fiamme sono state domate. Il ministro ha anche esortato i media e gli utenti dei social media "a fare affidamento esclusivamente sulle dichiarazioni ufficiali rilasciate dal ministero", confermando al contempo che continua a monitorare la situazione in tempo reale e comunicherà tempestivamente eventuali nuovi sviluppi.

Media, drone colpisce una metaniera americana in Egitto

Un drone ha colpito una metaniera americana nel porto di Damietta, in Egitto. Lo riferisce la tv satellitare Al Jazeera sulla base di informazioni di Ambrey, agenzia di sicurezza marittima. Secondo quanto si legge sul sito web di Inchcape, che garantisce servizi portuali, è stata segnalata un'esplosione durante operazioni di scarico al terminal Gnl e sono intervenute "tempestivamente" le autorità locali. "Le imbarcazioni interessate sono state spostate in sicurezza fuori dall'area portuale", si legge, con la precisazione che "le operazioni portuali dovrebbero riprendere nella notte".

Pezeshkian: “Siamo modello unico di resistenza al nemico”

L'Iran è "un modello unico di opposizione alla forza e all'oppressione". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, citato dall'agenzia Irna. "Combattiamo i nostri nemici e opponiamo loro resistenza per non sottometterci alla forza e all'oppressione", ha spiegato. "Allo stesso modo, non possiamo opprimere il nostro stesso popolo, poiché questi due approcci sono in contraddizione tra loro", ha aggiunto.

Centcom: “Teheran non ha autorità per imporre rotte traffico a Hormuz”

"Dopo aver recentemente minacciato e tentato di attaccare navi mercantili e marinai innocenti che transitavano nello Stretto di Hormuz, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica continua ad affermare che i marinai internazionali dovrebbero utilizzare solo le rotte preferite dall'Irgc. Lo Stretto di Hormuz è una via navigabile internazionale. L'Irgc non ha l'autorità di imporre le rotte per il libero e aperto flusso del traffico". Lo scrive su X il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), aggiungendo che "le navi mercantili continuano a utilizzare lo stretto con il supporto militare degli Stati Uniti. Dall'inizio di maggio, le forze del Centcom hanno aiutato circa 1.000 navi e 500 milioni di barili di petrolio greggio a transitare attraverso lo stretto".

Iraq annuncia azioni legali contro Usa e Riad dopo i raid

Il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi ha incaricato il ministero degli Esteri di intraprendere azioni legali contro gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita dopo che i due Paesi hanno lanciato attacchi in Iraq, uccidendo e ferendo decine di persone. Lo ha dichiarato l'esercito iracheno in un comunicato ripreso dalla Cnn. Il Consiglio di sicurezza nazionale iracheno, presieduto da al-Zaidi, ha incaricato il ministero di intervenire in conformità al diritto internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite.

Milizie filo iraniane: “Risposta ai raid inevitabile”

"Inevitabile" una risposta ai raid di Usa e Arabia Saudita in Iraq. Parla così la Resistenza islamica in Iraq, potente rete di gruppi armati filo-iraniani che ha rivendicato molti attacchi contro obiettivi americani nella regione dall'inizio del conflitto in Medio Oriente. "La nostra risposta contro il nemico americano è inevitabile e potrebbe colpire i suoi strumenti in Arabia Saudita", affermano in un messaggio.

Netanyahu incontra Hegseth a Washington

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta incontrando il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth a Blair House, a Washington. Le immagini diffuse dall'ufficio di Netanyahu mostrano i due che si stringono la mano e conversano, affiancati da diversi collaboratori militari e civili. Ieri Netanyahu ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance.

Nuove sanzioni Usa legate all'Iran: “Non consentiremo di monetizzare Hormuz”

Nuovo round di sanzioni americane legate all'Iran. Nel mirino sono finite otto petroliere e 10 entità, di cui sei con sede in Cina. "Stiamo adottando ulteriori misure contro i disperati tentativi del regime iraniano di monetizzare lo Stretto di Hormuz e sostenere l'economia del paese", afferma il Tesoro. "Con un'economia in caduta libera e un'inflazione a tre cifre, il regime iraniano ha disperato bisogno di liquidità. Gli Stati Uniti non permetteranno all'Iran di tenere in ostaggio il commercio globale e usare la navigazione internazionale per finanziare il terrorismo e la repressione" del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica, ha messo in evidenza il segretario al Tesoro Scott Bessent.

Cinque Pasdaran morti nell’attacco Usa in Iraq

C'erano anche cinque Pasdaran tra le venti persone rimaste uccise all'alba nell'attacco di Stati Uniti e Arabia Saudita contro le Forze di Mobilitazione Popolare filo-iraniane in Iraq. Lo riferiscono i media della regione. Le agenzie di stampa iraniane hanno mostrato le bare delle cinque vittime avvolte nella bandiera della Repubblica islamica.

Oggi incontro Hegseth-Netanyahu

Il capo del Pentagono Pete Hegseth incontrerà il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu oggi a Washington. Lo ha dichiarato un funzionario israeliano ad Axios. Ieri è stato il vicepresidente americano JD Vance ad avere un incontro con Netanyahu

Trump furioso dopo i raid sulla base Usa: "Gli faremo il culo"

Non usa mezzi termini Donald Trump per preannunciare la reazione degli Stati Uniti all'attacco a sorpresa iraniano sulla base americana in Giordania, la notte scorsa. "Gli faremo il culo" (letteralmente "Wère going to beat the fucking shit out of them"), ha detto a Fox News a quanto riferisce lo stesso reporter che ha parlato con il presidente americano. "Li colpiremo duramente", ha insistito, "prenderanno una bella batosta"

Ira di Trump per i raid su target Usa: “Colpiremo l'Iran duramente”

"Colpiremo l'Iran duramente" in risposta ai loro raid contro target americani. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, sottolineando che gli attacchi americani e sauditi erano coordinati con il governo dell'Iraq

Il ministro Yemen: “Gli Houthi vogliono i dazi nel Mar Rosso”

Gli Houthi intendo imporre dazi per il passaggio nel Mar Rosso e attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb. A riferirlo è stato Moammar al-Eryan, ministro dell'Informazione del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale. "Si tratta di una pericolosa escalation volta a trasformare uno dei corridoi marittimi più strategici del mondo in una fonte permanente di finanziamento per le attività militari e terroristiche della milizia", ha spiegato

Iran: “Licenziati ministri che espongano contrasti in pubblico”

Non si litiga in pubblico, almeno non tra leader, in Iran: qualsiasi controversia Tra ministri o alti dirigenti deve essere risolta nel governo e con il presidente. Pena il licenziamento. A metterlo in chiaro è stato oggi il vicepresidente Mohammad-Reza Aref. Un monito che lascia pensare a fibrillazioni nel regime di Teheran. "Se tra diversi organismi governativi emergono divergenze, devono essere discusse all'interno del governo e alla presenza del presidente della Repubblica, per individuare la soluzione migliore", ha dichiarato a quanto riportato dall'agenzia Tasnim. "Nessun ente governativo ha il diritto di agire contro un altro", ha proseguito o di prendere "decisioni contrarie alle posizioni di un altro". Dunque, "se un ministro o un ente, in presenza di divergenze, agisce autonomamente oppure porta le controversie interne del governo sui media e davanti all'opinione pubblica" allora il governo "interverrà senza alcuna esitazione e potrà arrivare fino alla destituzione del più alto responsabile dell'ente coinvolto", ha assicurato. "Il governo, su questo tema, non farà sconti a nessuno", ha avvertito

Baghdad: “Da Usa e Arabia Saudita violazione della nostra sovranità”

La presidenza irachena ha definito l'attacco congiunto lanciato da Stati Uniti e Arabia Saudita contro le milizie irachene filo-iraniane sul proprio territorio - che ha causato 20 morti e 32 feriti - una "violazione flagrante della sovranità del Paese". In una nota, la presidenza ha condannato il bombardamento, che ha colpito postazioni delle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf) in diverse aree dell'Iraq - provocando la morte di almeno 20 membri del gruppo e il ferimento di altri 32 - definendolo "inaccettabile" e un "attacco alle istituzioni di sicurezza ufficiali" dello Stato. Nel comunicato si ribadisce inoltre la "ferma posizione di rifiuto dell'uso del territorio iracheno come base di lancio o teatro per attaccare i Paesi vicini o per regolare conti a livello regionale e internazionale"

Israele: “Drone ad al Taher, Hezbollah viola gli accordi”

Nella notte, Hezbollah ha lanciato un drone esplosivo contro un veicolo del genio militare israeliano nella zona di Ali al-Taher, all'interno della zona di sicurezza. Lo sostiene l'esercito israeliano. Non sono stati segnalati feriti tra i soldati israeliani. "Questo incidente costituisce una flagrante violazione dell'accordo di cessate il fuoco in Libano da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah. I soldati israeliani continuano a operare nella zona e non permetteranno ai terroristi presenti nell'area di avanzare o di eseguire attacchi contro i soldati israeliani", si sottolinea

L’Iran condanna gli attacchi Usa-Riad in Iraq: “Vogliono l’escalation”

Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato "con la massima fermezza gli attacchi aggressivi degli Stati Uniti e dell'Arabia Saudita contro alcune aree dell'Iraq". In una nota diffusa dai media iraniani, il dicastero spiega che i raid "rappresentano una palese aggressione contro la sovranità nazionale e l'integrità territoriale dell'Iraq e costituiscono una violazione dell'articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite e delle norme del diritto internazionale". Non solo. I bombardamenti "si inseriscono nella strategia degli Stati Uniti e del regime sionista (Israele, ndr) volta ad ampliare la guerra e ad aumentare l'instabilità nella regione", afferma Teheran, "il regime aggressore e bellicista degli Stati Uniti e i suoi alleati nella regione" saranno "responsabili delle pericolose conseguenze di queste azioni provocatorie e disumane

Media: “Una città iraniana al confine con l’Iraq colpita dagli Usa”

Le forze americane hanno attaccato una cittadina iraniana al confine con l'Iraq. Lo riferiscono i media di stato iraniano. "Una località nell'area di confine di Piranshahr è stata attaccata da aerei nemici americani", ha riportato la televisione di stato. L'agenzia di stampa Fars ha riportato le dichiarazioni di un funzionario della provincia dell'Azerbaigian Occidentale secondo cui un missile ha colpito un'area disabitata, senza fare vittime

Iran: ”Nessuna nave attraversa Hormuz senza il nostro via libera”

Nessuna imbarcazione può attraversare lo Stretto di Hormuz senza l'autorizzazione dell'Iran. A ribadirlo è stata una fonte militare citata dall'agenzia Fars. "Lo Stretto di Hormuz rimane completamente chiuso e nessuna imbarcazione è autorizzata ad attraversare questa via d'acqua strategica", ha detto. "Le Forze Armate iraniane hanno pieno controllo dello Stretto e qualsiasi tentativo di attraversamento, in particolare di barche che non prestino attenzione agli avvertimenti, sarà accolto con una risposta immediata e decisa", ha avvertito

Media: “Rinviata la visita del premier iracheno in Arabia Saudita”

La visita del premier iracheno Ali al-Zaidi in Arabia Saudita prevista per giovedì è stata rinviata. Lo riferisce l'emittente di proprietà saudita al Arabiya. Nella notte Riad ha condotto, insieme agli Usa, attacchi contro milizie filo-Iran sul territorio iracheno

La dichiarazione congiunta dei ministri degli Affari Esteri della Repubblica Italiana e del Regno dell’Arabia Saudita

A margine dell’incontro dei Copresidenti dei Gruppi di Lavoro della Conferenza di New York e dei membri dell’Alleanza Globale per l’Attuazione della Soluzione dei Due Stati, tenutosi a Roma il 28-29 luglio 2026, il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana, Antonio Tajani, e il Ministro degli Affari Esteri del Regno dell’Arabia Saudita, il Principe Faisal bin Farhan Al Saud, hanno tenuto un incontro bilaterale, durante il quale hanno esaminato gli sviluppi regionali e ribadito la solidità del partenariato strategico bilaterale. I due ministri hanno accolto con favore l’esito dei lavori dell’Alleanza Globale, ribadendo il proprio sostegno all’attuazione della Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e del Piano di Pace per porre fine al conflitto a Gaza (Comprehensive Plan to End the Gaza Conflict), sottolineando il ruolo del dialogo interreligioso nel raggiungimento di una pace giusta e duratura fondata sulla Soluzione dei Due Stati. Hanno ribadito la necessità di preservare il cessate il fuoco a Gaza, smilitarizzare la Striscia, garantire la consegna senza ostacoli degli aiuti umanitari alla popolazione civile e avviare tempestivamente le attività di ricostruzione, oltre a sostenere gli sforzi di riforma dell’Autorità Palestinese. Hanno condannato l'escalation di violenze da parte dei coloni in tutta la Cisgiordania, sottolineando l’urgente necessità di proteggere la popolazione palestinese. I ministri hanno ribadito la loro opposizione a qualsiasi forma di annessione – sia essa parziale, totale o de facto – della Cisgiordania e allo sfollamento forzato dei palestinesi. I ministri hanno riaffermato l’importanza del rispetto del diritto internazionale, in particolare il diritto internazionale umanitario, e hanno sottolineato la necessità di salvaguardare la libertà di navigazione e la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz, nel Mar Rosso, nello Stretto di Bab al-Mandab, nel Golfo di Aden e nelle rotte marittime internazionali, in conformità con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS). Hanno riconosciuto il contributo dell’operazione navale dell’UE EUNAVFOR Aspides, e in particolare dell’Italia, alla protezione della navigazione mercantile.
Per quanto riguarda lo Yemen, hanno esortato tutte le parti a impegnarsi in modo costruttivo in un processo politico volto a raggiungere una soluzione complessiva e duratura del conflitto. Hanno condannato gli attacchi degli Houthi contro il Regno dell’Arabia Saudita, compresi quelli diretti contro infrastrutture civili e strutture strategiche, nonché le minacce alla sicurezza marittima e alla libertà di navigazione nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandab. Hanno ribadito l’importanza degli aiuti umanitari e allo sviluppo destinati allo Yemen, nonché il loro sostegno al popolo yemenita.
Hanno sottolineato l’importanza strategica dello Stretto di Hormuz, opponendosi a qualsiasi misura unilaterale che possa limitare il traffico marittimo, e hanno ribadito il loro impegno nei confronti della Coalizione di Roma per l'accesso ai fertilizzanti e la sicurezza alimentare, al fine di rafforzare le catene di approvvigionamento e la sicurezza alimentare, in particolare per i paesi più vulnerabili dell’Africa e del Mediterraneo.
I ministri hanno accolto con favore il continuo sviluppo delle relazioni bilaterali e hanno ribadito la loro determinazione a rafforzare ulteriormente la cooperazione in tutti i settori chiave, sulla base del Partenariato Strategico tra i due paesi.
I ministri hanno inoltre discusso delle prossime attività congiunte relative alla prossima edizione del Salone del Mobile.Milano a Riad, come esempio di proficua cooperazione bilaterale nel settore del design, con particolare attenzione all’eccellenza industriale, ai giovani talenti, all’innovazione e alla creatività. I ministri hanno convenuto di rimanere in stretto contatto e di continuare a coordinare i propri sforzi a sostegno della stabilità, della pace e della sicurezza regionali, nonché della promozione dell’Alleanza Globale per l’Attuazione della Soluzione dei Due Stati.

L’Iran respinge la proposta dell'Oman sulla gestione congiunta di Hormuz

L'Iran ha respinto una proposta per una divisione equa del controllo dello Stretto di Hormuz, mettendo a repentaglio le speranze che Teheran e Washington riprendano rapidamente i negoziati per porre fine alla guerra.
Lo scrive il Wall Street Journal. L'Oman, che si trova di fronte all'Iran attraverso lo stretto, ha proposto un piano temporaneo per stabilire canali di controllo equamente divisi, ma Teheran ha preteso ieri di ottenere la parte del leone di questa via navigabile cruciale per il flusso mondiale di petrolio, secondo quanto affermato da uno dei suoi massimi diplomatici. Il controllo dello Stretto di Hormuz, scrive Afp, rimane un ostacolo a qualsiasi soluzione pacifica della guerra in Medio Oriente e l'Iran insiste nel gestire questo cruciale corridoio per il petrolio e il gas. Le Guardie Rivoluzionarie hanno fermato le navi che tentavano di transitare la rotta commerciale, affermando di aver colpito tre petroliere "che hanno ignorato i nostri avvertimenti e hanno continuato a navigare su una rotta pericolosa e illegale". Teheran aveva dichiarato all'inizio di questa settimana di aver avuto colloqui con l'Oman su "principi comuni e meccanismi operativi" per garantire il passaggio sicuro delle navi. A giugno, Muscat e Teheran avevano affermato che avrebbero discusso l'imposizione di tariffe di servizio nel canale navigabile, una mossa a cui Washington si oppone. Ma l'Oman ha anche irritato l'Iran dopo aver affermato che le navi potevano transitare nello Stretto di Hormuz attraverso le sue acque, e Teheran ha risposto attaccando le navi

L’Onu lancia l’allarme: "Peggioramento della situazione in Cisgiordania”

A due anni di distanza dalla dichiarazione della Corte internazionale di giustizia che ha definito illegale l'occupazione israeliana della Cisgiordania, la violenza dei coloni e l'annessione territoriale "non fanno che peggiorare". Lo sostiene l'Onui. "Mentre gli attacchi dei coloni israeliani, così come la creazione di insediamenti e avamposti, raggiungono livelli senza precedenti, gli Stati terzi devono agire con urgenza e in modo concertato per porre fine alle uccisioni e agli sgomberi a cui il popolo palestinese continua a essere sottoposto, e per mettere fine all'occupazione israeliana", ha dichiarato Ravina Shamdasani, portavoce dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani

Milizie Iraq: “Venti morti nei raid Usa e Arabia Saudita”

Le Forze di Mobilitazione Popolare irachene (Pmf) hanno riferito che gli attacchi statunitensi e sauditi hanno ucciso almeno 20 dei loro combattenti e ne hanno feriti altri 32 in raid che hanno interessato sette province. Il bilancio delle vittime potrebbe aumentare, hanno aggiunto. Gli attacchi hanno colpito posizioni delle Forze di Mobilitazione Popolare nelle province di Baghdad, Wasit, Ninive, Bassora, Kirkuk, Karbala e Diyala, ha dichiarato in un comunicato il gruppo, riconosciuto dallo Stato e composto principalmente da milizie sciite. Gli attacchi hanno anche causato danni materiali di varia entità a edifici, veicoli e attrezzature militari, si legge nella nota

Reuters: “L’Iran riceverà 400 lanciamissili antiaerei cinesi”

L'Iran dovrebbe ricevere entro poche settimane la prima fornitura di un massimo di 400 lanciamissili antiaerei portatili di fabbricazione cinese. E' quanto si legge sul sito di Reuters, che cita tre fonti a conoscenza dell'accordo. L'acquisto, del valore di 60-70 milioni di dollari, rappresenta uno dei maggiori sforzi noti compiuti da Teheran per rafforzare le proprie difese aeree a corto raggio dall'inizio della guerra con Stati Uniti e Israele

Nyt: “L'Iran voleva colpire l'Ucraina, stop grazie alla diplomazia”

Secondo funzionari iraniani e occidentali, l'Iran aveva preso in considerazione l'idea di attaccare un porto ucraino in risposta a un attacco ucraino contro una nave iraniana, ma un'intensa attività diplomatica ha per ora calmato la situazione. Lo scrive il New York Times. L'Ucraina, che ha accusato Iran e Russia di sostenere reciprocamente le operazioni militari, ha colpito sabato una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, uccidendo un marinaio civile. Le autorità iraniane hanno promesso ritorsioni. Alcune fonti a conoscenza dei servizi segreti hanno affermato di aspettarsi che l'Iran lanciasse un missile balistico con una piccola testata contro l'Ucraina, a scopo simbolico ma causando danni relativamente limitati. Altri funzionari hanno dichiarato che il bersaglio era probabilmente uno dei porti ucraini sul Mar Nero. I funzionari iraniani hanno affermato di sperare che il conflitto si concludesse con un attacco di rappresaglia, ma i funzionari occidentali hanno avvertito che era difficile prevedere come avrebbe reagito l'Ucraina. Il blocco statunitense dei porti iraniani sul Golfo Persico ha reso ancora più importanti gli scambi commerciali tra l'Iran e la Russia attraverso il Mar Caspio. Il Mar Caspio è emerso come una rotta di approvvigionamento cruciale sia per il commercio palese che per quello clandestino. Ieri il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato con il suo omologo ucraino Andriy Sybiha. Dopo la telefonata, Araghchi ha dichiarato in un post che Sybiha aveva descritto l'attacco alla nave mercantile come involontario. "Neanche l'Iran cerca un'escalation, ma ha chiarito che qualsiasi attacco contro i nostri cittadini o interessi è inaccettabile", ha scritto Araghchi. "Ci deve essere un risarcimento per i danni subiti"

Wsj: Teheran ha respinto piano Oman per divisione Hormuz

L'Iran ha respinto un piano proposto dall'Oman per una divisione equa del controllo dello Stretto di Hormuz. Lo rivela il Wall Street Journal, secondo il quale il rifiuto della Repubblica Islamica alla proposta omanita ha fatto infuriare i negoziatori. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato al giornale che Teheran non accetterà la fase successiva dei negoziati con Washington a meno che l'Oman non appoggi la proposta iraniana che gli concede la maggior parte dello stretto, sostenendo al contempo che il piano omanita "non affronta le preoccupazioni di sicurezza dell'Iran". "La rotta di navigazione in entrata deve essere interamente sotto il controllo dell'Iran, mentre parte della rotta in uscita può rimanere sotto il controllo dell'Oman", ha affermato Gharibabadi. "Se accetteranno questa proposta, passeremo alla fase successiva".
L'articolo cita mediatori secondo i quali il rifiuto da parte dell'Iran del piano omanita ha minato gli sforzi per rilanciare il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran raggiunto il mese scorso.

Netanyahu: “I critici cercavano crepe, l’alleanza con Trump è un muro di granito”

"È stato fantastico. È stato uno dei migliori incontri che abbiamo avuto". Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, parlando dell'incontro con il presidente Donald Trump a Fox News, ha detto che "i nostri critici, che stavano cercando di trovare crepe nella nostra alleanza, hanno trovato un muro di granito". "E sapete perché? il presidente è chiaro. Voglio dire, abbiamo un impegno comune. Non vogliamo questo regime fanatico di Teheran avere armi nucleari per minacciare ogni americano, la pace nel mondo e l'esistenza di Israele. Quindi abbiamo un obiettivo comune e sarà raggiunto sia attraverso mezzi diplomatici sia con altri mezzi".

Pasdaran: colpite tre petroliere che forzavano Hormuz

I pasdaran hanno dichiarato di aver colpito tre petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato dalla Marina dei Guardiani della Rivoluzione all'agenzia di stampa iraniana Tasnim "alcune ore fa, tre petroliere che avevano ignorato i nostri avvertimenti e avevano continuato a seguire una rotta pericolosa e illegale sono state colpite e costrette a fermarsi".

I pasdaran rivendicano l’attacco contro gli Usa in Giordania

I pasdaran hanno rivendicato l'attacco missilistico contro una base aerea statunitense in Giordania. "I coraggiosi guerrieri della forza aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione hanno attaccato la base aerea e il Comando centrale dell'esercito statunitense in Giordania con diversi missili balistici", si legge in una dichiarazione pubblicata dai media statali iraniani.

Usa: "Attacco a sorpresa”. Balzo del petrolio. Raid in Iraq contro le milizie filoiraniane

Il Centcom, il comando americano che dirige le operazioni in Medio Oriente, ha confermato l'attacco missilistico iraniano contro un aeroporto statunitense in Giordania. Lo ha definito "un attacco a sorpresa dei Guardiani della Rivoluzione": dallo scorso venerdì infatti il Pentagono ha interrotto i raid aerei contro la Repubblica Islamica e nel Golfo la situazione sembrava tornata calma. L'Oman stava cercando di rivitalizzare i negoziati ma Teheran pare cercare lo scontro ad oltranza. Il Centcom ha dichiarato che tutti i missili iraniani sono stati abbattuti: i video della base giordana di Muwaffaq al Salti mostrano i duelli tra i Patriot della contraerea e gli ordigni dei pasdaran. La notizia dell'attacco ha avuto subito eco nei mercati e i futures sul petrolio sono saliti del 4,4 per cento. Nelle stesse ore è stata bombardata a Bassora una caserma delle milizie sciite irachene alleate dell'Iran. Potrebbe trattarsi di una rappresaglia saudita dopo i droni partiti dall'Iraq che lunedì hanno scatenato diversi roghi nelle raffinerie statali di Riad.
di Gianluca di Feo

Axios: l’Iran ha lanciato missili verso base Usa in Giordania, intercettati

L'Iran ha lanciato missili balistici contro una base statunitense in Giordania. Lo riporta su X il giornalista di Axios Barak Ravid, aggiungendo che tutti i missili sono stati intercettati, secondo quando riferitogli da un funzionario americano.

Colloquio Araghchi-Kallas

Il ministro degli Eseri iraniano, Abbas Araghchi, afferma di aver avuto una telefonata con Kaja Kallas, Alto rappresentante per la politica estera della Ue. La dichiarazione rende noto che i due hanno parlato per "discutere gli ultimi sviluppi regionali e internazionali, nonché dei modi per aiutare a ridurre le tensioni e mantenere stabilità e sicurezza nella regione".

Esplosione su una petroliera nel mar Rosso

La Ukmto, una società che monitorizza la sicurezza marittima, riferisce che una petroliera ha segnalato un'esplosione mentre attraversava il Mar Rosso. La società dice che l'equipaggio è al sicuro e non sono stati segnalati danni ambientali.

I commenti dei lettori