Nuova escalation in Iran. Gli Usa hanno lanciato un raid nel sud del Paese, vicino a Hormuz, colpendo anche una festa di matrimonio a Sirik e un aeroporto civile a Jiroft. I Pasdaran hanno lanciato un contrattacco su siti Usa: “Abbiamo ucciso numerosi membri americani in Giordania”, rivendicano. Trump aveva annunciato: “Se dovessero rispondere, saranno annientati”.
Teheran: lanciati attacchi con droni contro base Usa in Bahrein
Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim, l'esercito iraniano ha affermato di aver condotto una serie di attacchi con droni contro installazioni radar e aree in cui, a suo dire, sono stanziate forze statunitensi presso la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein. L'esercito ha dichiarato che Sheikh Isa è una base statunitense chiave nel Golfo, utilizzata per la manutenzione degli elicotteri, per la produzione di componenti per droni e per l'impiego di aerei da ricognizione.
Giordania, intercettati 10 missili balistici iraniani. Altri tre caduti in zone remote
L'esercito giordano ha affermato di aver intercettato 10 dei 13 missili balistici iraniani entrati nello spazio aereo del regno, mentre i restanti tre sono caduti in zone remote, lontane dai centri abitati. Lo riporta il Guardian.
Attacco a base Usa in Giordania, “nessuna vittima americana”
Nessuna vittima statunitense è stata segnalata finora nell'attacco iraniano contro infrastrutture in Giordania, hanno dichiarato martedì due funzionari statunitensi a Reuters.
Pasdaran: “Uccisi numerosi membri delle forze Usa in un raid in Giordania”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver condotto un attacco balistico contro le caserme dei Marines statunitensi a Camp Titin, una base militare vicino ad Aqaba, in Giordania. In una dichiarazione diffusa dall'emittente iraniana Irib, le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver ucciso numerosi membri delle forze statunitensi e di aver distrutto "diverse installazioni ed elicotteri d'attacco nemici" all'interno del campo. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre dichiarato che la loro rappresaglia continuerà.
Khamenei: “Daremo a Usa lezione indimenticabile”
"Il popolo iraniano e il Fronte di Resistenza daranno lezioni indimenticabili agli Stati Uniti". Lo ha affermato la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, nel suo primo messaggio dopo la nuova escalation con Washington.
Raid Usa su festa di nozze, almeno 4 morti e 50 feriti gravi
Secondo la tv di stato iraniana sarebbero quattro i morti, tra cui un bambino, nel raid Usa sulla festa di nozze a Sirik, mentre 50 persone sarebbero rimaste gravemente ferite.
“Colpita base aerea in Giordania che ospita forze Usa”
L'Iran ha colpito con un missile balistico la base aerea di Muwaffaq al-Salti, in Giordania, che ospita forze statunitensi. Lo hanno riportato le agenzie di stampa iraniane Mehr e Tasnim. La base di Muwaffaq al-Salti si trova ad al-Azraq, circa 100 chilometri a est di Amman.
“Usa hanno attaccato Ahvaz al confine con l’Iraq”
Gli Stati Uniti hanno attaccato Ahvaz, nel sud ovest dell'Iran, nella provincia di Khuzestan vicino al confine con l'Iraq. Lo ha riportato dall'agenzia semi-ufficiale Fars.
Pasdaran: “Rafforzeremo controllo su Hormuz dopo attacchi Usa”
L'Iran rafforzerà il suo controllo sullo Stretto di Hormuz dopo gli ultimi attacchi americani. Lo hanno riferito i Guardiani della rivoluzione iraniana, i Pasdaran, ribadendo di aver lanciato una operazione punitiva contro gli Usa.
Raid Usa sulla festa di nozze, almeno due morti
Almeno due persone sono state uccise e molte altre sono rimaste ferite in un attacco condotto dagli Stati Uniti nei pressi di Sirik, in Iran, dove era in corso una festa di matrimonio. Lo ha riferito il vice governatore della provincia di Hormozgan per gli affari politici e di sicurezza all'agenzia di stampa Irna.
Media Teheran, Pasdaran rispondono con missili e droni contro basi Usa
L'Iran ha lanciato attacchi di rappresaglia contro "basi e interessi statunitensi", in risposta all'ondata di raid aerei Usa contro obiettivi nel sud del Paese. Lo riportano i media iraniani spiegando che missili e droni sono stati lanciati verso "posizioni nemiche". Secondo quanto riportato dalla Tasnim, l'agenzia di stampa legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, l'esercito iraniano ha lanciato un "decisivo" attacco missilistico e con droni contro "basi e interessi statunitensi nella regione".
Raid Usa colpisce festa di matrimonio a Sirik
Un attacco aereo americano ha colpito una zona residenziale della città di Sirik, nel sud dell'Iran, dove era in corso una cerimonia di matrimonio. Lo rende noto la tv Irib citando il vice governatore di Hormozgan e spiegando che i partecipanti all'evento sono rimasti feriti da schegge.
Trump: “Alleati del Golfo avvertiti prima dei nuovi raid”
Gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo sono stati avvertiti prima dell'ultima ondata di raid aerei americani contro obiettivi nel sud dell'Iran. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump intervistato da Fox News. Trump ha anche messo in guardia l'Iran dal reagire, aggiungendo che la Uss George Washington "è carica fino all'inverosimile".
Trump: “Accordo con Teheran non vale la carta su cui è scritto, sono pazzi e stupidi”
"Penso che un accordo con loro (gli iraniani, ndr) non valga la carta su cui è scritto. Abbiamo dato loro molte possibilità". Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump intervistato da Fox News. Gli iraniani "non si fermano. Sono pazzi e stupidi", ha aggiunto Trump.
Pasdaran: “Gli Usa si pentiranno dei nuovi attacchi”
Gli Stati Uniti si pentiranno e subiranno "gravi punizioni" per il loro ultimo attacco all'Iran. Lo ha dichiarato Sardar Mohebi, portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, su X. "L'America si pentirà dei suoi nuovi attacchi", ha spiegato. In una dichiarazione riportata dall'agenzia Irib, lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane e il Comando Generale di Khatam al-Anbia hanno affermato che l'esercito "infliggerà colpi devastanti e durissimi al nemico spietato e crudele degli Stati Uniti". "Quanto più l'esercito terroristico degli Stati Uniti insisterà nel seminare il male nella regione, tanto più subirà perdite ingenti e gravi", si legge.
Raid Usa contro aeroporto civile di Jiroft
Un attacco statunitense ha colpito l'aeroporto civile di Jiroft, nella provincia di Kerman nel sud est dell'Iran. Lo rende noto la televisione iraniana Irib.
Forze armate iraniane: “Colpiremo il nemico americano”
Lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane e il quartier generale di Khatam al-Anbiya, il centro di comando per le emergenze dell'Iran, hanno risposto agli attacchi americani contro obiettivi della Repubblica Islamica nello Stretto di Hormuz. "Le forze iraniane colpiranno il nemico americano. Più l'esercito americano insisterà nel seminare il male nella regione, più attacchi dovrà subire", si legge nella dichiarazione.
Trump: “Se l'Iran risponde ai raid ci sarà una nuova offensiva”
"Stiamo colpendo obiettivi iraniani vicino allo Stretto di Hormuz" e "se l'Iran dovesse reagire a questo attacco più che giustificato, subirebbe una nuova offensiva di ben altra portata e intensità". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che il nuovo raid che potrebbe scattare se Teheran rispondesse non sarebbe comunque "l'attacco decisivo: quello è già pronto e, una volta concluso, dell'Iran rimarrebbe ben poco".
Trump ha definito gli attacchi in corso nei confronti di obiettivi iraniani vicino allo Stretto di Hormuz "massicci e potenti" e ha spiegato che sono "in risposta al fallito tentativo iraniano di piazzare mine navali nello Stretto, attualmente privo di mine (sono state tutte rimosse o fatte brillare), e al lancio di otto missili (tutti abbattuti con successo) contro la nostra base militare in Giordania", ha scritto Trump. "Se l'Iran, Paese ormai fallito, dovesse reagire a questo attacco più che giustificato, subirebbe una nuova offensiva di ben altra portata e intensità. Tuttavia, non si tratterebbe dell'attacco decisivo: quello è già pronto a scattare e, una volta concluso, dell'Iran resterebbe ben poco", ha messo in evidenza.
Usa: “Abbiamo iniziato a colpire obiettivi iraniani a Hormuz”
Alle 18.00 ora italiana le "forze americane hanno iniziato a colpire target del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie in Iran". Lo annuncia il Us Central Command. "Gli attacchi fanno seguito ai recenti tentativi di aggressione da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie contro il traffico mercantile nello Stretto di Hormuz e contro il personale militare statunitense nella regione", mette in evidenza il Us Central Command.
Axios, raid americani contro target iraniani nello Stretto di Hormuz
Nuovi raid americani in Iran. Gli Stati Uniti stanno infatti colpendo target iraniani nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando un funzionario americano.
Netanyahu: “Oggi catturato uno dei maggiori leader di Hamas”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che il comandante di Hamas catturato oggi a Gaza City era a capo dell'apparato di sicurezza interna del gruppo terroristico. In precedenza era stato chiamato Muein al-Arabid. "Mi congratulo con lo Shin Bet e le Forze di Difesa Israeliane, che con una coraggiosa operazione hanno arrestato oggi il capo dell'apparato di sicurezza interna di Hamas vicino alla sua abitazione a Gaza", ha dichiarato Netanyahu in un comunicato.
Netanyahu afferma che l'ufficiale catturato è "uno dei leader più importanti di Hamas, responsabile dell'occultamento e del trasferimento dei nostri ostaggi, del nascondiglio di alti funzionari di Hamas, del rafforzamento delle forze e del tentativo di ripristinare le capacità dell'organizzazione terroristica".
Ghalibaf: “Se Usa aumentano il blocco, risponderemo militarmente”
Se il blocco americano si intensificherà, l'Iran senza dubbio risponderà militarmente. Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf
Putin a Pezeshkian: “Lode al vostro coraggio, vi aiutiamo nelle difficoltà”
"Siamo lieti di vedervi difendere con coraggio e con tenacia i vostri interessi e le vostre libertà", "la Russia ammira il coraggio e la resilienza del popolo iraniano". Così il leader del Cremlino Vladimir Putin in un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a margine del vertice dell'Organizzazione di cooperazione di Shanghai (Sco) a Bichkek. "Durante questo periodo difficile, stiamo cercando di fornirvi l'assistenza necessaria. Ne abbiamo parlato. Vi stiamo fornendo i beni necessari", ha affermato Putin. Il presidente russo ha quindi spiegato che Mosca ha accolto con favore il memorandum di cessate il fuoco firmato da Iran e Stati Uniti il 17 giugno scorso, ma ha anche notato che la tregua si è rivelata instabile e troppo fragile.
Pezeshkian ringrazia Putin per posizione della Russia sulla guerra contro gli Usa
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ringraziato il leader del Cremlino Vladimir Putin per la posizione che la Russia ha adottato rispetto al conflitto lanciato da Stati Uniti e Israele contro l'Iran lo scorso 28 febbraio. Durante un incontro a Bichkek in Kirghizistan, a margine del vertice dell'Organizzazione di cooperazione di Shanghai (Sco), Pezeshkian ha detto a Putin: "Apprezziamo e vi ringraziamo per le posizioni che avete assunto in ogni fase, sia durante il periodo in cui si verificavano i combattimenti e gli atti di aggressione, sia in circostanze normali, quando gli Stati Uniti ci imponevano sanzioni, sia alle Nazioni Unite che nei forum internazionali". In un comunicato diffuso dalla presidenza iraniana si legge che "i due leader hanno fatto un punto sullo stato attuale delle relazioni bilaterali e hanno discusso i mezzi per rafforzare e ampliare la loro cooperazione in diversi ambiti".
Pezeshkian assicura: “Vinceremo guerra contro Usa”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha assicurato che il suo Paese vincerà il confronto con gli Stati Uniti durante l'incontro con il leader russo Vladimir Putin. "Sono convinto che vinceremo", ha detto Pezeshkian durante un colloquio tenutosi a margine del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) in Kirghizistan, dove ha affermato che le azioni degli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica "non possono essere giustificate in alcun modo". "Siamo qui per combattere proprio questo unilateralismo. E su questo siamo d'accordo con voi, vogliamo superare questo unilateralismo. Sono fiducioso che prevarremo", ha affermato Pezeschkian durante l'incontro.
Pezeshkian a Putin: “Resisteremo a sanzioni Usa”
Il presidente dell'iraniano, Masoud Pezeskhkian, ha espresso "fiducia nella possibilità di resistere alle sanzioni statunitensi" durante un incontro con l'omologo russo, Vladimir Putin, a margine del vertice della Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) a Bishkek. Russia e Iran sono da anni oggetto di una dura politica sanzionatoria da parte degli Stati Uniti. "La relazione tra i nostri Paesi è di livello strategico. Siamo convinti che questa sia la strada giusta per contrastare l'unilateralismo statunitense", ha detto Pezeshkian secondo quanto riferisce Ria Novosti. "Possiamo neutralizzare tutte le sanzioni che ci vengono imposte. Nell'ambito di organizzazioni come la Sco e altre, possiamo aggirare tutte le azioni unilaterali e cooperare a livello multilaterale", ha dichiarato Pezeschkian.
Iran: “Non ci piegheremo ai diktat degli Stati Uniti”
"L'Iran prende decisioni basate sugli interessi nazionali e non si piegherà ai diktat di Washington di fronte ai suoi tentativi di imporre le proprie richieste", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei. "Gli americani sono ormai intrappolati nei gravi errori che hanno commesso e incorrono costantemente in errori di valutazione. È loro abitudine avanzare richieste eccessive", ha affermato Baghaei, citato dall'agenzia IRNA, aggiungendo: "Tuttavia, gli sforzi di mediazione da parte del Pakistan e di altri paesi proseguono".
Putin: “Sfortunatamente la tregua con gli Usa era fragile”
"La Russia aveva accolto con favore la conclusione del memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti, ma, sfortunatamente, il cessate il fuoco si è rivelato fragile", ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, commentando il nuovo round di ostilità tra Teheran e Washington. Lo riferisce Ria Novosti.
Putin a Pezeshkian: “Forniamo assistenza necessaria in momento difficile”
La Russia sta assicurando all'Iran l'assistenza necessaria in questo momento difficile e sta fornendo beni essenziali. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, incontrando l'omologo di Teheran, Masoud Pezeshkian, a margine del vertice dei leader dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco). Dal canto suo, il presidente iraniano ha ringraziato il leder del Cremlino per la sua posizione nel conflitto tra la Repubblica islamica e gli Usa e Israele. Lo riporta Ria Novosti.
Putin a Pezeshkian: “Russia solidale con Teheran”
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha dichiarato al presidente iraniano Masoud Pezeshkian che la Russia è solidale con il popolo iraniano nella lotta contro Stati Uniti e Israele in occasione di un incontro a margine del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) a Bishkek, come riportato da Al Jazeera. Putin ha inoltre affermato che la Russia e l'Iran manterranno i propri rapporti economici e commerciali, nonostante l'attuale contesto militare e politico. Gli Stati Uniti, ricorda Al Jazeera, hanno minacciato di imporre un nuovo regime di sanzioni contro qualsiasi Paese collabori economicamente con l'Iran, inclusi i suoi stretti alleati Russia e Cina.
Putin: “Manteniamo slancio in relazioni economiche con Iran”
"Nonostante la situazione militare e politica, la Russia e l'Iran stanno mantenendo lo slancio dello scorso anno nelle relazioni commerciali ed economiche". Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, incontrando a Bishkek l'omologo iraniano, Masoud Pezeshian. Lo riporta la Tass.
Incontro Putin-Pezeshkian a Bishkek
Il leader russo Vladimir Putin ha incontrato l'omologo iraniano Masoud Pezeshkian a margine della riunione del Consiglio dei capi di Stato dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco). L'incontro con il presidente iraniano apre una serie di colloqui bilaterali programmati per oggi, sottolinea l'agenzia Tass.
Pakistan: “Il memorandum di Islamabad resta la via migliore per la pace”
Il quadro di pace tra Stati Uniti e Iran, mediato con l'aiuto del Pakistan, offre le migliori prospettive per una pace regionale duratura. Lo ha dichiarato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif al vertice Sco a Bishkek, secondo quanto scrive Iran International. Sharif ha affermato che i continui sforzi diplomatici hanno portato al Memorandum d'intesa di Islamabad, definendolo un passo cruciale verso la de-escalation e il ripristino della pace. "Crediamo fermamente che il Memorandum d'intesa di Islamabad offra la via più praticabile e duratura per una pace duratura", ha affermato.
Pezeshkian: “Non abbiamo iniziato noi la guerra, diplomazia resta via maestra”
"L'Iran non ha iniziato la guerra. Si è difeso. Allo stesso tempo, l'Iran continua a considerare la diplomazia e il negoziato come la via principale per risolvere le controversie". Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un discorso pronunciato al vertice Sco in Kurdistan, citato dall'agenzia iraniana Irna. "Ma una diplomazia senza buona fede, senza rispetto degli impegni e senza astenersi dal ricorrere alla forza non può creare una pace duratura", ha aggiunto.
Media: “Catturato capo sicurezza di Hamas. E' ferito”
E' il capo della sicurezza generale di Hamas l'uomo catturato questa mattina in un blitz israeliano nella città di Gaza. Lo riportano i media israeliani. Il miliziano, scrive Kan, è stato ferito durante l'operazione e trasferito in Israele per cure mediche.
Idf condanna incendio a moschea in Cisgiordania, graffiti anche contro ambasciata Usa
Il portavoce dell'Idf riferisce che soldati sono stati inviati oggi nel villaggio di Bizzariya, a nord di Nablus, nella Cisgiordania settentrionale, in seguito alla segnalazione di un incendio doloso e di atti vandalici contro una moschea, ripresi in diversi video. "L'indagine è in corso, i sospetti sono fuggiti prima dell'arrivo delle forze e non si sono registrati feriti. L'esercito condanna l'incidente che insieme ad altri danneggiano i residenti della zona e la stabilità della sicurezza, distogliendo l'attenzione delle forze di sicurezza". Gli aggressori hanno lasciato dei graffiti in ebraico che includevano messaggi minacciosi rivolti contro l'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, e contro il corrispondente militare dell'emittente israeliana Channel 11 Roi Sharon.
Blitz milizia filo-Israele contro dirigente Hamas a Gaza
Una milizia palestinese filo-Israele ha tentato di rapire una figura di spicco di Hamas nella zona occidentale di Gaza City, con la copertura aerea dell'Idf che è intervenuto bombardando la zona una volta che l'operazione era stata scoperta. E' la versione fornita dall'emittente saudita Al-Hadath, dopo che a Gaza City sono stati segnalati raid aerei israeliani che hanno fatto tre morti e diversi feriti. L'Idf ha fatto sapere tramite un portavoce di aver "colpito obiettivi a Gaza per eliminare minacce alle forze di sicurezza", precisando che non ci sono state vittime tra le sue fila. Secondo una fonte della sicurezza, citata dalla tv qatariota Al-Araby, si è trattato in realtà di un tentativo di assassinio: l'obiettivo era un membro di alto rango dell'apparato di sicurezza interna di Hamas.
Idf: “Colpiti diversi obiettivi a Gaza per eliminare minacce”
Il portavoce dell'Idf riferisce che "poco fa l'esercito ha colpito diversi obiettivi nella Striscia di Gaza per eliminare minacce alle forze di sicurezza. Non si sono registrati feriti tra le truppe". I media palestinesi riportano che un'unità speciale, probabilmente composta da miliziani di Gaza anti-Hamas sostenuti dall'Idf, si è infiltrata nella parte occidentale di Gaza City, prima di essere scoperta da Hamas, facendo scoppiare uno scontro sul campo, in seguito al quale l'Idf ha effettuato un attacco con drone che ha provocato almeno un morto.
Media: “Un morto in un raid con drone a Gaza City, 10 pescatori arrestati via mare”
L'agenzia stampa palestinese Wafa riporta di almeno un morto e diversi feriti in un raid israeliano con drone a Gaza City. Inoltre, Wafa riferisce che la marina israeliana ha fermato 10 pescatori palestinesi al largo della costa di Zawayda, nella Striscia di Gaza centrale, e della zona di Sheikh Ajlin, a sud-ovest di Gaza City, e li ha trasferiti al porto israeliano di Ashdod. L'emittente saudita Al Arabiya riporta fonti locali secondo cui l'esercito israeliano sta conducendo "un'operazione via terra, mare e aerea a ovest di Gaza City". Il portavoce dell'Idf non ha fornito dettagli sull'operazione in corso.
Media: “Navi turche costringono barche Israele a cambio rotta”
Navi da guerra turche si sono avvicinate a unità navali israeliane nel Mar Mediterraneo e le hanno costrette a modificare la propria rotta. Lo riferisce l'emittente pubblica israeliana Kan. Il servizio non ha precisato quando nè in quale punto esatto si siano verificati gli episodi. Ankara ha incrementato le proprie manovre nell'area e a Cipro nord soprattutto in seguito agli accordi di cooperazione militare ed energetica stipulati dal governo israeliano con i governi di Grecia e Cipro. I media israeliani hanno riferito recentemente di diversi episodi che avrebbero coinvolto unità navali turche e israeliane in acque internazionali. Nessuno degli incidenti segnalati ha però finora provocato uno scontro militare diretto. Secondo le interpretazioni della stampa israeliana, l'attività navale turca rappresenta un segnale della determinazione di Ankara a rafforzare la propria presenza e a tutelare i propri interessi strategici nella regione. Gli sviluppi si inseriscono nel quadro più ampio delle tensioni tra Israele e Turchia. Una competizione che si basa sulla sicurezza regionale, in particolare per quanto riguarda gli interessi contrapposti dei due Paesi in Siria e nel Mediterraneo orientale.
Pasdaran: “Guerra asimmetrica potrebbe arrivare a Manhattan e Wall Street”
"La guerra asimmetrica significa guerra a Wall Street, a Manhattan e ovunque, in qualsiasi momento". Lo ha dichiarato Mohammadreza Naqdi, consigliere del comandante delle Guardie Rivoluzionarie, sottolineando: "Finora abbiamo condotto una guerra convenzionale contro gli Stati Uniti. Non ci siamo ancora impegnati in una guerra asimmetrica". "La priorità dell'Iran non è né la guerra né i negoziati, ma stabilire la deterrenza. Non sarebbe nell'interesse degli Stati Uniti impegnarsi in un'altra guerra di grandi proporzioni", ha aggiunto. Secondo l'agenzia Isna, Naqdi ha anche fatto riferimento ai siti militari iraniani danneggiati durante la guerra, affermando che "sono stati ricostruiti in luoghi più sicuri e ora sono operativi con tecnologie più moderne e a ritmi di produzione più elevati".
Kallas: “No a pedaggi nello Stretto di Hormuz”
Nello Stretto di Hormuz, "la libertà di navigazione deve essere rispettata". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo alla riunione informale dei ministri della Difesa Ue a Druids Glen, in Irlanda. "Gli sforzi diplomatici sono ancora in corso, ma al momento non hanno prodotto risultati. Per noi è importante che non ci siano pedaggi o tariffe per le rotte che prima erano aperte", ha aggiunto Kallas. Il tema sarà affrontato oggi nel corso della riunione dei ministri della Difesa europei.
Dopo 9 mesi in mare la Lincoln arriva in Thailandia
La portaerei statunitense Abraham Lincoln, al centro di una controversia sulle condizioni di vita a bordo dopo oltre nove mesi in mare, dovrebbe arrivare in Thailandia nella notte tra martedì e mercoledì per una sosta ricreativa. La località turistica di Pattaya, dove i soldati americani in licenza si recavano durante la guerra del Vietnam, si sta preparando ad accogliere i suoi circa 5.000 membri dell'equipaggio. "Circa 600 persone saranno mobilitate per garantire la sicurezza e fornire l'assistenza necessaria", ha dichiarato Narit Niramaiwong, governatore della provincia di Chonburi. La nave a propulsione nucleare è partita da San Diego, California, il 21 novembre 2025 per una missione nel Mar Cinese Meridionale, ma è stata dirottata verso il Medio Oriente prima che Stati Uniti e Israele lanciassero la guerra contro l'Iran il 28 febbraio. Notizie di carenza di cibo, problemi idraulici e marinai disperati che minacciavano di gettarsi in mare hanno suscitato critiche negli Stati Uniti, dove il conflitto è sempre più impopolare.
Pezeshkian: “Se Usa rispettano Memorandum d’Intesa faremo altrettanto”
L'Iran ricambierà immediatamente se gli Stati Uniti rispetteranno gli impegni assunti nell'ambito dell'accordo provvisorio firmato a giugno. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian durante il vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai a Bishkek, in Kirghizistan, come riporta l'agenzia di stampa Isna.
La nave bloccata a Hormuz sarebbe stata colpita da tre proiettili
Sarebbe stata colpita da tre proiettili la nave bloccata nello stretto di Hormuz. Lo afferma il controllo navale britannico
Il segretario dell'esercito Usa si è dimesso dopo mesi di tensioni con Hegseth
Il segretario dell'Esercito Usa Dan Driscoll ha rassegnato le sue dimissioni a Donald Trump dopo mesi di tensioni con il capo del Pentagono Pete Hegseth. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che Driscoll lascerà il Dipartimento della Difesa nei prossimi giorni.
La petroliera saudita bloccata è la Cedar: “Ha attivato il sistema di identificazione”
"Una petroliera saudita, di nome Cedar, è stata fermata mentre attraversava il corridoio meridionale dello Stretto di Hormuz". Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata vicina ai pasdaran, aggiungendo che la petroliera "ha la capacità di trasportare due milioni di barili di petrolio e, mentre attraversava lo Stretto di Hormuz, ha attivato improvvisamente il suo sistema di identificazione automatica".