Un messaggio per "cambiare musica" sulla plastica, lanciato dal cuore dell'Eurovision Song Contest di Basilea. In queste ore l'esploratore e divulgatore italiano Alex Bellini è arrivato in Svizzera, dove dal 14 al 17 maggio si svolge l'edizione 2025 dell'Eurovision, con lo scopo di lanciare un nuovo e importante segnale - internazionale - in vista dei prossimi negoziati per il Global Plastic Treaty, il grande Trattato mondiale che nel vertice di agosto a Ginevra dovrà trovare una risposta concreta per limitare l'inquinamento da plastica a livello globale. Come sappiamo la plastica continua ad inquinare gli ambienti marini e terrestri di tutto il Pianeta con ripercussioni dirette, attraverso la diffusione di microplastiche, sia per la salute degli ecosistemi sia per quella degli umani. Ancora oggi ricicliamo pochissima plastica, appena il 10%, e fatichiamo a fermare l'inquinamento plastico all'origine, per esempio a livello dei fiumi attraverso i quali i rifiuti raggiungono gli osceani. Proprio sui fiumi più inquinati, con il progetto 10rivers1Ocean, Bellini si è concentrato in passato con un viaggio-avventura in cui ha realizzato zattere con materiale plastico riciclato e poi navigato per sensibilizzare le popolazioni sul problema della dispersione di plastica. Ora una nuova tappa aggiuntiva, a Basilea durante l'Eurovision: Bellini costruirà infatti una nuova zattera sempre con materiali di recupero e scarto di plastica per navigare simbolicamente il fiume Reno il 16 maggio proprio alla vigilia della finale dell'Eurovision, concorso dove l'Italia sarà rappresentata dal cantautore Lucio Corsi. Il messaggio portato da Bellini attraverso l'iniziativa che ha chiamato "Drop the beat, cap the plastic" è un "invito a far partire il cambiamento con forza e decisione seguendo quello che la scienza ci dice da tempo: mettere un tetto alla produzione della plastica" fa sapere l'esploratore rivolgendosi direttamente ai leader che quest'estate negozieranno a Ginevra.
Bellini, che sarà fra i protagonisti del Festival di Green&Blue al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano dal 5 al 7 giugno, ricorda come "gran parte della plastica che finisce in mare non galleggia: affonda. E quando affonda, scompare anche dalla nostra coscienza. Con questo viaggio l’obiettivo è fare l’esatto opposto: portare a galla il problema, renderlo visibile, tangibile, condivisibile. Navigare il Reno è solo un gesto simbolico, è un modo per dire che il tempo dell’inconsapevolezza è finito. A pochi mesi dai negoziati sul Trattato Globale sulla Plastica, serve alzare il volume, coinvolgere nuovi pubblici e chiedere con forza ciò che la scienza ci dice da tempo: mettiamo un tetto alla produzione di plastica".
L'azione simbolica prevede una navigazione di circa sette chilometri sul Reno, tra i fiumi più inquinati della Svizzera, partendo dal Ruderclub Blauweiss di Basilea: la speranza è che però il messaggio viaggi per molto più tempo e decisamente più al largo, diffondendosi anche tra cantanti e fan e che tutti insieme si riesca ad "alzare il volume" sul problema dell'inquinamento plastico. Se i leader globali riusciranno a cambiare musica lo sapremo solo quest'estate a Ginevra quando i rappresentanti di oltre 170 Paesi avranno la possibilità di limitare la produzione di plastica e vietare una serie di sostanze chimiche dannose. Quella di Ginevra è considerata una tappa chiave e decisiva per il Trattato: finora però, nonostante i vari proclami, sulla questione si sono fatti pochi passi concreti in avanti. Per dire: quando Alex Bellini ha iniziato il suo percorso di sensibilizzazione sui 10 fiumi più inquinati al mondo, dal Gange al Mekong, la produzione di plastica anziché diminuire è aumentata e i tassi di riciclo sono rimasti quasi invariati. Per questo "senza un’azione concreta, si prevede che i rifiuti plastici triplicheranno entro il 2060. Ma se il trattato conterrà misure concrete e vincolanti, allora sarà ancora possibile invertire la rotta".