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Biodiversità

Dall’Africa a Lampedusa: scoperta nuova specie di pipistrello per l’Europa

Il miniottero del Maghreb (Miniopterus maghrebensis) (foto: JSchacht/National Biodiversity Future Center)
Il miniottero del Maghreb (Miniopterus maghrebensis) (foto: JSchacht/National Biodiversity Future Center) 

Il miniottero del Maghreb era considerato esclusivo del Nord Africa. Lo studio sottolinea il ruolo delle isole minori del Mediterraneo, veri laboratori naturali per lo studio della biodiversità “oggi più che mai ecosistemi da proteggere”

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Dall’Africa a Lampedusa, attraverso il canale di Sicilia. Per stabilirvisi, forse, o per una forma di “pendolarismo” concentrata in alcuni periodi, complice l’abbondanza di prede e risorse idriche. Lui è un piccolo pipistrello dalla pelliiccia soffice e densa: si chiama, per l’appunto, miniottero del Maghreb (Miniopterus maghrebensis il nome scientifico) ed era sin qui considerato una specie di pipistrello esclusiva del Nord Africa.

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La sua presenza sull’isola italiana, proprio a metà tra Europa e Africa, certificata da un team di ricerca che ha riunito il Consiglio nazionale delle ricerche – l’Istituto per la ricerca sulle acque di Verbania (Cnr-Irsa) e l’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri di Firenze (Cnr-Iret) - e il Centro Nazionale per la Biodiversità (NBFC), è dunque una novità assoluta. Una novità emersa all’interno di una indagine approfondita sulla chirottero-fauna di Lampedusa, effettuata combinando tecniche non invasive come il monitoraggio acustico automatico, l’ispezione di potenziali rifugi sotterranei e l’analisi genetica da campioni di guano e sintetizzata in un articolo pubblicato sulla rivista Mammalian Biology.

Nelle grotte dell’isola

A ottobre, così, i ricercatori hanno esplorato l’isola, ispezionando cavità naturali e artificiali, tra cui molti bunker della Seconda guerra mondiale, spesso utilizzati dai pipistrelli come rifugi. Le tracce ritrovate, in particolare attraverso le analisi genetiche sugli escrementi, hanno restituito quella che è considerata la scoperta più significativa dello studio. Da quelle ritrovate presso il vecchio cimitero dell’isola è infatti emersa la presenza del miniottero del Maghreb, specie finora nota solo in Marocco, Algeria e Tunisia: un risultato, sottolineano i ricercatori, che amplia i confini geografici della specie e presenta importanti implicazioni di conservazione.

Un bunker della Seconda Guerra Mondiale a Lampedusa, in Sicilia
Un bunker della Seconda Guerra Mondiale a Lampedusa, in Sicilia 

Non è tuttavia semplice comprendere se si tratti di una presenza episodica, né quanto sia radicata nel tempo a Lampedusa. “Stabilire da quando questi animali vivono sull'isola non è possibile, ma sicuramente si parla di tempi molto lunghi, anche migliaia di anni, semplicemente nessuno fino ad oggi aveva svolto delle indagini approfondite. – spiega Green&Blue Fabrizio Gili, ricercatore del Cnr-Irsa che ha fatto parte del team di ricerca - Questo discorso vale allo stesso modo per il miniottero del Maghreb e per le altre specie di pipistrelli (in totale 7, ndr) che abbiamo rilevato, le quali presentano un'ecologia anche molto diversa tra loro. Alcune, come ad esempio l'orecchione di Gaisler, sono volatori lenti, che normalmente si spostano su distanze di pochi chilometri, per cui l'evidenza che siano in grado di compiere lunghi voli sul Mediterraneo rende lo studio anche più interessante, e ci spinge a indagare ulteriormente per cercare di comprendere gli spostamenti di questi animali”.

Un “pendolare” dal volo veloce?

E il miniottero del Maghreb? “Al contrario è un animale dal volo veloce, non ha problemi a spostarsi dalle piccole isole alla terraferma e viceversa. – aggiunge Gili - In effetti, non siamo neanche sicuri che questa e alcune delle altre specie rilevate trascorrano tutto l'anno sull'isola. Una delle ipotesi è che frequentino le isole come Lampedusa solamente in determinati periodi, magari quelli più favorevoli in termini di abbondanza di prede e risorse idriche”.

In attesa di un monitoraggio continuativo in tutti i periodi dell’anno, con l’ausilio della bioacustica, la comunità scientifica accoglie dunque una novità non marginale, in grado di suggerire ancora una volta l’importanza della tutela della biodiversità nel fragile contesto di una piccola isola e, addirittura, nell’intero continente. “L’inclusione del miniottero del Maghreb tra le specie presenti in territorio europeo implica, infatti, l’estensione automatica delle misure di tutela previste, come quelle sancite dal Bat Agreement, trattato internazionale nato sotto la Convenzione di Bonn per promuovere la conservazione dei chirotteri e dei loro habitat. – spiega Gili - Il riconoscimento ufficiale del miniottero del Maghreb tra le specie europee porterebbe a 56 il numero di specie incluse nell’Accordo”.

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Quanto alle piccole isole del Mediterraneo, ospitano per loro natura ecosistemi delicatissimi e vulnerabili a perturbazioni ambientali e climatiche anche minime: anche per questo lo studio sottolinea, in fondo, il loro ruolo in veri laboratori naturali per lo studio della biodiversità, oggi più che mai ecosistemi da proteggere.“Del resto qui più che altrove – annota il ricercatore - la crescente scarsità di risorse idriche legata ai cambiamenti climatici può rappresentare un fattore critico per la sopravvivenza dei chirotteri, che necessitano della presenza di fonti d’acqua per l’idratazione e la termoregolazione”.

Non sorprende, invece, una presenza così significativa di pipistrelli a Lampedusa: “C’erano state negli anni segnalazioni frammentarie di diverse specie, suggerendo una comunità potenzialmente ricca ma mai studiata in modo sistematico e approfondito. – prosegue - Tuttavia, l’aumento della pressione antropica, il turismo e i cambiamenti climatici in atto sollevavano dubbi sulla persistenza attuale di molte di queste specie, alcune delle quali oggi riconosciute come parte di complessi criptici o soggette a drastici declini su scala regionale”.

La costa di Lampedusa, in Sicilia
La costa di Lampedusa, in Sicilia 

Oltre al miniottero del Maghreb, lo studio ha documentato almeno altre sette specie sull’isola. Tra queste figurano l’orecchione di Gaisler (Plecotus gaisleri), finora noto in Europa solo per Malta e Pantelleria, e il ferro di cavallo di Mehely (Rhinolophus mehelyi), specie a distribuzione discontinua ristretta alla zona del Mediterraneo. Per entrambe, le sequenze genetiche identificate corrispondono a nuovi aplotipi mitocondriali endemici di Lampedusa, suggerendo un isolamento genetico rispetto ad altre popolazioni insulari o continentali. “Dati in grado di evidenziare il valore unico delle popolazioni di pipistrelli delle piccole isole, scrigni di diversità genetica e che pertanto necessitano di particolare attenzione conservazionistica. – spiega Gili - Come spesso accade in questi contesti, alcune delle componenti più preziose della biodiversità rischiano di scomparire prima ancora di essere comprese appieno”.