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Il dirigibile che monitora l’ambiente senza emissioni

Il dirigibile che monitora l’ambiente senza emissioni

Fondata da un gruppo di ex studenti del Politecnico di Milano e della Bocconi, FloFleet sta progettando dirigibili elettrici e autonomi per il monitoraggio ambientale e infrastrutturale con una precisione fino a 10 volte superiore rispetto ai droni o agli aerei

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Nel panorama sempre più affollato dell’innovazione aerospaziale, FloFleet si distingue come una delle realtà più promettenti e ambiziose nate in Italia. Fondata da un gruppo di ingegneri e imprenditori formatisi tra il Politecnico di Milano e la Bocconi e insediata a ComoNExT – Innovation Hub la startup ha scelto un mezzo tutt’altro che convenzionale per affrontare le sfide del monitoraggio ambientale: il dirigibile. Ma non si tratta di un ritorno nostalgico al passato: i velivoli di FloFleet sono completamente autonomi, alimentati da energia elettrica e solare, e capaci di volare ininterrottamente per giorni interi, raccogliendo dati ambientali con una precisione fino a dieci volte superiore rispetto ai droni o agli aerei tradizionali. Con applicazioni che spaziano dalle ispezioni infrastrutturali all’analisi geofisica del territorio, la flotta a emissioni zero di FloFleet punta a rivoluzionare il modo in cui osserviamo e proteggiamo il Pianeta. Dopo un recente round di investimento da 800mila euro guidato dalla holding Skylink di Luca Spada (Eolo), la società ha ora le risorse per accelerare ricerca, sviluppo e test su larga scala. A guidare questo decollo c’è Andrea Cecchi, co-fondatore e Ceo: a lui abbiamo chiesto di raccontare l’idea, le sfide e le prossime tappe di questa avventura per la protezione dei territori.

Che cosa fa di preciso FloFleet?

“FloFleet costruisce dirigibili elettrici, autonomi, equipaggiati con pannelli solari, con cui offre servizi di monitoraggio di infrastrutture e ispezioni ambientali. I principali settori di riferimento sono quello energetico, minerario e ambientale. FloFleet si occupa di tutti gli aspetti produttivi, dalla produzione dell'involucro fino alla programmazione degli algoritmi di guida autonoma che permettono al velivolo di percorrere percorsi prestabiliti”.

Quali sono le caratteristiche dei vostri dirigibili?

“I dirigibili FloFleet appartengono alla categoria dirigibili ‘ibridi’, ovvero dirigibili che sfruttano sia la forza aerodinamica, come gli aerei, sia la forza aerostatica classica dei dirigibili, grazie a un gas come l'elio, più leggero dell'aria. Questo, nel caso dei velivoli FloFleet, permette di aumentare l'autonomia e la capacità di carico di sette volte, a parità di lunghezza del velivolo. L'obiettivo di FloFleet è raggiungere una settimana di volo consecutivo con una sola ricarica grazie alla presenza di pannelli solari flessibili sulla superficie del velivolo e ad algoritmi di controllo che minimizzano il consumo di batteria”.

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Come vi è venuta l'idea di sviluppare un business simile?

“Siamo partiti da una semplice domanda: ‘È davvero necessario utilizzare dei motori per mantenere sollevato un carico da terra? Perché non sfruttare lo stesso principio, ad esempio, delle barche?’. Non siamo stati i primi a porci questa domanda, ed è il motivo per cui sono nati i dirigibili e i palloni aerostatici, tuttavia, per questioni tecniche, come difficoltà di atterraggio e decollo, sia per questioni storiche, vedi il disastro del dirigibile Hindenburg nel 1937, i dirigibili sono stati abbandonati e relegati a velivolo di altri tempi con cui volare sul lago di Costanza. Questo fino all'inizio del 2020 quando, grazie all'avvento di nuove tecnologie e alla diffusione dei droni, si è riscoperto l'utilizzo dei dirigibili e, ad oggi, stiamo assistendo a un vero e proprio rinascimento del settore, tanto che anche Sergey Brin, co-fondatore di Google, ha investito nel settore con la società LTA-Research. Noi siamo partiti, come altre start-up, da un foglio bianco. o meglio, da un file di modellazione vuoto, per immaginare il nostro velivolo, e dopo tre prototipi siamo pronti per andare sul mercato nel 2026 con la nostra soluzione”.

Chi sono i fondatori e quali i prossimi progetti?

“FloFleet è stata fondata da un gruppo di colleghi di Politecnico di Milano e Bocconi. Oltre a me ci sono Andrea Buson, Giulia Fasoli, Francesco Ghiglione e Enrico Bossi. Ad oggi il gruppo è in rapida espansione, anche grazie all'ingresso di Skylink, la holding guidata dall’imprenditore tecnologico Luca Spada, fondatore e presidente di Eolo. Entro fine anno verranno effettuati i voli inaugurali del nuovo dirigibile da 12 metri, con una portata di 40 kg e una potenziale autonomia superiore a 600 km. Presto verrà svelato il nome del velivolo e tutte le maggiori caratteristiche. Il prossimo anno FloFleet si concentrerà sempre sullo sviluppo tecnologico e sul setup della produzione, fornendo anche il servizio di monitoraggio ai primi clienti”.