Chiamata anche ballerina o colombina, l’aquilegia si distingue con i suoi fiori, talmente eleganti da ricordare le orchidee. Estremamente delicati, questi presentano una forma a corno, uno sperone nella parte superiore di ogni petalo e sono tinti da sfumature che vanno dal blu, al viola e all’amaranto. Coltivabile sia in vaso, che in piena terra, questa pianta perenne fiorisce tendenzialmente dalla primavera all’estate e non richiede cure impegnative. Grazia e resistenza si fondono nell’aquilegia, ideale per abbellire i balconi oppure colorare giardini e aiuole.
Aquilegia e l’esposizione
L’aquilegia ammalia con i suoi fiori e dall’eleganza e si distingue per la sua resistenza e la capacità di adattarsi a condizioni ambientali differenti, crescendo anche nei terreni più difficili. Appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, è diffusa tra il Nord America, l’Europa e l’Asia e si presenta in diverse specie: nel continente europeo le più diffuse sono l’aquilegia alpina, contraddistinta da petali azzurri, l’aquilegia vulgaris, tinta da splendidi fiori violetti, e l’aquilegia canadensis, dalle sfumature rosso scuro e gialle. Questa pianta sempreverde fiorisce a seconda della varietà e del clima, tendenzialmente dalla primavera inoltrata all’estate, tra i mesi di aprile e giugno, mentre le specie più robuste anche a fine luglio. La sua fioritura dura circa 4-6 settimane. Contraddistinta da una grande robustezza, l’aquilegia preferisce climi temperati, freschi e ventilati, ma resiste sia al caldo che al freddo, anche se va protetta in caso di gelate. Per quanto riguarda la sua esposizione, richiede una posizione soleggiata oppure una mezz’ombra, soprattutto nei luoghi più caldi durante le ore centrali della giornata, evitando così che si secchi. Il terreno scelto deve essere fresco, drenato, neutro, ricco di sostanza organica e umido, facendo in modo che non sia secco, soprattutto durante il periodo di fioritura. Questa pianta rustica è di natura infestante e ci sono casi in cui cresce in modo spontaneo senza doverla seminare.
Coltivazione dell’aquilegia in vaso e giardino
La coltivazione dell’aquilegia è semplice, come anche la sua cura. La pianta può essere coltivata in vaso oppure in giardino e per quanto riguarda il periodo di semina deve essere piantata tra marzo e aprile oppure a inizio autunno. In merito alla coltivazione in vaso è necessario ricorrere a un recipiente di circa 20-25 centimetri di diametro e che sia abbastanza capiente per contenere la crescita dell’apparato radicale. Il vaso scelto deve essere dotato di fori di drenaggio, in modo tale da tenere alla larga i ristagni idrici, nemici della pianta e responsabili delle malattie fungine. Inoltre, per migliorare ulteriormente il drenaggio, si può porre sul fondo del contenitore uno strato di biglie di argilla espansa. Per quanto riguarda il terriccio, è necessario ricorrere a un substrato per piante da fiore arricchendolo con del concime a lenta cessione e della sabbia per ottenere un buon drenaggio. Ogni 15 giorni si può concimare la pianta, aggiungendo all'acqua dell’irrigazione del fertilizzante liquido. I semi di aquilegia presentano piccole dimensioni e per germinare necessitano della luce diretta: vanno interrati a una profondità di 0,5 centimetri, premendoli in modo delicato sul terreno. Eseguita questa operazione, bisogna posizionare il vaso in un luogo luminoso, evitando però il pieno sole, facendo in modo che il terriccio sia sempre mantenuto umido.
L’aquilegia può essere coltivata anche in giardino, seminandola a marzo oppure a settembre, evitando di posizionare i suoi semi in un avvallamento di terreno, in modo tale da non avere accumuli di acqua, dannosi per radici, scongiurando così l’insorgere del marciume radicale. La profondità di semina deve essere 0,5 centimetri, dovendo premere i semi sul terreno: questi vanno interrati in gruppi di 7-10, lasciando tra ciascuno una distanza tra i 30 centimetri, se si desidera ottenere una copertura più densa, e i 45 centimetri.
Aquilegia, come prendersene cura
L’aquilegia non richiede cure particolari, necessita di una bassa manutenzione e solo di qualche piccola accortezza per farla risplendere. Per quanto riguarda le annaffiature, queste devono essere costanti, ma con piccole quantità d’acqua, aumentandole in estate, evitando però i ristagni idrici, suoi nemici. Resistente a brevi periodi di siccità, durante l’autunno e l’inverno invece si accontenta delle precipitazioni. In generale, il terriccio deve essere sempre mantenuto umido, ma non bagnato, cosa che potrebbe portare al marciume delle radici. La pianta va concimata da metà primavera alla fine dell’estate e in merito alla sua potatura questa non è richiesta, dovendo limitarsi a rimuovere le foglie secche, fonte di possibili parassiti. Nella manutenzione dell’aquilegia è importante prestare attenzione alle malattie che possono colpirla, intervenendo prontamente. In particolare, tra i problemi che possono insorgere ci sono gli attacchi da parte di acari, afidi e cocciniglie, da combattere con aficidi specifici o trattamenti naturali, adatti anche in ottica preventiva, come ad esempio piretro, olio di lino e sapone molle. La pianta è colpita anche dal ragnetto rosso, parassita che rallenta la sua crescita, rende le sue foglie ingiallite e succhia la sua ninfa, realizzando un rivestimento cereo, che la indebolisce ed è responsabile dell’insorgere di muffe. Per eliminarlo si può ricorrere a un batuffolo di cotone da immergere nell'alcool diluito e spruzzare dell’acqua, in particolare nella parte inferiore in cui si possono insediarsi ragnatele, nidi e uova. La pianta è anche soggetta alle malattie fungine, tra cui muffe biancastre, oidio, ruggine, ticchiolatura e peronospora, dovendo utilizzare trattamenti a base di polveri bagnabili per contrastarle e anche per prevenirle.