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Biodiversità

Così i castori possono aiutare a mitigare gli incendi

Così i castori possono aiutare a mitigare gli incendi

Lo studio su Nature: le dighe costruite dai castori potrebbero costituire una barriera efficace contro gli incendi e le inondazioni

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Sono roditori simpatici e operosi, la cui abilità più nota è quella della costruzione di dighe, che utilizzano per ampliare l’area intorno alle proprie tane e aumentare la profondità dell’acqua in cui si muovono. Ma non solo: stando ai risultati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Stanford University e della University of Minnesota, appena pubblicato sulle pagine della rivista Nature, i castori sarebbero anche degli efficientissimi vigili del fuoco dei loro habitat. L’équipe di scienziati ha infatti notato che le dighe create dai castori costituiscono delle vere e proprie “fasce tagliafuoco” estremamente efficaci nel contenimento degli incendi e addirittura nel rallentamento delle inondazioni.

Nel Regno Unito tornano i castori: erano estinti da 400 anni

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Nel loro studio, gli esperti hanno analizzato oltre 1500 stagni “creati” da castori erigendo dighe in quaranta corsi d’acqua negli Stati Uniti occidentali, scoprendo che le dimensioni di questi stagni seguono regole ben precise e prevedibili, legate soprattutto alla lunghezza della diga, alla potenza del flusso dell’acqua e al tipo di vegetazione circostante. In precedenza era già stato ipotizzato che i castori agissero come “ingegneri” degli ecosistemi, rimodellando i corsi d’acqua per favorire sia la propria sopravvivenza che quella dell’ambiente circostante, un’attività che diventa ancora più importante e significativa con l’aumentare della frequenza e dell’entità di eventi estremi come incendi, siccità e alluvioni a causa della crisi climatica. Per meglio comprendere il comportamento dei castori, i ricercatori hanno dato uno sguardo dall’alto agli areali che abitano, servendosi di immagini aeree e satellitari: in questo modo è stato possibile mappare abbastanza velocemente regioni molto estese e distanti tra loro. Tramite algoritmi di analisi delle immagini, gli scienziati hanno poi misurato la dimensione e la forma degli stagni, raggruppandoli in categorie simili per morfologia ed estensione e abbinando a questi dati le informazioni relative alle dighe erette per formarli.

Incrociando i dati, i ricercatori hanno scoperto che il clima, il suolo e la morfologia del terreno giocano un ruolo importante nell’influenzare la “progettazione” delle dighe da parte dei castori, che tendono per esempio a creare stagni più piccoli in regioni con valli più strette e con corsi d’acqua meno potenti. In generale, gli animali sembrano “comprendere” il paesaggio circostante e costruire le proprie dighe di conseguenza, cercando sempre di erigere, come ha dichiarato Emily Fairfax, una degli autori dello studio, una sorta di “dossi rallentatori” resistenti al fuoco che creano un riparo sicuro per loro e per il resto della fauna che abita quei luoghi.

Le osservazioni e i risultati dello studio appena pubblicato corroborano quelle di lavori precedenti: un lavoro del 2024, per esempio, relativo ai danni provocati da un incendio divampato in California nel 2000, aveva mostrato che la vegetazione nei pressi di uno stagno popolato da castori era rimasta incredibilmente intatta rispetto alla completa distruzione delle aree circostanti. A cosa potrà servire questa informazione? Anche se (ovviamente) non è ipotizzabile arginare gli incendi aumentando la popolazione dei castori, i vigili del fuoco e i forestali potrebbero mappare le aree in cui abitano i roditori e utilizzarle come appoggio logistico per organizzare le operazioni e rallentare la propagazione delle fiamme, rendendo così più efficiente, veloce e sicura la gestione delle emergenze.