Green&Blue

Riuso

Los Angeles, la nuova vita del legno dopo gli incendi

(foto: Altadena Reciprocity Project)
(foto: Altadena Reciprocity Project) 

Altadena Reciprocity Project il nome del progetto che trasforma tronchi carbonizzati in una nuova importante risorsa di rinascita

2 minuti di lettura

Oltre 7mila strutture bruciate, tra case, negozi, auto e 57 chilometri quadrati a est di Los Angeles carbonizzati. Le fiamme di gennaio 2025, hanno devastato l’area di Eaton, a Los Angeles. Il rogo ha bruciato in particolare nella comunità di Altadena, a nord di Pasadena, e provocato la morte di 19 persone. Per domare l’incendio di LA, i vigili del fuoco hanno lavorato, giorno e notte, per un totale di 24 giorni. Una catastrofe per la comunità losangelina, che ha colpito, senza distinzione, case di persone comuni e celebrità di Hollywood. Se il cinema ha spesso raccontato il timore del cosiddetto Big One, il terremoto che si ipotizza, un giorno, potrebbe devastare l’area di LA, purtroppo è stato un incendio di proporzioni inimmaginabili a distruggere km e km della città californiana.

E se dalle ceneri può sempre nascere una nuova vita, l’orgogliosa comunità di Eaton ha aderito ad un progetto di rinascita: trasformare gli alberi carbonizzati in una nuova risorsa. Un progetto nato per aiutare chi ha perso il bene materiale più caro, la propria abitazione, a ricostruire le case finite in polvere. L’intuizione appartiene al fondatore di Angel City Lumber, l’imprenditore americano Jeff Perry, che con il suo Altadena Reciprocity Project ha lanciato un appello ai locali, per recuperare i tronchi bruciati degli alberi, lavorarli per farli ridiventare materiale edile di qualità: pavimenti, porte e finestre, modanature.

(foto: Altadena Reciprocity Project)
(foto: Altadena Reciprocity Project) 

“Se avete perso uno o più alberi nell'incendio di Eaton, potete donare i tronchi del vostro albero all'Altadena Community Wood Bank. Angel City Lumber collaborerà con l'Army Corps of Engineers e con i suoi appaltatori per la rimozione degli alberi per garantire che i tronchi vengano tagliati secondo i parametri corretti”, si legge sul sito del progetto, che spiega nel dettaglio cosa verrà fatto di quegli alberi.

I tronchi saranno portati in un sito di stoccaggio, per poi essere riutilizzati per la lavorazione del legname nei prossimi tre anni. “Prevediamo che il primo lotto sarà pronto per il prossimo inverno e che continuerà per tutto l'inverno 2028/2029” con un prezzo di mercato inferiore del 40% rispetto al legname in commercio. L’ente californiano per la protezione antincendio, Cal Fire, stima che l’incendio dello scorso gennaio sia stato “il peggior disastro naturale nella storia della contea di Los Angeles”, che ha costretto all’evacuazione fino a 180.000 persone.

Los Angeles, i roghi devastanti visti dallo spazio

Los Angeles, i roghi devastanti visti dallo spazio

Jeff Perry, il fondatore di Angel City Lumber, stima che il progetto potrebbe produrre un importante volume di legname che va da circa 2.360 a 4.720 metri cubi, che potrà aiutare decine e decine di persone ad avere una casa nuova, ma l'azienda, composta da una piccola squadra di carpentieri ed operai, ha bisogno di più finanziamenti e manodopera per accelerare il processo. “Ci vogliono circa due mesi prima che riceviamo i macchinari di cui abbiamo bisogno. Quindi, prima andiamo avanti con questo, prima potremo iniziare a fresare”, ha specificato Perry all’agenzia Reuters.

(foto: Altadena Reciprocity Project)
(foto: Altadena Reciprocity Project) 

A dare ancora più valore a questo progetto, una delle tante storie di Eaton. Quella di Matthew Burrows, uno dei 43mila residenti di Altadena, che ha perso la casa nell'incendio, e che ha contattato l’imprenditore generoso nella speranza di preservare un albero a lui molto caro. Una testimonianza molto toccante, oltre che un gesto nobile nei confronti di una comunità messa in ginocchio. Per Burrows quell’albero carbonizzato rappresenta il "ricordo costante di quei giorni meravigliosi che sono stati e del futuro meraviglioso che ci aspetta”, scrive ancora Reuters. Insomma, un albero, così come un animale, e qualsiasi essere vivente, possono rappresentare tanto. Molto di più, di quello che spesso distrattamente crediamo.