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La ricerca

Così i piccoli pappagalli sono in grado di socializzare con altre specie di uccelli

I pappagallini monaco sperimentano nuovi comportamenti per fare amicizia con altri uccelli
I pappagallini monaco sperimentano nuovi comportamenti per fare amicizia con altri uccelli 

Uno studio sul comportamento del parrocchetto monaco, presente anche in molte città italiane, rivela un "buon consiglio" per le relazioni anche degli esseri umani. Test con 180 “perfetti sconosciuti”

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Famoso per il suo verde brillante, ma anche per i nidi “condominio” capaci di pesare diverse decine di chili, questo animale dall’aspetto tropicale - racconta una nuova ricerca pubblicata su Biology Letters e in fase di revisione - ha una caratteristica davvero interessante nel campo delle relazioni. Come per gli esseri umani, fare nuove amicizie comporta benefici, ma anche rischi. Si possono incontrare persone che diventano fondamentali per le nostre vite, ma anche nuovi amici che si rivelano nel tempo dannosi e ci conducono sulla cattiva strada. I parrocchetti monaco sembrano aver compreso questo concetto, tant’è che prima di accettare una nuova amicizia “testano a lungo le acque” scrivono i ricercatori dell’Università di Cincinnati, autori dello studio.

I parrocchetti monaci e i rischi per la nostra salute

I parrocchetti monaci e i rischi per la nostra salute

Vita di gruppo ma con diffidenza

I piccoli pappagalli verdi sembrano infatti voler capire gradualmente con chi hanno a che fare. Quando si presentano nuove opportunità di socializzazione, ci vanno cauti: il rischio per loro è quello di incontrare frequentazioni che possono essere pericolose, tanto da portare a conflitti o lesioni. Così si avvicinano “gradualmente agli sconosciuti” e si prendono “tutto il tempo prima di familiarizzare”. In altre parole, i parrocchetti studiano i nuovi amici prima di interagire completamente e dare confidenza. La socialità, anche nel mondo animale, può avere molti vantaggi “e queste amicizie devono iniziare da qualche parte. Solo che avvengono con cautela” sostiene Claire O'Connell, autrice principale dello studio.

“Molti pappagalli, ad esempio, formano forti legami con uno o due altri uccelli. I partner spesso trascorrono la maggior parte del loro tempo insieme, si prendono cura a vicenda e a volte formano relazioni riproduttive. Generalmente, mantenere questi forti legami sociali è associato a una diminuzione dello stress e a un maggiore successo riproduttivo”.

Perfetti sconosciuti

Il problema è che, per arrivare a questi vantaggi, bisogna fare il primo passo, cosa non è semplice se non si ha familiarità con un nuovo arrivato, soprattutto perché il primo incontro, se frainteso, può portare a comportamenti aggressivi e lesioni. Per comprendere meglio il comportamento di questi uccelli i ricercatori hanno fatto un esperimento mischiando, nella stessa voliera, alcuni parrocchetti catturati in natura provenienti da diversi gruppi. Fra questi ovviamente alcuni uccelli erano completamente estranei ad altri. Di seguito hanno iniziato a studiare i loro comportamenti e, grazie a modelli statistici, hanno raccolto informazioni su circa 180 relazioni fra uccelli "perfetti sconosciuti" fra loro.

Quello che hanno notato è stato appunto un graduale avvicinamento prima di mostrare davvero atteggiamenti amichevoli. Hanno scoperto che "gli estranei avevano maggiori probabilità di avvicinarsi l'uno all'altro con cautela rispetto agli uccelli che conoscevano. Gli uccelli estranei hanno impiegato del tempo per condividere lo spazio prima di appollaiarsi vicini ad altri, di toccarsi con i becchi o mostrare iterazioni. In alcuni casi gli uccelli estranei hanno poi intensificato ulteriormente la loro relazione per condividere cibo o per questioni riproduttive”.

Affinità di comunicazione

Le conclusioni dello studio sul “testare le acque” nei comportamenti per creare nuove amicizie sono simili a quelle ottenute sul modus operandi di alcuni pipistrelli che, con lo stesso rituale “graduale”, si muovono con circospezione prima di arrivare a stringere legami o trovare nuovi partner. La stessa autrice principale del paper, Claire O'Connell, non può poi fare a meno di annotare come questo comportamento possa essere di insegnamento anche per gli umani.

L'autrice infatti ricorda il suo arrivo a Cincinnati per gli studi di specializzazione come una “fase nuova della mia vita in cui c’era anche un po’ di nervosismo nel fare nuove amicizie. Allo stesso tempo in quel periodo stavo però letteralmente guardando i parrocchetti muoversi con cautela, ma comunque agire, per fare nuove amicizie, anche se poi alcuni hanno fatto decisamente meglio di altri. Allora ho iniziato a rendermi conto che, in questo metodo prudente ma importante, potrebbe esserci qualcosa che potrei imparare proprio dai parrocchetti".