Entra in vigore il prossimo 25 dicembre il Conto Termico 3.0. Un’opportunità in più per chi deve affrontare la spesa della sostituzione del proprio impianto di riscaldamento. Il Conto Termico permette di avere un contributo a rimborso della spesa sostenuta fino al 65%, ma solo nel caso di impianti a pompa di calore di fascia alta. Anche per il 2026 è comunque in vigore la detrazione fiscale del 50% per gli stessi interventi. I due incentivi ovviamente non si possono sommare, quindi bisogna decidere quale usare. Ecco come regolarsi per effettuare la scelta migliore.
Nuovo Conto Termico e impianti ibridi
Il Conto Termico è un contributo a fondo perduto erogato dal Gse a fronte della spesa sostenuta. La percentuale varia in funzione delle performance dell’impianto installato e della zona climatica. Il rimborso viene versato sul conto corrente del beneficiario entro 60-90 giorni dalla presentazione della domanda, in un’unica soluzione per importi fino a 15.000 euro. Con la nuova versione 3.0 diventa possibile accedere al contributo non solo per l’acquisto di impianti ibridi assemblati in fabbrica (pompa di calore più caldaia a condensazione) ma anche in caso di impianti “fai da te”, costituiti cioè da una nuova pompa di calore che si va ad affiancare ad una caldaia a condensazione esistente. La caldaia non deve avere più di cinque anni di vita e si deve installare una centralina in grado di far “dialogare” i due sistemi in modo da privilegiare l’uso della pompa di calore rispetto al gas. Sul sito del GSE è a disposizione la lista degli impianti che rispettano i requisiti richiesti, così che è possibile farsi un’idea del costi effettivi da sostenere. Per sapere l’importo reale che si potrà ottenere, ossia l’effettiva percentuale spettante, è necessario invece rivolgersi ai singoli produttori che mettono a disposizione dei simulatori.
Vantaggi e svantaggi della detrazione fiscale
La detrazione fiscale è del 50% sulla prima casa e del 36% sulle seconde case, spalmata in dieci rate annuali di pari importo. A seconda della tipologia di impianto prescelta la percentuale di detrazione fiscale, quando si tratta di prima casa, può risultare più elevata e inoltre non ci sono vincoli specifici per gli impianti e quindi è possibile avere l’agevolazione anche con una spesa contenuta. Tuttavia chi ha molte spese o redditi bassi, può non avere capienza fiscale per recuperare la detrazione in dieci anni. Altro elemento da considerare sono i tetti alle detrazioni introdotti per i redditi sopra i 75.000 euro. Con la legge di bilancio 2025 chi supera questa soglia ha un limite complessivo annuo alle detrazioni fiscali che varia in base al numero di figli. Il contributo del Conto Termico è riconosciuto invece senza vincoli.
Nuove offerte sul mercato
Proprio alla luce di queste novità diversi produttori stanno iniziando ad offrire un servizio di anticipazione del contributo. In pratica il cliente autorizza il Gse a versare l'incentivo direttamente all'installatore, che applica uno sconto immediato in fattura pari al contributo spettante. Il cliente paga solo la differenza tra il costo dell'intervento e l'incentivo. Anche diverse ESCo certificate offrono questa formula, che elimina la necessità di anticipare l'intera somma e rende il Conto Termico più competitivo. Da valutare ovviamente la convenienza alla luce della percentuale di contributo che spetta effettivamente.
I tempi per le domande
In ogni caso per effettuare la scelta c’è ancora tempo. Il Gse dovrà infatti varare le regole operative entro 60 giorni dall’entrata in vigore delle norme. Solo successivamente sarà possibile presentare la domanda, che va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori. https://www.gse.it/servizi-per-te/efficienza-energetica/conto-termico/catalogo-degli-apparecchi-prequalificati