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Riscaldamento, stop alle stufe: gli incentivi per sostituire la caldaia a gas

Riscaldamento, stop alle stufe: gli incentivi per sostituire la caldaia a gas

I nuovi obblighi anche in caso di sostituzione degli impianti di riscaldamento e la stretta significativa sulle biomasse. Per queste dovrà essere privilegiato l’utilizzo per prodotti durevoli rispetto alla combustione. No ai bonus invece se si vuol sostituire un impianto alimentato da una caldaia a gas con le stufe a biomasse

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Stop agli incentivi per la sostituzione di impianti a gas con stufe e caminetti. Caldaie ammesse ma solo se le emissioni di particolato sono ridotte ai minimi. Le novità scattano con il recepimento della Direttiva RED III appena pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. La Direttiva fissa il nuovo target per le energie rinnovabili negli edifici al 40,1% entro il 2030, impone i nuovi obblighi anche in caso di sostituzione degli impianti di riscaldamento e la stretta significativa sulle biomasse. Per queste infatti dovrà essere privilegiato l’utilizzo per prodotti durevoli rispetto alla combustione, che diventa quindi residuale per i solo materiali che non possono trovare altro impiego. Scatta anche un ulteriore obbligo di certificazione ambientale senza il quale gli incentivi non potranno essere riconosciuti in ogni caso.

Pellet e inquinamento ambientale

Sulle biomasse come fonte rinnovabile è in corso un dibattito da tempo a causa delle emissioni di particolato. Secondo i dati delle agenzie regionali in Lombardia il riscaldamento domestico produce il 43% del PM10 totale. A Torino il 44%. In Emilia-Romagna il 39% del particolato e il 45% del monossido di carbonio viene dalla combustione di legna, contro il 24% e 39% del traffico veicolare. Il 90% di questo particolato arriva da apparecchi obsoleti: le stufe 5 stelle abbattono le emissioni del 70% rispetto ai modelli a 2 stelle. Una stufa moderna produce pochi grammi di particolato per gigajoule, una tradizionale oltre 500 grammi. La sostituzione di modelli obsoleti con altri più efficienti resta dunque un obbiettivo che può essere raggiunto anche con gli incentivi pubblici, anche considerando che la quota di impianti più vecchi supera ancora il 70% del totale, ma non a dispetto della qualità dell’aria. Di qui la nuova stretta.

Stop alle stufe per sostituire la caldaia a gas

La nuova disciplina consente ancora i contributi statali, dalle detrazioni ai vari bonus stufe regionali e comunali, ma con regole più stringenti. In particolare è ancora possibile accedere agli incentivi per passare da vecchi a nuovi impianti della stessa categoria quando si tratta di acquistare termostufe e termocamini di nuova generazione e rottamare quelli che già si possiedono, purché abbiano un rendimento del focolare di almeno l’87% e sia garantito l’uso di legna o pellet certificati. No ai bonus invece se si vuol sostituire un impianto alimentato da una caldaia a gas con le stufe a biomasse. L’obiettivo dichiarato, infatti è quello del massimo sostegno al passaggio dal gas alle pompe di calore.

Caldaie incentivate ma solo con emissioni di particolato ai minimi

Per chi non ha la possibilità di installare le pompe di calore, c’è ancora la possibilità di ottenere incentivi per le biomasse ma solo per le caldaie che rispettano requisiti ancora più stringenti. Oltre ad avere una certificazione a cinque stelle sono richieste infatti emissioni di particolato primario inferiori a un 1 mg/Nm³. In aggiunta ai fini degli incentivi le caldaie devono essere dotate di un sistema di accumulo per l’acqua calda di almeno 20 litri per ogni kW di potenza. Una caldaia da 15 kW richiede quindi un serbatoio da 300 litri minimo. Il pellet deve avere certificazione UNI EN ISO 17225-2. Sulle fatture devono comparire classe di qualità e codice identificativo dell'organismo di certificazione, pena la perdita dell’agevolazione. Inoltre è richiesta una manutenzione obbligatoria ogni due anni per tutta la durata degli incentivi.

Deroghe e entrata in vigore

Resta una deroga per aziende agricole e forestali in aree non servite dalla rete del gas. Possono ottenere incentivi per sostituire caldaie a GPL con biomasse se i nuovi apparecchi riducono le emissioni di particolato di almeno il 50% rispetto alla classe 5 stelle. Le nuove regole si applicheranno a tutti gli interventi avviati dal 3 agosto prossimo.