I suoi fiori sono tubolari, colorati, avvolti in un profumo inebriante e capaci con il loro fascino di impreziosire giardini, terrazzi e balconi. Il caprifoglio è una splendida pianta rustica e vigorosa, il cui portamento può essere rampicante, ma può variare anche a seconda della varietà.
Chiamato a livello scientifico lonicera, la sua coltivazione è semplice e per crescere rigoglioso e fiorito necessita di semplici interventi mirati. Ecco come coltivarlo e curarlo al meglio.
Caprifoglio: caratteristiche e quando fiorisce
Originario di America, Estremo Oriente ed Europa, il caprifoglio appartiene alla famiglia delle Caprifoliaceae. I fusti sono ramificati e fitti e le foglie ovali, opposte e allungate. Raggruppati in infiorescenze, i fiori presentano una forma tubolare e possono essere molto profumati e colorati dalle sfumature del giallo, bianco, rosa e rosso.
La pianta fiorisce da maggio e per tutta l’estate e, in base alla varietà, può presentare un portamento rampicante, cespuglioso, lianoso ed eretto e altezze diverse, che possono arrivare fino a 7 metri.
Longevo e resistente, il caprifoglio comprende numerose specie. Tra queste sono incluse il caprifoglio comune, rampicante e con fiori gialli e bianchi molto profumati, il caprifoglio alpino, semirampicante e con piccoli fiori bianco-rosati, e il caprifoglio peloso, caratterizzato da rami pelosi e fiori gialli.
Dove collocare il caprifoglio
Il caprifoglio si adatta bene a diverse tipologie di terreno, preferendo in ogni caso substrati ben drenati. È sconsigliato ricorrere a terreni troppo compatti o poveri di materiale organico, potendo arricchire il substrato con sabbia e torba.
Per quanto riguarda l’esposizione, un luogo di pieno sole è l’ideale, anche se la pianta cresce comunque in mezz’ombra e perfino in ombra, sebbene la sua fioritura diventi meno abbondante. La temperatura ottimale è tra i 10 e i 27 gradi, tenendo conto però che generalmente tollera sia il caldo che il freddo.
Questa pianta rustica è resistente a temperature rigide e vento: tuttavia, la sua resistenza varia tra le diverse specie. Alcune varietà, infatti, sono più delicate e non sopportano il freddo intenso, dovendo essere coltivate in serra o in zone dal clima mite.
Coltivazione in giardino e vaso
Il caprifoglio si distingue per la facile cura, potendo essere coltivato sia in vaso che in giardino e sviluppandosi bene anche come rampicante su steccati o come strisciante su un muro.
Da interrare in primavera, dopo le gelate invernali, per la coltivazione in giardino si può procedere tramite la semina. I semi vanno posizionati in un terreno leggero e drenante, a una profondità di 0,5-1 centimetro, lasciando tra ciascuno 3-5 centimetri. Durante la germinazione, il terreno deve essere mantenuto umido: una volta che le piantine sono cresciute, possono essere spostate a una distanza di 50-70 centimetri.
Un metodo più semplice ed efficace è quello della propagazione tramite talea. Si procede prelevando, tra giugno e luglio, talee semilegnose, da piantare nel terreno a una profondità di 5-8 centimetri. Successivamente si coprono le talee con una plastica trasparente, in modo da mantenere l’ambiente umido. Una volta radicate, possono essere trapiantate.
Per la coltivazione in vaso è necessario utilizzare un recipiente ampio, profondo tra i 40-50 centimetri, dotato di fori di drenaggio e un terriccio leggero con sabbia. I semi vanno posizionati in vaso sulla superficie e coperti con strato di terriccio, mantenendo una profondità di 0,5-1 centimetro. Una volta che le piantine sono cresciute si può procedere con il rinvaso.
Il rinvaso va effettuato generalmente tra la fine dell'inverno e l’inizio della primavera, utilizzando un recipiente più grande, in modo da garantire alle radici lo spazio necessario per svilupparsi. È importante annaffiare abbondantemente la pianta prima e dopo l’operazione.
Irrigazione del caprifoglio
Nella cura del caprifoglio è fondamentale fare in modo che il terreno sia sempre leggermente umido, ma allo stesso tempo ben drenato. Le irrigazioni devono essere costanti durante il periodo di messa dimora, per poi diventare regolari per le piante adulte.
È sufficiente annaffiare la pianta una volta alla settimana, mentre in estate ogni 3-5 giorni. In inverno le irrigazioni vanno ridotte drasticamente. In generale, è bene evitare di bagnare il fogliame e concentrare l’acqua alla base. Gli eccessi idrici sono sempre da evitare, in quanto possono essere causa di marciume radicale.
Potatura e concimazione
La lonicera non richiede cure complesse: tra gli interventi principali spicca la potatura, utile per stimolare la crescita della pianta e mantenerla ordinata. Durante la primavera si può intervenire tagliando i rami vecchi e laterali e, dopo la fioritura, invece, accorciare i rami. Ogni 2-3 anni si può procedere con potature più consistenti per mantenere le sue dimensioni sotto controllo.
Un’altra operazione fondamentale è la concimazione, utile per ottenere un fogliame rigoglioso e una fioritura abbondante. L’intervento si effettua in primavera e alla fine dell’estate, ricorrendo a un fertilizzante organico oppure minerale a lenta cessione.
Caprifoglio e le malattie fungine
Nonostante sia una pianta piuttosto resistente, il caprifoglio può essere soggetto a malattie fungine. Tra queste, una delle più comuni è l’oidio, che si manifesta come patina biancastra sulle foglie ed è favorita da scarsa ventilazione e umidità alta. Per contrastarlo è possibile intervenire con trattamento con zolfo o bicarbonato, eliminare le parti colpite e, anche in ottica di prevenzione, migliorare la circolazione dell’aria.
Tra gli altri problemi si possono riscontrare ruggine, muffa grigia e marciume radicale.
Parassiti che possono colpire la lonicera
La pianta può essere attaccata anche da parassiti come la cocciniglia, riconoscibile per la presenza di macchie marroni o bianche sulle foglie. In questi casi si può intervenire rimuovendo il parassita manualmente, oppure utilizzando rimedi naturali e nei casi più gravi insetticidi specifici. Altri parassiti comuni sono il ragnetto rosso, causa di foglie gialle, e gli afidi, responsabili della loro deformazione.
Per prevenire queste problematiche è importante collocare la pianta in un ambiente luminoso e ben ventilato, effettuare potature regolare, monitorare il suo stato di salute ed evitare gli eccessi idrici.