Un dispositivo basato sulla comune acqua ossigenata per contrastare le fioriture algali nocive, una delle minacce più aggressive della biodiversità di acqua dolce nel mondo, causate dalla proliferazione di cianobatteri che producono tossine. La soluzione, geniale quanto ecologica, viene dagli esperimenti di una giovanissima, la 18enne Natalie Muro, studentessa della William J. Palmer High School di Colorado Springs, ispirata dalla passione per una serie Netflix, Outer Banks, ambientata sulle coste oceaniche della Carolina del Nord. Con il suo progetto intitolato "A Novel Field-Based Approach to Reducing Harmful Algal Blooms in Freshwater Ecosystems", la giovane ricercatrice ha ideato una tecnologia ecocompatibile a basso costo e replicabile su scala globale, guadagnandosi un posto tra i finalisti del prestigioso concorso scientifico Regeneron Science Talent Search 2026, la più antica e prestigiosa competizione scientifica per gli studenti delle scuole superiori in America.
Le fioriture algali nocive non sono una minaccia non solo per flora e fauna di acqua dolce, ma anche un grave pericolo per la salute umana se si entra in contatto con acqua contaminata o si mangiano pesci che contengono questi microrganismi. Sebbene il nome richiami la flora acquatica, in verità, i responsabili di questi fenomeni sono i cianobatteri, noti anche come alghe azzurre, microrganismi che proliferano in modo incontrollato a causa del riscaldamento globale e dell'eccesso di nutrienti nei bacini. Un fenomeno che produce tossine letali per la fauna selvatica, pericolose per l'uomo e capaci di paralizzare i sistemi di potabilizzazione. Fino ad ora, le armi a disposizione per combatterli, come il solfato di rame, si sono rivelate una cura quasi peggiore del male, perché rilasciano residui chimici persistenti e tossici per l’intero ecosistema. La giovane scienziata, per trovare una soluzione al problema, ha condotto una serie di rigorose analisi e ricerche bibliografiche scoprendo che il perossido di idrogeno (l'acqua ossigenata) a una concentrazione controllata del 3%, è molto efficace nello sterminare i cianobatteri. Problema risolto, con un vantaggio ecologico. Infatti, a differenza dei trattamenti tradizionali, il perossido di idrogeno non lascia sottoprodotti tossici nell'ambiente. Quando l'azione biocida si è conclusa, si decompone spontaneamente nei due elementi naturali: acqua e ossigeno, meno impattante di così.
La 18enne, però, è andata anche oltre, con quella è che la vera innovazione, ovvero il meccanismo di rilascio. Natalie, infatti, ha progettato e costruito un dispositivo galleggiante, ancorato a una boa, che sfrutta il movimento delle onde generate dal vento, l'energia cinetica. Questo sistema dinamico permette al perossido di idrogeno, stoccato in un apposito tubo, di disperdersi in modo lento, costante e omogeneo nell'acqua, senza il ricorso a combustibili fossili o fonti energetiche esterne per fare funzionare l'impianto. Ma non è ancora tutto, perché uccidere i cianobatteri non è sufficiente: se lasciate degradare nell'acqua, le cellule morte rilasciano sostanze organiche che fungono da fertilizzante per le fioriture successive. Per spezzare questo ciclo vizioso, Natalie ha eseguito una serie di esperimenti nel lago vicino a casa sua a Colorado Springs, in Colorado, infestato da alghe nocive e per questo interdetto al pubblico; ha integrato nel dispositivo dei sacchetti a rete contenenti biochar, un materiale carbonioso altamente poroso simile alla carbonella. In un perfetto esempio di economia circolare, il biochar è stato prodotto carbonizzando una pianta infestante locale. Il materiale agisce come una spugna molecolare, intrappolando i microbi morti, in questo modo, altri batteri non possono nutrirsi dei loro simili defunti. Insomma viene spezzata la catena. La conferma dell'efficacia del dispositivo è arrivata direttamente sul campo. I risultati delle analisi di laboratorio condotte dopo il trattamento con il dispositivo inventato dalla 18enne americana hanno dimostrato una notevole riduzione della concentrazione di cianobatteri nei campioni d'acqua. Ma l'aspetto più rilevante sotto il profilo ecologico, è stato il monitoraggio della biodiversità: microfauna e microrganismi benefici del lago sono rimasti del tutto indenni.