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Monarda: ecco perché è la migliore pianta antizanzare e come prendersene cura

Monarda: ecco perché è la migliore pianta antizanzare e come prendersene cura

Oltre ad essere una splendida pianta ornamentale, la monarda è un repellente naturale contro le zanzare. Scopriamo perché e come prendersene cura

3 minuti di lettura

Dai fiori tubolari e le foglie aromatiche, la monarda abbellisce giardini e balconi con la sua vivace bellezza. Si tratta di una pianta perenne molto apprezzata per il suo aspetto ornamentale e i fiori ricchi di nettare grazie ai quali attira gli insetti impollinatori, contribuendo a migliorare la biodiversità. Inoltre, racchiude proprietà repellenti, fungendo da antizanzare naturale. Approfondiamo di seguito le peculiarità di questa splendida pianta e scopriamo come prendersene cura correttamente.

Monarda, antizanzare naturale

Con l’arrivo della bella stagione le giornate si allungano e le temperature salgono. Tra vacanze e gite fuori porta, si trascorre più tempo all’aria aperta, facendo i conti con le temute zanzare. Per contrastarne la presenza, la monarda viene in nostro soccorso: coltivata in giardino o balcone, aiuta a tenere lontani questi insetti grazie alle sue proprietà repellenti.

Queste caratteristiche sono legate agli oli essenziali contenuti soprattutto nelle sue foglie, tra cui composti aromatici come il timolo e il geraniolo. Tali sostanze agiscono come repellenti naturali, interferendo con i recettori olfattivi delle zanzare e rendendo l’ambiente meno gradevole per loro.

Quando le foglie vengono schiacciate o sfregate, rilasciano un profumo intenso che risulta particolarmente fastidioso per questi insetti. La monarda rappresenta quindi un valido alleato contro le zanzare che può essere posto in giardino, aree verdi, balconi o in prossimità di finestre.

Le caratteristiche della monarda

Chiamata anche balsamo delle api, fiore d’ape, menta di cavallo e bergamotto selvatico, la monarda appartiene alla famiglia delle Lamiaceae ed è originaria del Nord America. Questa pianta perenne, resistente e dal grande fascino ornamentale, presenta foglie abbondanti dall’aroma simile a quello della menta.

I suoi fiori sono molto decorativi, piccoli, riuniti in infiorescenze a grappolo, con petali tubolari disposti a spirale, e possono essere rossi, rosa, viola e bianchi. La fioritura si protrae dalla metà dell’estate all’inizio dell’autunno. A seconda delle varietà può raggiungere altezze tra i 30 e i 120 centimetri. La pianta cresce in modo vigoroso regalando cespi folti per tutta la stagione estiva.

La monarda contribuisce in giardino alla biodiversità attirando api, farfalle e bombi. Presente in diverse varietà, tra le più diffuse spiccano la monarda fistulosa, molto robusta, con fiori rosa o porpora e foglie verde chiaro, vellutate e molto aromatiche, e la monarda citriodora, nota anche come erba limone e caratterizza da piccoli fiori rosa.

Dove collocare la monarda

Oltre che per la sua bellezza ornamentale, la monarda è apprezzata per la facilità di coltivazione. Pur adattandosi a diverse condizioni atmosferiche e differenti terreni, cresce al meglio in un substrato drenato e ricco di materia organica.

Per quanto riguarda l’esposizione, si sviluppa rigogliosamente in pieno sole, con minimo 6 ore di luce solare diretta. Tollera comunque l’ombra parziale, soprattutto in zone con estati molto calde. Resistente al freddo e piuttosto rustica, predilige ambienti arieggiati: una buona circolazione dell’aria contribuisce a mantenerla sana e a prevenire malattie fungine.

La cura

Di facile coltivazione, la monarda richiede alcune cure essenziali. Tra queste l’irrigazione: in particolare, è importante mantenere sempre il terreno umido, soprattutto durante la stagione di crescita. La pianta va annaffiata una o due volte a settimana, evitando i ristagni idrici, che possono causare marciume radicale.

La concimazione deve essere eseguita in primavera per stimolare la fioritura e la crescita, utilizzando un fertilizzante bilanciato a lento rilascio e del compost organico.

La potatura deve essere regolare e serve per favorire una crescita più folta, oltre a gestire l’altezza e lo sviluppo della pianta. Si interviene a inizio primavera e anche a metà stagione, eliminando gli steli danneggiati e secchi, oltre ai fiori secchi. Grazie alla sua crescita vigorosa, la pianta si espande rapidamente, ed è quindi consigliato eseguire il rinvaso ogni 2-3 anni.

Coltivazione in giardino e vaso

La monarda si mette a dimora in primavera, procedendo collocando direttamente i semi in piena terra. I semi vanno distribuiti in modo uniforme, coprendoli con uno strato leggero di terriccio, senza interrarli troppo in profondità, a circa 0,5-1 centimetro. I semi vanno distanziati di 30-45 centimetri in modo da garantire la corretta circolazione dell’aria e un adeguato sviluppo delle piantine.

In caso di trapianto, si deve scavare una buca ampia, in modo che riesca ad accogliere l’apparato radicale, riempiendola con terriccio ben drenato, fertile e morbido. In seguito alla messa a dimora, si irriga in modo moderato.

Se coltivata in vaso, è necessario ricorrere a un recipiente profondo e drenato, con terriccio ricco di sostanza organica. I semi si pongono sempre a 0,5-1 centimetro di profondità, mantenendo il terreno umido fino alla germinazione.

Per la propagazione si può ricorrere alla divisione per talea o dei cespi. Il metodo più usato è quello dei cespi: si esegue in autunno o primavera, separando porzioni della pianta madre ben sviluppate, da ripiantare subito.

Problematiche comuni

Nonostante sia una pianta resistente, la monarda può essere colpita da alcuni problemi comuni, tra cui l’attacco di parassiti, come afidi, acari e tripidi. Questi insetti si nutrono della sua linfa vitale, causando ingiallimento, appassimento e indebolimento generale. In caso di infestazioni è possibile intervenire con rimedi naturali, come l’olio di neem, oppure a insetticidi specifici per le situazioni più gravi.

Tra le altre criticità ci sono poi le malattie fungine, tra cui l’oidio, che si manifesta con una patina bianca sulle foglie. In questo caso è necessario rimuovere le foglie infette, utilizzare spray fungicidi per le situazioni più critiche, e migliorare la circolazione dell’aria attorno alla pianta.

Un problema frequente è il marciume radicale, causato da irrigazioni eccessive e da un terreno poco drenato, dovendo ridurre le annaffiature e migliorare il substrato.

In ottica preventiva è importante garantire una buona circolazione dell’aria, evitare eccessi di irrigazione ed effettuare controlli regolari della pianta.