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Biodiversità

Grazie agli scarabei stercorari si possono ridurre le emissioni di metano degli allevamenti

Grazie agli scarabei stercorari si possono ridurre le emissioni di metano degli allevamenti

Oltre ai loro impatti su suolo, pascoli e mosche parassite, questi

insetti sono un potente alleato nella lotta alla crisi climatica

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Minuscoli, ma potentissimi. Si tratta degli scarabei stercorari, insetti che con le loro silenziose attività potrebbero diventare nostri preziosi alleati nella lotta contro i cambiamenti climatici. A suggerirlo è uno studio pubblicato sulla rivista Ecological Entomology da un team di ricercatori coordinato dalla Southern Cross University e dalla University of New England, in Australia. Secondo la nuova analisi, infatti, gli scarabei stercorari, oltre a contribuire alla salute del suolo e alla produttività dei pascoli, riuscirebbero anche a ridurre drasticamente le emissioni di metano prodotte dal letame bovino, uno dei principali gas serra responsabili del riscaldamento globale.

L'attività degli scarabei stercorari

Per studiare gli effetti degli scarabei stercorari sui gas serra, gli autori del nuovo studio hanno osservato per un periodo di 90 giorni i campioni di letame bovino in condizioni di laboratorio (mesocosmi). Alcuni sono stati colonizzati da 4 specie di scarabei stercorari (Euoniticellus intermedius, E. africanus, E. fulvus e Onthophagus granulatus), mentre gli altri fungevano da controllo, ossia erano privi di questi insetti. Dalle successive osservazioni, i ricercatori hanno notato che nei campioni senza questi insetti le emissioni di metano hanno registrato due picchi nei giorni 6 e 16, mentre nei campioni colonizzati dagli scarabei le emissioni di metano sono state prossime allo zero per tutta la durata dell'esperimento. In particolare, la loro presenza ha ridotto fino all'85% le emissioni e del 18% l'impronta totale di gas serra derivante dalla decomposizione del letame.

In che modo riducono il metano

Secondo il nuovo studio, l'impatto di questi insetti sulle emissioni di metano risiede nel loro comportamento. “Scavando gallerie e aerando gli escrementi, favoriscono una decomposizione a basse emissioni”, ha spiegato l'autore Nigel Andrew. “Interrompono le condizioni soffocanti e anaerobiche necessarie ai microbi produttori di metano e spostano il processo verso la respirazione aerobica. In sostanza, creano le condizioni ideali affinché il metano, altamente dannoso, venga sostituito dall'anidride carbonica, meno dannosa”. In altre parole, quindi, la loro attività favorisce la circolazione dell'ossigeno e, di conseguenza, un processo di decomposizione che accelera il rilascio di anidride carbonica (meno potente del metano come gas serra) durante i primi 14 giorni rispetto agli escrementi privi di scarabei. Questo impatto, inoltre, è stato duraturo: anche dopo che gran parte degli scarabei stercorari ha abbandonato il letame, l'aerazione e le gallerie hanno continuato a limitare le emissioni di gas serra.

Un alleato contro la crisi climatica

Dato che gli allevamenti sono tra le principali fonti di emissioni agricole di gas serra, gli autori del nuovo studio suggeriscono che i loro risultati potrebbero contribuire ad affrontare la sempre crescente sfida dei cambiamenti climatici. Sostenere e favorire la presenza di popolazioni di questi insetti, infatti, potrebbe rappresentare una valida opportunità per ridurre l'impatto climatico derivante dagli allevamenti. “Questo studio si aggiunge al già notevole repertorio di servizi ecosistemici che l'umile scarabeo stercorario fornisce all'agricoltura australiana”, ha concluso Jean Holley, tra gli autori dello studio. “Non solo ricicla i nutrienti, riduce il numero di mosche parassite e aera il suolo, ma può anche contribuire a mitigare le emissioni di gas serra derivanti dall'allevamento del bestiame”.