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Energia rinnovabile

Eolico offshore, dimezzati i fondi per Taranto e Augusta

A Taranto è stato realizzato il primo parco eolico marino
A Taranto è stato realizzato il primo parco eolico marino 

Per il Mase i due porti rimangono designati come hub prioritari per il settore delle rinnovabili, ma i finanziamenti passano da oltre 78 milioni di euro a 38,3. Ora è tutto da ripensare

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Non buone notizie per l’eolico offshore. I finanziamenti annunciati dal governo per i porti di Taranto e Augusta sono stati quasi dimezzati: da oltre 78 milioni complessivi si è passati a 38,3 milioni. Ora è tutto da ripensare. Sì perché le Autorità portuali del Mar Ionio e del Mar di Sicilia Orientale sono state già invitate dal Mase a “rimodulare i progetti tenendo conto del ribasso le risorse inizialmente disponibili”. Alle due Autorità portuali viene adesso chiesto di aderire in tempi brevi alla nuova ripartizione e di comunicare quali delle opere infrastrutturali già inserite nelle rispettive candidature possano essere finanziate con le somme residue. Insomma i progetti vanno tutti rivisti.

Augusta e Taranto rimangono hub prioritari

A comunicare il dimezzamento dei finanziamenti, alla fine di settembre, è stato il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e riguardava appunto la costruzione delle piattaforme galleggianti per le pale eoliche in mare. Motivo dei tagli? La proroga delle riduzione alle accise carburanti. Quindi, se da una parte non è stata revocata la scelta di Augusta e Taranto quali aree prioritarie per gli hub cantieristici offshore, dall’altra è stata ridotta del 51 per cento la copertura finanziaria statale originariamente prevista per adeguare i due porti alle nuove attività. Quali opere saranno ridimensionate, rinviate o eventualmente coperte attraverso altre fonti dovrà quindi emergere dalla rimodulazione dei progetti con le Autorità portuali.

La preoccupazione delle comunità

La riduzione colpisce pesantemente una Regione, la Puglia che punta a diventare la prima per la produzione in Italia di energia da fonte rinnovabile, ma soprattutto la comunità di Taranto già alle prese con la vicenda ex Ilva. La città infatti aveva puntato molto sull’offshore per rilanciare le attività del porto dopo il calo dei traffici dovuto alla minore produzione del settore siderurgico. Ma ora a Taranto dove si aspettavano per potenziare le infrastrutture 28,5 milioni di euro, se ne vedono arrivare meno della metà: 13.940 milioni. Dimezzate anchele risorse statali destinate al porto di Augusta per gli interventi necessari a farne uno dei due hub prioritari italiani della filiera dell’eolico offshore galleggiante. La dotazione prevista per lo scalo siciliano passa infatti da 49,8 milioni a 24,359 milioni di euro.

Tutto iniziato nel 2023

L’iter che ha individuato Augusta e Taranto è iniziato nel dicembre 2024 con un decreto-legge, poi convertito l’anno dopo dove è stata prevista la realizzazione nel Mezzogiorno di un polo strategico nazionale per la progettazione, produzione e assemblaggio delle piattaforme galleggianti e delle infrastrutture elettriche funzionali alla cantieristica per l’energia eolica in mare, demandando al Mase l’acquisizione delle manifestazioni d’interesse e la successiva individuazione delle aree portuali e degli interventi. Ora si ricomincia.