Festival Green&Blue 2025
Innovazione

Le startup, idee e innovazioni per un’economia verde

Gustavo Gonzales e Stefano Ferioli, fondatori di Agreenet
Gustavo Gonzales e Stefano Ferioli, fondatori di Agreenet 

Dall’agrifood all’energia sono tanti i settori in cui le startup cambiano il modo di produrre. Ecco i ritratti delle 11 imprese innovative che parteciperanno al Festival di Green&Blue. Partecipa anche tu

10 minuti di lettura

AGREENET – Torino

Soluzioni innovative che estendono la shelf-life dei prodotti freschi

Agreenet è una startup che opera nella produzione di biomateriali innovativi per la conservazione e il confezionamento di alimenti freschi. La startup nasce a Torino nel 2022 dal desiderio di due amici - Gustavo Gonzalez e Stefano Ferioli - di contribuire in prima linea a ridurre gli sprechi alimentari e creare un sistema di approvvigionamento alimentare più efficiente e sostenibile. Nello specifico, la startup crea e produce materiali biodegradabili, biobased e bioattivi volti a migliorare la conservazione di frutta e verdura confezionate per aumentarne la shelf-life. Questi materiali si basano su una miscela di sostanze di origine vegetale e alimentare che possono essere regolate in base alle condizioni di confezionamento del prodotto fresco e alle esigenze del cliente. I prodotti sono realizzati con una tecnologia innovativa che riduce di almeno il 90% la proliferazione di agenti patogeni e microrganismi sulla superficie dei frutti.

L’azienda ha sviluppato PìFresc, una tecnologia all'avanguardia, che offre vantaggi per produttori e distributori, raccogliendo la sfida della conservazione della frutta fresca. Questa tecnologia è in grado di ritardare la comparsa della muffa di almeno 7 giorni, riducendo lo spreco da deperimento e le relative perdite economiche fino al 74%, con un'efficacia estesa a oltre un mese, garantendo quindi benefici anche a casa del consumatore. Essendo l’unica soluzione naturale per frutti non climaterici, PìFresc è indispensabile per una vasta gamma di prodotti, tra cui agrumi, uva da tavola, fragole, frutti di bosco e ciliegie, settori in cui l’Italia è uno dei maggiori produttori a livello mondiale. Attualmente, la startup sta raccogliendo capitali da fondi di venture capital per avviare la produzione e la commercializzazione, oltre a sviluppare nuove tecnologie a supporto della filiera agroalimentare.

Energy Dome, Claudio Spadacini è alla guida della scaleup milanese (foto: Comoretto Studio)
Energy Dome, Claudio Spadacini è alla guida della scaleup milanese (foto: Comoretto Studio) 

ENERGY DOME – Milano

Accumulo di energia di lunga durata

Nel centro della Sardegna campeggia all’orizzonte un enorme pallone, pieno di anidride carbonica, uno dei principali gas serra che provocano pericolosi cambiamenti del clima. Eppure quello stesso gas che è il principale responsabile del riscaldamento globale potrebbe trasformarsi in un fattore determinante nella lotta ai cambiamenti climatici. Per Energy Dome, scaleup milanese guidata da Claudio Spadacini, l'enorme pallone, noto anche come "la cupola", rappresenta un elemento fondamentale della "CO2 Battery" proposta dall'azienda. Le proprietà dell’anidride carbonica consentono al sistema di immagazzinare energia in modo efficiente e conveniente attraverso un processo termo-meccanico brevettato. Le CO2 Battery utilizzano componenti ampiamente disponibili e standardizzati provenienti da filiere affidabili a livello globale, offrendo così una soluzione sicura, efficiente, economica e scalabile per accelerare la transizione energetica. Si tratta di una tecnologia pionieristica in grado di immagazzinare l'energia per ben 10 ore a un costo pari alla metà di quello delle batterie agli ioni di litio. L'impianto dimostrativo di Energy Dome, il primo nel suo genere, è in funzione da due anni in Italia. Ad oggi l’azienda sta commercializzando l'innovativa soluzione di accumulo di energia a lunga durata, la CO2 Battery, in tutti e cinque i continenti e in oltre 40 Paesi. Energy Dome è destinataria del supporto della Banca Europea per gli Investimenti (con un venture debt da 25 milioni di euro) e del fondo Breakthrough Energy Catalyst di Bill Gates (con 35 milioni di euro di finanziamento).

Il team di Eoliann: Roberto Carnicelli, Chiara Mugnai, Giovanni Luddeni, Emidio Granito
Il team di Eoliann: Roberto Carnicelli, Chiara Mugnai, Giovanni Luddeni, Emidio Granito 

EOLIANN – Torino

Quantificazione dei rischi legati agli eventi climatici

Fondata a Torino nel 2022 da Roberto Carnicelli, Chiara Mugnai, Giovanni Luddeni e Emidio Granito, Eoliann è una startup climate risk che utilizza dati satellitari e algoritmi di machine learning proprietari per quantificare la probabilità, l'intensità e l'impatto di eventi climatici estremi come - alluvioni, siccità e incendi, ondate di calore e terremoti - su tutto il continente europeo, con una granularità fino a 30 metri. Le strategie proattive non solo consentono di risparmiare sui costi, ma possono anche proteggere efficacemente le comunità, visto che la volatilità del clima continua a persistere.

Il prodotto principale di Eoliann consiste in un'interfaccia digitale che fornisce dati di valutazione dei rischi climatici attraverso diversi algoritmi di intelligenza artificiale - basati sulla fisica, sull'economia, sugli studi sul clima e su dati satellitari - gestiti in un’infrastruttura cloud, garantendo automazione e scalabilità. La startup ha ottenuto il supporto di Primo Ventures ed Exor Ventures raccogliendo il suo primo pre-seed round da 1,5 milioni di euro a fine 2022, fondi utilizzati per continuare a sviluppare le sue soluzioni con l’obiettivo di costruire una “resilienza climatica dal cielo”. La società, infatti, grazie ai dati satellitari e ad algoritmi proprietari AI continua nella sua missione di supportare le istituzioni finanziarie a prevedere la probabilità e l’impatto dei rischi climatici.

Eoliann si è di recente aggiudicata la partecipazione alla “Startup World Cup, come migliore startup cleantech del Mediterraneo. La competizione si terrà a ottobre 2025 a San Francisco, in palio è previsto un premio da 1 milione di dollari.

Foreverland: Massimo Sabatini, Riccardo Bottiroli,  Giuseppe D’Alessandro e Massimo Brochetta
Foreverland: Massimo Sabatini, Riccardo Bottiroli, Giuseppe D’Alessandro e Massimo Brochetta 

FOREVERLAND – Bari

Alternativa al cioccolato a base di carruba

Fondata a Bari nel 2023 da Massimo Sabatini, Riccardo Bottiroli, Giuseppe D’Alessandro e Massimo Brochetta, Foreverland è la startup foodtech che ha creato Choruba, l’alternativa al cioccolato tradizionale proveniente da carruba italiana e naturalmente plant-based pensato per rispondere alla crisi del cacao e alle sfide di sostenibilità del settore.

Negli ultimi anni, i prezzi delle materie prime per produrre cioccolato sono aumentati del 300%, in gran parte a causa degli effetti devastanti del cambiamento climatico sui principali Paesi produttori di cacao, come Ghana e Costa d'Avorio, responsabili di circa i due terzi della produzione mondiale. A questo si aggiungono questioni legate all’elevato consumo di acqua, deforestazione e lavoro minorile, rendendo il cacao uno dei prodotti più problematici dal punto di vista ambientale e sociale. In risposta a queste sfide, Foreverland ha sviluppato Choruba, un’alternativa a base di carruba che promette di essere non solo ecologica, ma anche gustosa. Protetto da due brevetti, Choruba utilizza il 90% in meno di acqua rispetto al cacao tradizionale e riduce le emissioni di CO2 dell'80%, rappresentando una svolta per l’industria dolciaria. La Choruba è venduta in gocce o liquido, in diverse varianti ed applicazioni, ad aziende del settore alimentare.

Nel 2024 la startup ha raccolto capitali pari a 3,4 milioni di euro da investitori di rilievo nel mondo del food-tech e dell'innovazione alimentare con l’obiettivo di realizzare il primo impianto produttivo in Puglia.

Green Indipendence: Marta Pisani e Alessandro Monticelli
Green Indipendence: Marta Pisani e Alessandro Monticelli 

GREEN INDEPENDENCE – Brindisi

Soluzioni innovative per l’indipendenza energetica e l’accesso all’acqua pulita

Fondata a Brindisi nel 2023 da Marta Pisani e Alessandro Monticelli, Green Independence è una startup che ha la missione di accelerare la transizione energetica dai combustibili fossili, fornendo soluzioni innovative per l’indipendenza energetica e l’accesso all’acqua pulita. La startup ha realizzato la tecnologia New Artificial Leaf (NAL), un pannello solare evoluto e multifunzionale che lavora proprio come una foglia: desalinizza acque marine (o purifica le acque di scarto) e produce idrogeno verde in maniera totalmente indipendente dalla rete elettrica.

Questa tecnologia è in grado di sfruttare fino a tre volte l’energia solare rispetto ai pannelli convenzionali e integra un innovativo sistema di purificazione dell’acqua che utilizza il calore residuo per purificarla o desalinizzarla. Durante il processo di desalinizzazione dell’acqua marina, il pannello è in grado di generare fino a venti volte l’energia necessaria rispetto ai tradizionali sistemi, come l’Osmosi Inversa, che invece consumano energia per ottenere lo stesso risultato. Questa combinazione di efficienza energetica e sostenibilità rende NAL una soluzione unica nel panorama delle tecnologie green. Il prototipo del pannello sarà presentato in anteprima al Festival di Green&Blue.

Sostenuta da investitori di rilievo e istituzioni italiane, la startup punta a stabilire nuovi standard nell’innovazione ecologica, rendendo l’energia pulita e l’acqua accessibili a tutti, indipendentemente dai limiti geografici. Con l’obiettivo di guidare una “rivoluzione decentralizzata” e sostenibile, l’azienda si dice pronta a lasciare un’impronta significativa nel settore delle energie rinnovabili in tutto il mondo.

Limenet: nata come community scientifica, è diventata impresa. Fondata da Giovanni Cappello, Stefano Cappello e Enrico Noseda
Limenet: nata come community scientifica, è diventata impresa. Fondata da Giovanni Cappello, Stefano Cappello e Enrico Noseda 

LIMENET – Lecco

Immagazzinare anidride carbonica nel mare

L'anidride carbonica (CO2) prodotta dalle attività umane è il principale fattore del riscaldamento globale. Per questa ragione l'Unione Europea guarda con interesse alle soluzioni in grado di ridurre le emissioni di CO2, primi responsabili del cambiamento climatico in atto. In questo senso la missione della startup lecchese Limenet è rivoluzionaria: trasformare l'anidride carbonica in una soluzione acquosa di bicarbonati di calcio, con potenziali effetti benefici per l'ecosistema marino. Per farlo ha messo a punto una tecnologia innovativa che permette lo stoccaggio del carbonio in forma di bicarbonati.Semplificando, la tecnologia funziona così: da carbonato di calcio (presente in natura in grandissime quantità, si pensi che è il 7% della crosta terrestre), acqua marina ed energia rinnovabile, Limenet è in grado di trasformare l'anidride carbonica, raccolta dall'atmosfera o da altre sorgenti, in una soluzione acquosa di bicarbonati di calcio. In questo modo è possibile ottenere una soluzione di stoccaggio di CO2 duratura e stabile (per oltre 10 mila anni) all'interno di mare e oceani.

Limenet è nata come community scientifica: è diventata impresa nel 2023, fondata da Giovanni Cappello, Stefano Cappello ed Enrico Noseda. A fine settembre 2024 ha aperto il primo impianto industriale realizzato nel siracusano. La struttura con sede ad Augusta è oggi il più grande al mondo per capacità produttiva di stoccaggio di CO2 – 100kg/h – in mare sotto forma di bicarbonati di calcio. Questo impianto di sequestro di CO2 ha una dimensione di 100 volte l’impianto pilota costruito da Limenet a inizio 2023 nel Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN) della Marina Militare italiana di La Spezia in collaborazione con il Politecnico di Milano e l'Università UNIGE di Genova.

Dopo aver raccolto nel primo anno di vita oltre 2 milioni di euro attraverso uno strumento finanziario partecipativo (SFP), l’azienda ha annunciato l’apertura di un nuovo aumento di capitale da cinque milioni di euro. I fondi raccolti serviranno a finanziare lo sviluppo della startup e la sua crescita nel mercato del carbon Removal.

Magaldi Green Energy: la startup di Salerno è guidata da Letizia Magaldi
Magaldi Green Energy: la startup di Salerno è guidata da Letizia Magaldi 

MAGALDI GREEN ENERGY – Salerno

Batterie di sabbia per l’accumulo di energia

Produrre calore sfruttando il potere di accumulo della sabbia, una materia prima facilmente reperibile. E’ ciò che fanno le batterie di sabbia brevettate da Magaldi Green Energy, startup di Salerno, guidata da Letizia Magaldi, e che si apprestano a poter essere sfruttate per uso industriale, fornendo una soluzione concreta per decarbonizzare i processi industriali termici.

Il sistema di accumulo si chiama col nome tecnico MGTES - Magaldi Green Thermal Energy Storage le batterie innovative si basano sulla tecnologia del letto di sabbia fluidizzato che accumula e restituisce energia termica. Nella pratica, si tratta di una batteria di acciaio che contiene la sabbia riscaldata che permette di conservarne l’energia per giorni e per settimane. La scelta della sabbia non è stata casuale, ma punta a usare una materia prima disponibile in tutta Italia e non soggetta ai rischi legati alle catene di fornitura e alla scarsità di materiali. Dopo un periodo di test e una serie di prototipi, nel mese di maggio la batteria è entrata nella fase operativa presso lo stabilimento IGI che produce grassi e oli alimentari per la Ferrero, a Buccino in provincia di Salerno. Oggi Magaldi è l’unica società che utilizza la sabbia silicea, uno dei materiali più comuni sulla Terra, si trova nei letti dei fiumi, sulle spiagge, nei deserti e si usa nell’edilizia, nelle fonderie, nell’elettronica e per fare il vetro.

Pietro Cerboni, fondatore di ReWind
Pietro Cerboni, fondatore di ReWind 

ReWind – Milano

Pale eoliche modulari riciclabili

Fondata nel 2023 su idea di Claudio Spadacini, guidata da Pietro Cerboni, ReWind è una startup deeptech con sede a Milano che sviluppa pale eoliche modulari, altamente performanti e completamente riciclabili. La tecnologia ReWind punta a rendere l’eolico più competitivo, scalabile e rapido da installare, riducendo le complessità logistiche e favorendo una filiera industriale europea. Il primo prototipo sarà testato su un impianto operativo (FOAK) nel 2026, con l’obiettivo di scalare progressivamente fino a pale di ultima generazione da oltre 100 metri.

Smush Materials: i fondatori Luca Ficarell, Marco Lenzi, Luca Schettino e Sara Mantero
Smush Materials: i fondatori Luca Ficarell, Marco Lenzi, Luca Schettino e Sara Mantero 

SMUSH Materials – Pavia

Soluzioni di imballaggio compostabili derivate da scarti agricoli e micelio dei funghi

Startup deeptech che sviluppa alternative performanti e sostenibili alle plastiche monouso, combinando sottoprodotti agricoli e micelio per creare soluzioni compostabili. Fondata nel 2024 da Luca Ficarell, Marco Lenzi, Luca Schettino e Sara Mantero, la startup si propone di sostituire le tradizionali soluzioni ad alto impatto ambientale, come le plastiche monouso — in particolare il polistirolo — con alternative naturali, contribuendo in modo concreto alla transizione globale verso un’economia più sostenibile e circolare.

Questo materiale, una volta spezzato può essere gettato nell’umido e compostato entro 90 giorni, rappresentando una soluzione concreta per ridurre l’impatto ambientale dei materiali di imballaggio comunemente usati oggi. Il progetto ha messo radici grazie al percorso di accelerazione e incubazione offerto dal PoliHub e al sostegno di CDP Venture.

Con sede a Giussago, in provincia di Pavia, Smush Materials sta attirando l’attenzione di aziende che cercano una soluzione concreta al problema dell’inquinamento da polistirolo. L’azienda si distingue per il suo approccio rigoroso: il materiale è certificato come compostabile, garantendo performance eccellenti per settori come quello elettronico e manifatturiero, per prodotti pesanti fragili. Lo scorso aprile la startup ha raccolto 1 milione di euro nel suo primo seed round che gli permette di passare dalla fase di prototipazione alle prime forniture su scala, accelerando l’evoluzione della propria tecnologia già testata con player di riferimento nei settori industriali. Il progetto unisce ricerca scientifica, design e circolarità per rivoluzionare il mondo del packaging.

Tau Group: i fondatori Francesco Taiariol, Filippo Veglia e Piero Degasperi
Tau Group: i fondatori Francesco Taiariol, Filippo Veglia e Piero Degasperi 

TAU GROUP – Torino

Filo ecosostenibile ad alte prestazioni per applicazioni automobilistiche

Fondata a Torino nel 2014 da Francesco Taiariol, Filippo Veglia e Piero Degasperi, Tau Group è specializzata nello sviluppo di soluzioni innovative per la produzione di conduttori metallici isolati altamente performanti, fondamentali per la realizzazione di motori elettrici, trasformatori e generatori. Le tecnologie brevettate permettono di realizzare rivestimenti a bassa impronta di carbonio, ottimizzando l’efficienza energetica e le prestazioni dei componenti elettrici. Questo approccio contribuisce a rendere l’elettrificazione più sostenibile e competitiva, in un’ottica di decarbonizzazione dell’energia.

L’azienda si posiziona in testa nella transizione energetica, concentrando i suoi sforzi sulla decarbonizzazione dell'energia e sull'elettrificazione dei trasporti. Le tecnologie brevettate dall'azienda bilanciano in modo ottimale la produzione sostenibile a basso consumo di risorse con le prestazioni necessarie per garantire un'elettrificazione efficace. L'attenzione dedicata ai rivestimenti protettivi a basso consumo di carbonio per fili di rame, alluminio e acciaio ad alte prestazioni ha fatto di Tau Group un attore chiave nella promozione di motori, trasformatori e generatori più piccoli, più ecologici, più duraturi e più potenti.

Tradizionalmente, il filo presente nei motori elettrici viene smaltito tramite un processo articolato che richiede ripetute fasi di evaporazione e l'utilizzo di solventi dannosi per l'ambiente. Il processo DryCycle, brevettato da Tau, è in grado di ottenere risultati uguali o migliori rispetto al processo tradizionale in un unico passaggio. Il processo elimina l'uso di solventi, riduce il consumo energetico e minimizza gli scarti di produzione. Così, l’azienda produce fili ecosostenibili ad alte prestazioni e a basso costo per veicoli elettrici e altre macchine elettriche, contribuendo ad accelerare lo sviluppo della mobilità sostenibile. Tau ha raccolto oltre 36 milioni di euro da investitori internazionali e conta più di 60 professionisti con sede operativa a Pianezza (TO). Dopo aver consolidato la produzione in Italia, l’azienda è ora focalizzata sull'espansione internazionale. L’obiettivo è di sostituire le attuali soluzioni di smaltatura del filo, che prevedono l'uso di solventi pericolosi e inquinanti, con una nuova tecnologia che consente di rivestire il filo con polimeri ingegneristici avanzati.

WSense: la società deep tech, spin-off di Sapienza Università di Roma, è stata fondata dalla professoressa Chiara Petrioli
WSense: la società deep tech, spin-off di Sapienza Università di Roma, è stata fondata dalla professoressa Chiara Petrioli 

WSENSE – Roma

Reti wireless sottomarine

WSense è una società deep tech, spin-off de La Sapienza, che ha aperto la strada e sta guidando la rivoluzione dell’Internet delle Cose sottomarine. Fondata da Chiara Petrioli, professoressa di ingegneria informatica all'Università Sapienza, che ricopre il ruolo di Amministratrice Delegata dal 2022, WSense offre soluzioni che garantiscono l'interoperabilità delle reti wireless adattive tra sensori subacquei multi-vendor e veicoli autonomi. Le sue tecnologie brevettate consentono comunicazioni wireless sottomarine in tempo reale, sicure ed economiche. Ciò rende possibile la raccolta di Big Data subacquei su scala senza precedenti, rivoluzionando lo studio e la comprensione degli oceani e del loro impatto sul nostro pianeta. Ma ha anche aperto una serie di nuove possibilità, tra cui il monitoraggio e la protezione delle infrastrutture critiche, reti robotiche autonome residenti a supporto della transizione energetica, e il monitoraggio ambientale sottomarino in tempo reale.

Nell’ambito di un settore – quello subacqueo – che a livello globale nel periodo 2024-2030 raggiungerà i 400 miliardi di euro, con un valore di soluzioni innovative pari a 30 miliardi di euro, WSense punta al mercato globale delle comunicazioni subacquee, che si prevede raggiungerà i 10,4 miliardi di euro. A conferma del potenziale crescente del mercato underwater, basti pensare che nel solo ambito delle telecomunicazioni sottomarine sono attualmente posati 552 cavi sulle dorsali oceaniche, per una lunghezza complessiva di 1,4 milioni di chilometri. Da questi cavi transita il 98% delle telecomunicazioni digitali globali, incluse le transazioni digitali. Solo nel 2023, queste transazioni hanno superato il trilione, per un valore annuo stimato di 10 trilioni di dollari, con una crescita media del 12% all’anno (fonte: Marina Militare Italiana).

Partecipata da CDP Venture Capital e da grandi fondi europei, WSense è cresciuta dal 2017 al 2024 fino a contare oltre 65 persone dislocate in Italia, Norvegia, Regno Unito, Francia e negli Emirati Arabi. Lo scorso aprile WSense ha chiuso un round di serie B da 7,2 milioni di euro partecipato da Fincatieri.