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Le aziende

Riciclo della plastica, l’Italia va avanti

Andrea Campelli, direttore Comunicazione e relazioni esterne di Corepla
Andrea Campelli, direttore Comunicazione e relazioni esterne di Corepla 

“Il vero concetto del futuro per quanto riguarda il packaging è far sì che gli impianti ricevano un materiale studiato appositamente dalle aziende che lo progettano per essere riconvertito”, spiega Andrea Campelli, direttore Comunicazione e relazioni esterne di Corepla

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L’Italia avanza sul riciclo della plastica, anche se a macchia di leopardo. Nel 2024 si calcolano oltre 1.500.000 tonnellate di imballaggi raccolti, un dato in crescita del 4% rispetto all’anno precedente. La Sardegna si conferma la regione più virtuosa, con 36,4 kg per abitante. Sul podio anche Veneto e Liguria, rispettivamente con 30,9 e 29,6 kg pro capite. Proprio quest’ultima ha scattato una fuga in avanti, restituendo un aumento dell’11% anno su anno. Sono solo alcuni dei risultati dell’ultima relazione di Corepla, il consorzio per raccolta e riciclo di imballaggi in plastica, che fotografa lo stato dell’arte e le sfide dell’economia circolare. Un’occasione per fare il punto anche sulle ultime evoluzioni normative, dopo la recente pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del Regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Ppwr).

G&B Festival, Campelli (Corepla): "Raccolta, riciclo, recupero: le 3 R della transizione ecologica"

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Se da un lato la raccolta differenziata decolla in Sardegna, Veneto e Liguria, dall’altro Molise e Trentino-Alto Adige registrano i valori assoluti più bassi, con un dato di raccolta per abitante pari rispettivamente a 17,9 e 18,8 kg. "È interessante tuttavia sottolineare come la media abbia superato i 26 kg per abitante. Di conseguenza, gli scostamenti tra una regione e un’altra risultano contenuti, accantonando la classica dicotomia tra Nord e Sud”, dichiara Andrea Campelli, direttore Comunicazione e relazioni esterne di Corepla. “Sono risultati incoraggianti, perché dimostrano che il concetto dell’economia circolare si sta culturalmente diffondendo in tutta Italia. Certo, ci sono regioni che scontano un ritardo a livello infrastrutturale. Ma i numeri complessivi dimostrano che, dove esistono strutture adeguate, cittadini e cittadine ne percepiscono il valore”, afferma Campelli. Lo scorso anno sono state infatti riciclate 931.096 tonnellate di rifiuti di imballaggio in plastica, quantità che consente di sfiorare con un anno di anticipo l’obiettivo di riciclo definito dalle direttive europee e fissato al 50%.

Inoltre, nell’ambito della gestione Corepla, i rifiuti non ancora riciclabili sono stati recuperati per l’87% dai cementifici in sostituzione dei combustibili fossili tradizionali – con una conseguente riduzione dell’impatto ambientale – e per il 13% nei termovalorizzatori. Solo lo 0,06% è stato infine smaltito in discarica. Secondo Campelli, però, ciò che continua a mancare è un sistema di conferimento comune all’intero Paese. “Se a livello europeo si sta lavorando a un sistema comune, con l’entrata in vigore nel 2026 del Regolamento Ppwr, in Italia si fa ancora resistenza”, spiega l’esperto. I Comuni hanno infatti la facoltà di decidere, in base ai costi e alle proprie specificità, sia i sistemi di conferimento sia di raccolta. Il che, secondo Campelli, aggiungerebbe non soltanto un’ulteriore complicazione ma alimenterebbe anche dei “falsi miti sull’effettivo funzionamento della differenziata”.

Per l’esperto, la nuova normativa dell’Unione europe rifletterebbe intanto una visione “piuttosto ideologica” della scorsa legislatura. “A nostro parere, non è stato ascoltato il sistema - dice Campelli - il materiale non è mai colpevole dell’inquinamento, ma lo è l’uso che se ne fa. Se conferiamo la plastica correttamente, viene avviata al riciclo, recuperata, riutilizzata, trasformata in materia prima o seconda. È semplicemente un materiale che, diversamente da altri, non si deteriora naturalmente nell’ambiente. Intervenire con una stretta fortemente punitiva non è la soluzione. Occorre piuttosto trovare le alternative migliori per gestirlo a fine vita”, sostiene Campelli, lanciando infine uno sguardo alle novità in arrivo sul fronte dell’ecodesign. “L’idea è che le aziende progettino i packaging già in maniera riciclabile. Questo è il vero concetto del futuro: far sì che gli impianti di riciclo ricevano un materiale studiato appositamente alla fonte per poter essere riconvertito”, conclude il dirigente di Corepla.