Festival di Green&Blue 2026
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“Le piante sono polmoni delle città”

“Le piante sono polmoni delle città”

Francesco Mati: “Gli imprenditori possono trasformare le proprie serre orti e giardini in una leva concreta per la transizione ecologica”. Iscriviti gratis per partecipare

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Negli ultimi anni le imprese agricole e florovivaistiche sono diventate parte integrante dei progetti di sostenibilità dei centri urbani. Se ne parlerà il 5 giugno alle ore 16.50 con Francesco Mati, vice presidente di Confcooperative Pistoia e co-titolare di “Mati 1909”, la storica azienda che cura sia l’allestimento verde del museo sia gli spazi dedicati agli incontri del festival.

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Tra gli argomenti che verranno affrontati: un’analisi delle perfomance ambientali dei vivai e delle aree verde ornamentali in collaborazione con i professionisti del settore. Francesco Mati illustrerà anche i risultati di uno studio che dimostra come 30 ettari di vivaio siano un vero e proprio polmone “verde” e che le piante coltivate in quello spazio non solo abbattono le temperature, ma rimuovono anche 2.284 chili di sostanze inquinanti.

Un focus sarà dedicato ai processi per abbattere l’impatto chimico. Francesco Mati illustrerà come si sia rivelata fondamentale la scelta di liberare ogni anno 6 mila insetti all’interno delle serre e degli orti. Un esercito naturale per combattere parassiti, permettendo una drastica riduzione dei fitofarmaci. Si parlerà poi del progetto “Orto Fair”, dove l’orto diventa parte integrante del giardino. Verranno poi presentati sia il progetto “Plant Care 4.0” che sfrutta la domotica, i sensori e l’irrigazione intelligente, sia il progetto europeo “Life Restart” che prevede il recupero del 75% degli scarti di produzione per trafsormarle in bioplastiche biodegradibili con cui realizzare vasi, riducendo l’uso dei polimeri.

"Quando sento parlare di obiettivi al 2030 o al 2050, penso che noi il futuro verde non lo stiamo costruendo, lo stiamo già coltivando”, dice Francesco Mati che al G&B Festival spiegherà perché la sostenibilità per un vivaista “è una pratica quotidiana, non una dichiarazione d’intenti. Il vivaio non è solo un centro produttivo, ma una fabbrica di ossigeno e un filtro per gli inquinanti”. E lancia un invito, quello di: “Piantare un albero. Non domani. Oggi”.