Festival di Green&Blue 2026
Sostenibilità

Progettare la resilienza: anche l’architettura contro la crisi climatica

Progettare la resilienza: anche l’architettura contro la crisi climatica

Il settore delle costruzioni è uno dei più impattanti e restii al cambiamento, ma architettura e design possono indicare la via giusta. Parola di Davide Del Curto, prorettore del Polo territoriale di Mantova del Politecnico di Milano e tra i protagonisti del Green&Blue Festival

2 minuti di lettura

Davide Del Curto è architetto, professore ordinario di restauro e prorettore del Polo territoriale di Mantova del Politecnico di Milano, e si occupa da anni di conservazione del patrimonio architettonico e dei relativi impatti ambientali. Sarà uno dei protagonisti della nuova edizione del Green&Blue Festival, dove racconterà le buone pratiche di architettura e design insieme al paesaggista e vivaista Francesco Mati: un’occasione cruciale per discutere del ruolo della progettazione urbana nell’era del riscaldamento globale, tematiche che Del Curto esplorerà e promuoverà anche qualche giorno dopo, il 12 giugno, in occasione di “Mantovarchitettura”, grande evento diffuso del Politecnico di Milano dedicato al rapporto vitale tra “costruito” e cambiamenti climatici.

Uscire dall’inerzia del cemento

“La crisi climatica – ci ha raccontato Del Curto – non è uno scenario ipotetico relegato ai laboratori o ai supercomputer che elaborano modelli astratti, ma è la condizione tangibile e quotidiana in cui operiamo già oggi. In questo contesto, il settore delle costruzioni rappresenta uno dei comparti a maggiore impatto ambientale, ma sconta una fortissima inerzia: si tratta, infatti, di un’industria troppo spesso restia a recepire le nuove informazioni e ad attuare cambiamenti rapidi. È per questo motivo che le discipline dell’architettura e del design, intrinsecamente e storicamente più ricettive, flessibili e orientate all’innovazione, hanno il dovere di assumere un ruolo di guida, indicando la via maestra per trasformare l’edilizia in una leva fondamentale della transizione ecologica”.

Il “ravvedimento operoso” delle città

L’emergenza attuale, dice ancora l’esperto, affonda le sue radici nei modelli di sviluppo dell’era post-industriale: le città contemporanee sono state disegnate seguendo logiche che oggi si rivelano insostenibili e che oggi rendono necessaria un’operazione di “ravvedimento operoso” per renderle più vivibili e sostenibili. La sfida odierna è duplice e non ammette sconti: da un lato bisogna correggere in corsa gli errori accumulati per decenni nella pianificazione urbana, dall’altro impedire categoricamente che le stesse falle vengano replicate nelle progettazioni future.

Il deserto che rifiorisce

La buona notizia è che tutto questo si può fare. Anzi, si è già fatto. Esistono già modelli virtuosi capaci di ribaltare il paradigma, guardando oltre gli orizzonti urbani tradizionali. Un esempio di scala immensa, ci illustra Del Curto, capace di mostrare il potere dell’intervento umano e la forza delle collaborazioni è il grande progetto in corso nel deserto del Taklamakan, in Cina: un massiccio piano di riforestazione che va avanti da oltre 50 anni e che ha trasformato un “vuoto biologico” in un alleato formidabile nella lotta al cambiamento climatico. Tutto grazie al programma Three-North Shelterbelt, un’iniziativa che mira a circondare le aree desertiche della Cina con una “Grande Muraglia verde”, una cintura protettiva di vegetazione, che ha l’obiettivo di triplicare la copertura forestale passando dall’attuale 5% al 15% circa, e che, come ha certificato un recente studio pubblicato su Pnas, sta già facendo la differenza: i confini del deserto hanno già iniziato ad assorbire gas serra, diventando un (piccolo) pozzo di assorbimento del carbonio.

A Mantova un laboratorio diffuso per il clima

Come anticipato, tutte queste riflessioni troveranno spazio al Green&Blue Festival dal 4 al 6 giugno e a Mantova, in occasione di Mantovarchitettura, dal 6 al 12 dello stesso mese. La kermesse, intitolata Architecture and Climate Change, prevede un palinsesto ricchissimo di incontri, workshop e mostre che esplorano le strategie di sostenibilità e lotta alla crisi climatica: tra i tanti temi figurano per esempio la gestione del rischio idrogeologico nelle città storiche, la forestazione urbana, la conservazione dei giardini e il ruolo delle Nature-Based Solutions.