“La storia dei cambiamenti sociali dimostra che le trasformazioni più profonde avvengono quando c’è una pressione diffusa che arriva dal basso e coinvolge tutti cittadini, comunità locali, sindacati, uomini di chiesa. Tutta la società deve essere coinvolta quando si parla di ambiente e di cambiamenti climatici. Il mondo non ha più bisogno di promesse”. Così Kumi Naidoo il celebre attivista ambientale sudafricano ospite del Festival di Green&Blue. Direttore per anni di Greepeace e segretario generale di Amnesty International, è un attivista da quando ha 15 anni. Da quando, ancora adolescente, ha partecipato alle marce contro l’Apartheid ispirate da Nelson Mandela. Sono sue molte dichiarazioni sulla giustizia climatica e sull’importanza dei Paesi ricchi “a fare la loro parte per la cancellazione del debito verso un sistema commerciale equo”.
G&B Festival, Kumi Naidoo di Amnesty: "I combustibili fossili sono la prima causa delle guerre nel mondo"
Oggi è il presidente della campagna globale per il Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili. Naidoo è stato tra i principali ispiratori della Conferenza dei popoli che si è tenuta a Santa Marta in Colombia, per l’uscita dai fossili dove per la prima volta si è tracciato un percorso chiaro.
Diritti e giustizia climatica
Naidoo ha spiegato come il suo impegno per i diritti sociali si sia ad un certo punto intrecciato con il suo impegno per l’ambiente. “Quando Greenpeace mi ha offerto la carica di loro rappresentante ho riflettuto molto e ho capito che le cose si stavano evolvendo: la lotta per la povertà e per l’ambiente erano ormai intrecciate”. E ha portato l’esempio di quanto sta avvenendo in Bangladesh dove l’innalzamento del livello del mare ha distrutto intere coltivazioni realizzate sulla costa, “erano buoni progetti di sviluppo e per la lotta alla povertà”. Dunque è necessaria una svolta per non commettere gli errori del passato. “Come quello di inquadrare questi avvenimenti solo come una questione ambientale”.
Le grandi organizzazioni come Greenpeace e WWF hanno capito che le cose sono cambiate. “Nessuna organizzazione seria, che si occupi di diritti umani, sviluppo dei giovani, salute non integra questi temi con quello del clima”. Per questo è necessario il Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili, problema principale della crisi del clima. “Eppure in 30 anni di Cop non siamo riusciti nemmeno a far entrare il termine combustibili fossili nel trattato finale. Solo 2-3 anni fa, ci siamo riusciti. Come se gli Alcolisti Anomini in 30 anni di conferenze nei loro documenti finali non avessero mai nominato la parola alcol”.
"Chiudiamo il rubinetto o puliamo il pavimento?”
La conseguenza di tutto questo? Naidoo porta un esempio. “Immaginate un giorno di entrare in casa e trovare l’acqua in corridoio perché vi siete dimenticati il rubinetto aperto. Prendete uno spazzolone, oppure, chiudete il rubinetto? Ecco, noi da oltre 30 anni laviamo il pavimento senza chiudere il rubinetto. Quindi il trattato sui combustibili fossili è come dire che vogliamo affrontare seriamente il cambiamento climatico”. “serve un accordo vincolante, qualcosa che renda i paesi responsabili”. Per Kumi Naidoo il documento sottoscritto a Santa Marta “pur imperfetto è comunque un inizio. Speriamo che anche l’Italia faccia la sua parte, non solo, credo che l’Italia abbia il potenziale per costruire quello slancio dal basso che possa fare da esempio”.
"Le spese militari un tradimento all’ambiente”
Impossibile non tenere conto quando si parla di crisi del clima sulle guerre in corso e della spesa militare globale. “Spendere così tanti soldi in campo militare è il più grande tradimento non verso il pianeta e l’ambiente ma verso il futuro dei nostri figli. Purtroppo al momento abbiamo un uomo come Donald Trump alla Casa Bianca”. Poche speranze dunque? “Il pessimismo è un lusso che gli ambientalisti non possono permettersi”