“La vera innovazione non è solo tecnologica. È collettiva. I cittadini possono contribuire alla raccolta di dati di qualità grazie ad un dispositivo che adoperano ogni giorno, lo smartphone”. Parla Claudia Masciulli, co-founder e CEO di IntelligEarth, startup romana che lavora sulla democratizzazione del monitoraggio preventivo del territorio. Così per IntelligEarth, la citizen science diventa uno strumento quantitativo, affidabile, utile per decisioni reali. In cui il futuro del monitoraggio è dato dall'integrazione di tecnologie avanzate, partecipazione e responsabilità. “Perché le persone non sono solo utenti. Sono parte della soluzione”.
Nel giorno della 56ª Giornata Mondiale della Terra delle Nazioni Unite, il tema della prevenzione del territorio torna al centro del dibattito. “L'Earth Day quest'anno parla di sogni – ci dice Masciulli -. Sognare il futuro significa anche proteggere il presente, e proteggere inizia dal conoscere il territorio che abitiamo per capire cosa sta cambiando. Il territorio parla, ma non sempre ad alta voce: cambiamenti climatici, frane, cedimenti e dissesti idrogeologici si manifestano spesso con segnali deboli, facili da ignorare.”
Secondo Masciulli, “Gli strumenti per monitorare esistono, ma non possono essere ovunque: scelgono dove guardare, e il resto rimane purtroppo invisibile. E le persone che quei luoghi li vivono, che percorrono lo stesso ponte ogni mattina, che passeggiano lungo lo stesso argine, sono le prime a poter accorgersi di qualcosa che non va. Prima degli esperti, prima di strumenti anche molto sofisticati, prima che sia troppo tardi."
Per IntelligEart: il territorio parla, i cittadini agiscono
Fondata nel 2023 come spin-off dell’Università Roma Sapienza, IntelligEarth nasce dall’incontro tra ricerca scientifica ed esperienza imprenditoriale, con l’obiettivo di trasferire sul campo strumenti sviluppati in ambito universitario per la tutela di beni culturali, strutture, infrastrutture e patrimonio ambientale. L’azienda è guidata dalla giovane astrofisica Claudia Masciulli, co-founder e CEO, insieme a un team di founder che include i professori universitari Paolo Mazzanti e Carlo Esposito, affiancati da Michele Gaeta e Lorenzo Iacovone.
L'obiettivo IntelligEarth di è sviluppare un sistema di monitoraggio distribuito del territorio che coinvolga attivamente la popolazione e i cittadini in un'ottica di crowdsourcing per la raccolta dati. Questo sistema è pensato per fare uno "screening" del patrimonio, paragonabile a un "medico di base" per strutture e infrastrutture, capace di individuare quali di queste richiedono analisi più approfondite.
Masciulli crede fermamente che chi vive e frequenta quotidianamente un luogo abbia una sensibilità maggiore e possa notare problemi prima dei gestori. L'idea è di "portare a terra" il concetto dei satelliti: usare i telefoni cellulari dei cittadini come sensori potenti per raccogliere dati, digitalizzando i processi di ispezione e fornendo analisi quantitative. Ribaltando il paradigma tradizionale, coinvolgendo la comunità nella tutela del proprio ambiente.
“Le persone sentinelle del territorio”
In Italia solo nell’ultimo anno ci sono stati 376 eventi meteo estremi, con le frane da piogge intense cresciute del +42%, per danni complessivi che nel 2025 hanno raggiunto i 11,9 miliardi di euro. Questa fotografia scattata dal Bilancio 2025 dell'Osservatorio Città Clima di Legambiente, si aggiunge a una tendenza ormai difficile da ignorare: nel nostro paese gli eventi estremi sono aumentati di oltre sei volte nell'ultimo decennio.
Se il cambiamento climatico moltiplica i rischi, la prevenzione non può continuare a essere una prerogativa di pochi specialisti. Intervenire in anticipo costerebbe il 75% in meno rispetto a gestire i danni post-emergenza. In questo scenario si colloca la risposta della startup IntelligEarth che ribalta la logica tradizionale: invece di aspettare che il monitoraggio arrivi dall'alto, da satelliti, da ispezioni periodiche, da fondi straordinari, si può costruire una rete di osservazione distribuita e continua, fatta di persone.
La startup ha sviluppato ProteGO, un’app che supporta il monitoraggio preventivo dei luoghi, attraverso lo smartphone, guida chiunque, tecnici o semplici cittadini, nella raccolta di immagini e dati sui luoghi, secondo protocolli standardizzati. "Pensiamo spesso ai satelliti che sorvolano la Terra raccogliendo immagini dall'alto. Ecco, le persone fanno la stessa cosa, muovendosi nel mondo con uno smartphone in tasca e scattando fotografie. La differenza è che i satelliti non hanno memoria dei luoghi e i loro dati hanno bisogno di esperti per diventare informazioni utili. Al contrario, il cittadino è la sentinella più preziosa che abbiamo; conosce il posto che sta guardando, sa quando qualcosa è cambiato, capisce il contesto. È un patrimonio di conoscenza enorme, che oggi va quasi completamente disperso. ProteGO non sostituisce gli esperti. Li amplifica".
Come funziona l’app ProteGO
ProteGo è un'app mobile (il nome richiama l'incantesimo di protezione di Harry Potter) pensata per la raccolta dati partecipata sul patrimonio infrastrutturale e edilizio. Come Funziona.Il cittadinoscarica l'app sul cellulare (già disponibile su Google Play, presto su Apple Store). L'app mostra una mappa con i siti di monitoraggio attivi o permette all'utente di aprire una nuova segnalazione (es. una buca stradale, una crepa in un edificio, un albero pericolante).
L'utente scatta una foto del problema, indica il tipo di segnalazione (frana, buca, crepa, bene culturale) e la posizione viene acquisita automaticamente tramite Gps. La segnalazione, con la foto e i dati, viene caricata.
Chiunque si trovi nelle vicinanze di un "punto di monitoraggio" può ricevere una notifica tramite l'app e contribuire raccogliendo altre foto, seguendo un processo guidato per garantire omogeneità (risoluzione, prospettiva, luminosità, ombre).
L'app utilizza algoritmi automatici e intelligenza artificiale per il riconoscimento delle problematiche e l'analisi dei cambiamenti nel tempo. I risultati sono disponibili direttamente tramite l'app, con la possibilità di scaricare report accurati. E vengono inviate notifiche in caso di cambiamenti significativi (es. accelerazione del trend di peggioramento di una crepa).
ProteGo permette inoltre di creare siti sia pubblici (accessibili e visibili a tutti, come una buca stradale) che privati (es. la propria casa, i cui risultati sono visibili solo al gestore o al proprietario). “Ogni persona che fotografa un cedimento – dice Masciulli -, che segnala una variazione su un versante, che documenta lo stato di un bene culturale nel proprio quartiere, contribuisce a costruire un dato. Aggregato nel tempo, quel dato può fare la differenza”.
In futuro la startup climate tech prevedere di ampliare l'app con una più ampia piattaforma (una dashboard) dove tutti i dati raccolti vengono centralizzati, permettendo ai gestori di monitorare in tempo reale le segnalazioni e le aree di criticità, offrendo una visione dinamica e completa dello stato del territorio. ProteGo si propone quindi non solo come uno strumento di segnalazione, ma come un ecosistema completo per la gestione e la tutela del patrimonio, alimentato dalla consapevolezza e dalla partecipazione dei cittadini.
Nel suo percorso di sviluppo, IntelligEarth è affiancata da NHAZCA, azienda leader internazionale nell'analisi e monitoraggio dei rischi naturali e strutturali, come partner industriale, a supporto della sperimentazione e dell’applicazione della tecnologia in contesti operativi reali. IntelligEarth ha vinto Roma Smart City Award 2025.