Il vento cambia, il Sole può essere coperto o splendente, le condizioni meteo sono incerte, ma c’è un fenomeno che è sempre prevedibile: le maree. E allora, perché non provare a sfruttare la Luna per ottenere energia pulita?
Quando alziamo gli occhi al cielo restiamo incantati dalla magia della Luna dimenticandoci come, ogni giorno, il satellite naturale della Terra sia responsabile di una attrazione gravitazionale che regola le maree terrestri, con due alte maree intervallate da due basse ogni dì. Le maree e le correnti muovono masse d’acqua che, con i dovuti impianti sottomarini, possono ricavare energia elettrica.Questo fenomeno ha un doppio vantaggio: lo possiamo prevedere con accuratezza e, come racconta chi sta investendo sull’energia mareomotrice (generata dagli spostamenti d’acqua delle maree) ci permette di esplorare un programma che non si allontana mai dal nostro Pianeta, ma al contempo sfrutta una energia influenzata da ciò che avviene nello Spazio.
Gli impianti in Europa
Finora, rispetto ad altre fonti rinnovabili, c’è stato un problema legato ai costi e alla difficoltà dello sviluppo tecnologico dell’energia delle maree in ambienti ostili come gli oceani, ma negli ultimi anni sono stati fatti giganteschi passi avanti.
In Scozia per esempio nell’impianto MeyGen, il più grande parco di energia mareomotrice al mondo, le turbine sono rimaste in funzione per sei anni senza bisogno di extra manutenzione dimostrando affidabilità.
In Francia nuovi progetti sostenuti dall’Unione europea, che sta investendo su questi sistemi, promettono dal 2027, grazie all’installazione di quattro turbine in Normandia di fornire 34 GWh per dare elettricità a 15 mila abitazioni. Con l’Europa che stima come entro il 2030 i costi di produzione saranno paragonabili a quelli dell’eolico galleggiante, l’idea di usare impianti mareomotrici interamente sommersi - e dunque senza disturbi visivi - è sempre più consolidata.
L’energia dal mare e dal cielo alle Isole Faroe
Uno degli esempi più interessanti è il Faroe Islands Space Program che mira “all’esplorazione spaziale senza mai allontanarsi dalla Terra”. Unendo due realtà come i produttori di cuscinetti SKF e l’azienda che sviluppa sistemi per l’energia oceanica Minesto alle Faroe si sta implementando un progetto basato su aquiloni sottomarini a turbina nell’Oceano Atlantico. L’idea è sempre quella di sfruttare la Luna come risorsa distante: grazie all’effetto gravitazionale e alle conseguenti maree, Minesto ha sviluppato una tecnologia chiamata Deep Green che si basa su aquiloni meccanici che si muovono nell’oceano sfruttando le correnti sottomarine generate dalle maree. A loro volta gli aquiloni con il moto alimentano turbine e possono funzionare anche con correnti basse.
Grazie al “volo” di più aquiloni sott’acqua in modo invisibile e silenzioso si sfrutta così l’energia della Luna in maniera ”indipendente dalle condizioni meteorologiche” e con un’ottima prevedibilità. Potenzialmente, un’idea da applicare in tanti altri Paesi dice il Ceo di Minesto, Martin Edlund, stimando come "esistano almeno altre 3.000 Isole Faroe con caratteristiche adatte al nostro programma spaziale: se tutte si unissero, l’energia lunare potrebbe sostituire le installazioni di energia prodotta dalla combustione del carbone in fase di sviluppo”.
L’aquilone a turbina
Si chiama LUNA, ed è in grado di alimentare con energia elettrica circa 200 abitazioni unifamiliari per un anno: con il nuovo programma alle Faroe puntano a un impianto mareomotrice che potrebbe ”coprire fino al 40% del fabbisogno energetico previsto per il 2030, garantendo elettricità rinnovabile a 50.000 persone”, in pratica tutti gli abitanti delle isole. E il tutto si svolgerà in un contesto di energia 100% rinnovabile. Le aziende che collaborano al progetto sono inoltre convinte che ”la tecnologia mareomotrice e l’innovazione possano favorire la transizione energetica” per smarcarci dal fossile. Puntare alla Luna per combattere le emissioni che impattano la Terra è una possibilità contenuta anche nel rapporto Iea-Oes (International Energy Agency-Ocean Energy System) dove gli esperti sostengono come entro il 2050 l’energia marina sarà una delle alternative più interessanti al fossile e, con un obiettivo di 300 Gw, farà parte del mix energetico di cui abbiamo bisogno.