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Esa: in orbita Sentinel-1D, un nuovo occhio sul pianeta

Il lancio di Sentinel-1D, il satellite Esa per il monitoraggio ambientale, nella base spaziale europea della Guyana Francese
Il lancio di Sentinel-1D, il satellite Esa per il monitoraggio ambientale, nella base spaziale europea della Guyana Francese 

Lanciato con successo dallo spazioporto di Kourou il satellite parte del programma Copernicus. Sarà vitale per monitorare la salute di ghiacciai, foreste e mare

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KOUROU – Dalla base spaziale europea della Guyana Francese, l’Europa ha appena lanciato con successo l’ennesimo guardiano del clima. Ariane 6, il nuovo lanciatore pesante europeo di Arianespace, ha portato nel cielo Sentinel-1D, completando così la “famiglia” Sentinel-1, componente fondamentale del programma di osservazione terrestre Copernicus dell’Agenzia spaziale europea (Esa). Il lancio di Sentinel-1 rappresenta un doppio trionfo strategico per l’Europa: il primo è la messa in orbita dello strumento di monitoraggio ambientale più avanzato del continente, essenziale per monitorare lo stato di salute del pianeta e gestire le conseguenze sempre più tangibili della crisi climatica – per una curiosa coincidenza, la rampa di lancio dista meno di 500 chilometri da Belém, dove tra pochi giorni comincerà la Cop30 – e il secondo è la dimostrazione della capacità di lanciare un asset così importante con un vettore interamente europeo (i primi satelliti della serie, Sentinel-1A e 1B, furono lanciati con i vettori russi Soyuz).

Sentinel, i “sensi” di Copernicus

Il satellite Sentinel-1D, realizzato da Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo, in qualità di primo contraente, con un peso al lancio di poco più di due tonnellate, si è posizionato con successo in un’orbita terrestre bassa, eliosincrona (vuol dire che sorvolerà ogni punto della superficie terrestre alla stessa ora solare), a un’altitudine di circa 700 chilometri. “Con successo”, in questo caso, vuol dire che si è trattato di un lancio praticamente perfetto: il satellite è stato infatti rilasciato (o più precisamente “iniettato”) in orbita con solo 200 metri di scostamento rispetto alla traiettoria prevista. È un dettaglio fondamentale, commentano da Arianespace, perché un ingresso così preciso nell’orbita vuol dire che sarà necessario usare meno carburante per le correzioni di traiettoria, e quindi la missione potrà auspicabilmente durare più a lungo. Da questa posizione privilegiata, assieme al suo “gemello” Sentinel-1C, per (almeno) sette anni fornirà una copertura radar globale e costante del nostro pianeta, concentrandosi in particolare sul monitoraggio di mari e oceani.

La missione, come anticipato, è un “pezzo” cruciale di Copernicus, iniziativa congiunta della Commissione europea e dell’Agenzia spaziale europea: se Copernicus è il “sistema nervoso” del pianeta, le famiglie Sentinel ne sono i sensi, ognuna specializzata nel monitorare un parametro vitale diverso, tra cui l’atmosfera, i mari, i laghi, le foreste, i deserti e le regioni polari. Uno dei punti di forza di Copernicus sta nella sua politica di gestione dei dati: tutte le informazioni raccolte sono completamente libere e aperte, accessibili ai ricercatori di tutto il mondo. Una politica con la quale l’Agenzia sta cercando di “democratizzare” la scienza del clima, mettendo nelle mani di scienziati, governi e istituzioni gli strumenti e i dati per monitorare, analizzare e reagire.

Molto più di un sostituto

La missione appena decollata è stata progettata per sostituire il “pioniere” della famiglia, Sentinel-1A, lanciato nell’aprile del 2014 e ora in orbita da quasi undici anni, ben oltre la sua vita operativa prevista di sette anni. A 1A sono succeduti 1B, lanciato nel 2016, che ha cessato prematuramente le operazioni a causa di un’anomalia ed è stato de-orbitato, e poi 1C, lanciato nel 2024. La famiglia Sentinel-1 è progettata per funzionare come una costellazione di due satelliti identici, che lavorano in tandem volando nella stessa orbita a circa 180° di distanza l’uno dall’altro, il che garantisce un ciclo di rivisitazione (cioè il passaggio sopra lo stesso punto della Terra) di 12 giorni o anche meno nelle latitudini più elevate. Entrambi i satelliti trasportano a bordo uno strumento radar in banda C, il Sar, capace di “penetrare” le nuvole, e uno strumento Ais (Automatic Identification System) che migliorerà anche il rilevamento e il tracciamento delle navi nelle zone marittime, evitando collisioni e monitorando le navi in aree critiche.

“In qualità di prime contractor e come responsabili del design, dello sviluppo, dell’integrazione e dei test del satellite”, ha commentato Enrico Zampolini, vice presidente del Dominio Osservazione e Navigazione Italia di Thales Alenia Space, “non possiamo che dirci soddisfattissimi del lancio di Sentinel-1D e di essere qui a celebrare questo successo. Ora attendiamo con impazienza le prossime fasi: fra pochi giorni, durante le operazioni iniziali di verifica e calibrazione (Leop), riceveremo già le prime immagini dal satellite, e tra pochi mesi diventerà completamente operativo e comincerà a produrre i primi dati utili alla comunità scientifica”. Alla realizzazione e alla gestione del satellite hanno contribuito e contribuiranno oltre 60 aziende, tra cui Airbus Defence & Space, che ha realizzato il radar Sar, Leonardo, che ha fornito i sensori per il controllo di assetto e le unità di potenza che controllano i radar, e i centri e-Geos, che raccoglieranno i dati raccolti in orbita.

Massimo Claudio Comparini, Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo: "L’osservazione della Terra è un dominio essenziale e strategico per comprendere e affrontare le sfide globali del pianeta e rafforzare l’importante posizione tecnologica dell’Europa. Il programma europeo Copernicus – il più importante al mondo per osservare il pianeta dallo spazio - è frutto di questa visione e l’aggiunta di Sentinel-1D, completando il set di sensori radar dedicati della prima generazione, ne conferma la solidità e la capacità di innovazione. Leonardo, con le partecipate Telespazio e Thales Alenia Space, contribuisce sin dalle origini al programma Copernicus, con molta tecnologia, prodotti, una indiscussa leadership nella radaristica spaziale e, con e-geos joint venture con l’Agenzia spaziale italiana, nei servizi geospaziali associati. Un impegno che consolida il nostro ruolo di partner di riferimento nell’osservazione della Terra, dalla realizzazione di satelliti e strumenti alla gestione dei servizi e all’analisi dei dati, in un percorso sempre più integrato tra tecnologie spaziali e digitali.”

Un servizio fondamentale

“Questo lancio a bordo di Ariane 6”, ha commentato Simonetta Cheli, direttore dei programmi di osservazione della terra dell’Esa, “è importante per l’Esa, perché completa la missione Sentinel-1 di Copernicus. La continuità del servizio che così viene garantita al programma spaziale dell’Unione europea è fondamentale per affrontare le sfide globali che ci attendono. I cittadini trarranno vantaggio dal contributo che questa missione apporta alla comprensione scientifica del nostro ambiente, fornendo dati radar accurati, affidabili e utilizzabili relativi ai movimenti delle nostre calotte glaciali, ai nostri ecosistemi forestali, ai movimenti del suolo e molto altro ancora”.

Qualche esempio concreto: a oggi, i dati raccolti da Sentinel-1 hanno permesso di condurre un’analisi delle inondazioni sotto la calotta glaciale in Danimarca, un’analisi di come la perdita di ghiaccio dei ghiacciai influisca sul clima, il rilevamento di incendi distruttivi nelle foreste in pericolo del Sud America, un’analisi dei movimenti del suolo a seguito di un forte terremoto, la misurazione di uno dei più grandi rilasci di metano mai registrati legati all’attività umana. Una lista che, con questa e le prossime missioni Sentinel del programma Copernicus, è destinata ad ampliarsi ancora. E, auspicabilmente, migliorare sensibilmente la nostra capacità di diagnostica per il pianeta.