La formazione delle pazienti. Per le volontarie delle Associazioni di Pazienti presenti e attive nei Centri di senologia è stato organizzato un programma di formazione per metterle in grado di svolgere con consapevolezza e competenza il ruolo di tramite tra medico e paziente. I corsi di formazione, che si sono sviluppati nel corso del 2016, sono stati articolati in quattro moduli e sono stati ripetuti in quattro città (Milano, Bologna, Firenze e Roma): le lezioni hanno coinvolto 47 docenti e hanno visto la partecipazione di 220 volontarie, delegate di 75 Associazioni di Pazienti che operano nei Centri di tutto il territorio nazionale. “Le Linee di indirizzo ministeriali sui Centri di Senologia Multidisciplinari hanno segnato un punto di svolta verso l’implementazione e la standardizzazione della qualità della cura del tumore al seno nel nostro Paese” dichiara Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia. “A questo deve corrispondere un’altrettanta professionalizzazione della qualità del servizio del volontariato presente nei Centri. Da qui è nato il nostro Programma di Formazione e le Linee Guida finalizzate a orientare e certificare la corretta attività di ogni Associazione del territorio che opera in questi Centri, nelle sue relazioni con i medici, le pazienti, le istituzioni locali e l’opinione pubblica”.
Il ruolo dell’informazione. La campagna ha previsto anche iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte a tutta la popolazione femminile affinchè conosca e scelga il Centro di Senologia Multidisciplinare della propria Regione, attrezzato per fornirle un livello di cura pari agli standard di qualità europei, come struttura di riferimento per diagnosi e cura del tumore al seno. La campagna di informazione si è svolta tramite talk-show aperti al pubblico nei capoluoghi di quattro Regioni (Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Puglia) e ha coinvolto centinaia di donne. Inoltre, cinque testimonial del mondo dello sport italiano, la campionessa di scherma Valentina Vezzali, la tennista Mara Santangelo, l’atleta paraolimpica Giusy Versace, la campionessa del mondo di karate Sara Cardin e la ginnasta Fabrizia D’Ottavio hanno promosso il messaggio della campagna sui social network. Le testimonial invitano le donne a disegnarsi con il rossetto, simbolo per eccellenza di femminilità, il logo della campagna, scattandosi poi una foto e condividendola sui propri profili social (Facebook, Twitter, Instagram), con il testo contro il tumore al seno #dirittialcentro #piùqualitadicura“ #piùqualitàdiassistenza #piùqualitàdivita.
Il Libro Bianco e le Raccomandazioni. Il prossimo 31 dicembre è il termine ultimo per identificare e avviare i Centri di Senologia Multidisciplinari su tutto il territorio nazionale. Nelle Raccomandazioni preparate da Europa Donna, l’associazione chiede che il Ministero intervenga anche con misure ad hoc perché tutte le Regioni applichino la normativa al più presto: “Abbiamo redatto” continua Rosanna D’Antona “un Libro Bianco delle Associazioni di Volontariato nei Centri di Senologia che vogliamo presentare al Ministro Lorenzin, insieme a 10 Raccomandazioni che sottolineano le priorità di intervento per migliorare prevenzione e cura del tumore al seno nel nostro Paese: dall’applicazione della normativa, all’individuazione dei servizi essenziali di un Centro di Senologia Multidisciplinare, fino alle misure di tutela delle pazienti in ambito lavorativo”. Tra le Raccomandazioni, anche la richiesta di prevedere come servizi essenziali forniti dal Centro di Senologia Multidisciplinare la consulenza genetica, il servizio di psiconcologia, quello per la preservazione della fertilità e della sessualità.
La situazione dei Csm in Italia. Nel 2014 la Conferenza Stato Regioni ha approvato una normativa che prevede, dalla fine del 2016, la presenza in tutte le Regioni italiane, di specifiche strutture multidisciplinari dedicate alla cura del tumore al seno. Ma qual è la situazione ad un mese dalla scadenza fissata per legge? Ad oggi, secondo Senonetwork, i Csm già attivi sul territorio italiano sono oltre 120 e l’Italia è ai primi posti in Europa per la diffusione di queste strutture. “È stato dimostrato” spiega Luigi Cataliotti, Presidente Senonetwork Italia Onlus “che la cura del tumore al seno in Centri di Senologia multidisciplinari “Breast Unit” aumenta la percentuale di sopravvivenza delle pazienti (18%), senza peraltro considerare i benefici psicologici derivati da una migliore qualità di vita delle pazienti stesse e garantisce un utilizzo più razionale ed efficace delle risorse”. Nei Csm, infatti, sono presenti dei team multidisciplinari che rappresentano tutte le specialità mediche, tecniche e infermieristiche che in qualche modo interagiscono nella prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione del carcinoma mammario con le maggiori competenze specifiche e in assoluta coordinazione. “Queste strutture devono essere certificate sulle base di standard internazionali. Solo la diffusione di una rete sempre più omogenea di Csm può garantire a tutte le donne l’accesso a un’offerta sanitaria elevata, in linea con le linee guida internazionali, evitando a molte i cosiddetti ‘viaggi della speranza’, ancora oggi purtroppo molto frequenti in Italia” conclude Cataliotti.
I numeri del tumore al seno. Secondo i dati del rapporto “I numeri del cancro in Italia” (Aiom 2014), il tumore al seno continua ad essere il nemico n.1 delle donne con circa 50.000 nuovi casi all’anno in Italia (colpisce circa 1 donna su 8 nell’arco della vita). Un ‘big killer’ responsabile di circa 12.500 decessi. Un tumore che si presenta sempre più spesso nelle donne di età relativamente giovane, inferiore ai 45 anni.