Salute

Un 2026 in salute: i dieci consigli dell’Iss

Un 2026 in salute: i dieci consigli dell’Iss

Il contatto con gli animali contribuisce a ridurre lo stress, un’ora al giorno in meno sullo smartphone ci aiuta a recuperare il nostro spazio mentale. Gennaio è il mese giusto per abbandonare abitudini poco sane e abbracciarne di nuove

7 minuti di lettura

Muoverci di più, donare il sangue, migliorare l’aria delle nostre case, aderire alle campagne di screening. Gennaio è il mese dei buoni propositi. Anche di quelli che riguardano la salute, nostra e della comunità. Il 2026 potrebbe essere l’anno buono per abbandonare vecchie abitudini poco sane e abbracciarne di nuove. Per aiutarci a fare le scelte giuste i ricercatori dell’Istituto superiore di sanità (Iss) hanno stilato una lista di dieci consigli.

1. Mangiamo con lentezza e consapevolezza

Mangiare con consapevolezza significa prestare attenzione non solo a cosa mangiamo, ma anche a come e perché lo facciamo, spiega Laura Rossi - Reparto alimentazione, nutrizione e salute dell’Iss. Consumare i pasti lentamente e con attenzione migliora la regolazione dell’appetito, mentre mangiare di fretta o in modo distratto porta più facilmente ad assumere calorie oltre il necessario. Un pasto vissuto con calma, inoltre, riduce lo stress fisiologico e favorisce una digestione più efficiente. Il primo passo è ritagliarsi un momento dedicato al pasto: sedersi a tavola, limitare distrazioni come TV o smartphone. Non saltare la pausa pranzo; non mangiare alla scrivania. Prima di servirci, chiedersi quanta fame abbiamo: così evitiamo di riempire troppo il piatto. Durante il pasto, masticare bene, fare piccole pause e riconoscere i segnali di sazietà aiuta a rispettare i bisogni del corpo. Anche la scelta degli alimenti conta: piatti semplici, vari, ricchi di vegetali e poco conditi favoriscono il benessere e il mantenimento di un peso adeguato. Mangiare con calma è anche un’occasione di convivialità: condividere il pasto con altre persone, quando possibile, rende più piacevole l’esperienza e rafforza il valore sociale e culturale del cibo. Mangiare consapevolmente non richiede diete rigide, ma un atteggiamento quotidiano che sostiene la salute e la qualità della vita.

2. Controlliamo la data di scadenza dei medicinali

La data di scadenza di un farmaco, indicata sulla confezione, è definita dal produttore in base a studi sulla stabilità del medicinale, spiega Giulio Pisani, del Centro nazionale controllo e valutazione dei farmaci dell’ Iss. Entro il periodo di validità, il farmaco conserva le sue proprietà terapeutiche e può essere somministrato in modo sicuro, purché vengano rispettate le istruzioni di conservazione fornite dal produttore.

Occorre verificare che la confezione sia integra e che non presenti segni di alterazione, poiché eventuali danni potrebbero compromettere la qualità e la sicurezza del farmaco; prestare attenzione alle modalità di conservazione indicate, poiché condizioni non idonee possono accelerare il deterioramento del principio attivo. Superata la data di scadenza, non è più garantita né l’efficacia né la sicurezza del prodotto, e pertanto, il farmaco deve essere smaltito negli appositi contenitori disponibili presso farmacie o strutture sanitarie.

3. Interagiamo con gli animali

L'interazione con gli animali da compagnia è parte integrante dell’esistenza umana ed è in grado di influenzare positivamente la nostra vita spiega Francesca Cirulli, del Centro di riferimento scienze comportamentali e salute mentale dell’Iss

Gli animali offrono un supporto emotivo prezioso riducendo lo stress, l’ansia e la sensazione di solitudine. L’interazione con il proprio cane, ad esempio, stimola la produzione di ossitocina, migliorando l’umore e creando un senso di attaccamento. Oltre ai benefici emotivi, gli animali da compagnia incoraggiano uno stile di vita più attivo e le relazioni sociali, promuovendo indirettamente la nostra salute.

Grazie alla loro capacità di catalizzare relazioni empatiche, gli animali da compagnia sono stati inseriti da alcuni anni in contesti terapeutici o relazionali: sono in grado di creare un ambiente più rilassato, favorevole alla condivisione di stati emotivi. Lo stress interferisce con l'apprendimento e le prestazioni degli studenti, per questo gli animali da compagnia possono trovare una collocazione anche all’interno di programmi educativi speciali.

4. Doniamo il sangue

È semplice, sicuro, aiuta a mantenere sotto controllo la nostra salute e a migliorare quella degli altri, spiega Ursula La Rocca, del Centro nazionale sangue, Iss. Donare il sangue non è solo un gesto dall’alto valore solidaristico, ma è prima di tutto un aiuto concreto per gli oltre 1.700 pazienti che ogni giorno hanno bisogno di una trasfusione. Il sangue trasfuso serve a persone che hanno subito gravi emorragie, a garantire la buona riuscita dei trapianti, a preservare la salute di pazienti affetti da malattie rare, come la talassemia e le emoglobinopatie, e a supportare pazienti affetti da patologie oncoematologiche. Le trasfusioni nel 2024 sono state 2,8 milioni, una ogni 12 secondi.

E non dimentichiamoci del plasma, che è la parte liquida del sangue che serve a produrre i cosiddetti farmaci plasmaderivati, come l’albumina e le immunoglobuline, su cui si basano molte terapie salvavita e per cui l’Italia non è ancora autosufficiente. La donazione di sangue e plasma è un procedimento sicuro e indolore che permette di tenere sotto controllo la propria salute e di contribuire a quella degli altri.

5. Limitiamo l’uso dei dispositivi elettronici

Un’ora al giorno in meno su smartphone & Co per riprenderci il nostro spazio mentale, spiega Adele Minutillo, del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss

La tecnologia è parte della nostra vita quotidiana, ma un uso eccessivo di device e app può favorire comportamenti problematici, ridurre la capacità di concentrazione, alterare il sonno, compromettere le relazioni sociali.

Tra i suggerimenti che contribuiscono a un uso consapevole della tecnologia possiamo proporre “un’ora in meno al giorno sui dispositivi”. Non è una rinuncia, ma un gesto di attenzione alla nostra salute. Libera risorse in termini di attenzione, abbassa lo stress legato alle notifiche continue e restituisce tempo di qualità alle relazioni e alle attività significative. Partiamo da piccole accortezze: disattivare notifiche non necessarie, impostare limiti automatici sulle app più usate, creare un piccolo rituale di disconnessione serale e sostituire il tempo online con attività che generano benessere. Un’ora in meno al giorno significa più equilibrio, più consapevolezza e la possibilità di recuperare spazio mentale in un mondo che ci chiede costantemente attenzione. Non è essere contro la tecnologia: è scegliere di usarla in modo che sia davvero al servizio della nostra salute.

6. Leggiamo di più

La lettura e una piccola cura quotidiana alla portata di tutti, ricorda Antonio Mistretta, del Servizio comunicazione scientifica dell’Iss. La lettura è una piccola cura quotidiana: leggere allena la mente, riduce lo stress, rafforza la memoria e migliora la capacità di concentrazione. Ma soprattutto nutre l’empatia: entrando nelle storie degli altri, impariamo a riconoscere emozioni, fragilità, punti di vista diversi dai nostri. È un esercizio profondo di umanità. I libri accendono la curiosità, tengono viva la capacità di porre domande, contrastano la superficialità e l’isolamento. Per questo la lettura è anche un potente fattore di coesione sociale: crea ponti tra persone, generazioni, culture. Regalarsi ogni giorno qualche pagina è un investimento semplice, accessibile e straordinariamente efficace per il benessere individuale e collettivo.

7. Manteniamo pulita l’aria di casa

In casa tira una brutta aria: 10 regole per tornare a respirare

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Cominciamo aprendo più spesso le finestre, suggerisce Gaetano Settimo, del reparto esposizione ai contaminanti dell’aria, Iss. L’aria nelle nostre case è spesso più inquinata di quella esterna. Durante le feste di Natale e di Capodanno le nostre abitazioni vengono decorate con candele, diffusori di fragranze, incensi e olii essenziali, che rendono l’atmosfera accogliente e carica di fascino, ma nascondono rischi per l’aria che respiriamo.

Non eccediamo con l’uso di diffusori di profumi, incensi, profumatori, spray e gel, olii essenziali, candele profumate, che sono gradevoli all’olfatto e alla vista ma rilasciano sostanze organiche volatili (COV), che si accumulano e inquinano l’aria causando possibili irritazioni della gola, naso, occhi, mal di testa, allergie, problemi respiratori e cardiocircolatori. Non fumiamo in casa: gli inquinanti chimici rilasciati dal fumo delle sigarette e dalle e-cig costituiscono un rischio per la salute, soprattutto dei bambini e per chi è già affetto da disturbi respiratori, asma e allergie.

Controlliamo periodicamente le sorgenti di combustione fornelli, camini, stufe, caldaie, scaldabagni a gas che possono rilasciare inquinanti come il monossido di carbonio (CO) provocando avvelenamenti a volte fatali. Puliamo regolarmente i filtri dei condizionatori. E, infine, un consiglio semplice ma molto efficace: per evitare di accumulare gli inquinanti chimici, biologici, fisici, umidità e CO2 nell’aria indoor, sia in estate che in inverno, apriamo spesso le finestre e balconi più distanti dalle strade più trafficate, arieggiamo le nostre case.

8. Aderiamo alle campagne di screening del Servizio sanitario nazionale

Può essere che nel 2026 ci recapitino una lettera di convocazione a campagne di screening, di vaccinazione o di invito ad una intervista di sorveglianza con il logo dell’ASL. Rispondiamo alla chiamata: è una grande occasione. Una volta tanto è il nostro Servizio sanitario nazionale a chiedere qualcosa a noi: ignorandolo, o pensando che “tanto a me non serve” mettiamo solo a rischio noi stessi, perché una nostra malattia potrebbe finire per essere identificata troppo tardi. E nuociamo anche alla collettività, perché usare tutte le risorse per trattare patologie molto avanzate ne toglie per le cure a chi, meno grave, potrebbe facilmente migliorare di più o guarire.

E impegniamoci noi stessi, ogni giorno, a fare prevenzione, compiendo scelte salutari: smettiamo di fumare, non facciamo abuso di alcol e facciamo attività fisica e curiamo l’alimentazione. Praticare l’attività fisica regolarmente - da soli o insieme ad altri - promuove il benessere psicofisico, migliora il grado di soddisfazione personale, favorisce la creazione di relazioni sociali e previene malattie. Ad ogni età si può trarre vantaggio dal movimento, anche svolgendo un’attività moderata, come fare le scale, camminare ogni volta che si presenta l’occasione, fare giardinaggio, ballare o andare in bicicletta. E prendiamoci cura della nostra dieta, ricordando che il cibo non è solo nutrimento: per quanto sia comunque molto importante variare i cibi durante la settimana - facendo attenzione alle quantità e alla combinazione dei diversi gruppi di alimenti: frutta e verdura, cereali, legumi, latte e derivati, pesce e carne - è importante anche dedicare il giusto tempo al pasto per apprezzare il piacere della compagnia e rafforzare i legami familiari e sociali. Il suggerimento è di Giovanni Capelli, del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Iss

9. Muoviamoci di più a piedi o in bicicletta

Valentina Minardi, del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Iss, consiglia di andare a piedi o in bicicletta negli spostamenti quotidiani. È un modo efficace per fare esercizio fisico e aiuta a stare meglio.

Fa bene alla salute perché riduce il rischio cardiovascolare e l’insorgenza del diabete, aiutando il controllo del peso corporeo. I pendolari in bicicletta hanno un rischio inferiore del 46% di sviluppare malattie cardiache, del 45% di sviluppare il cancro e del 30% del rischio di insorgenza di diabete di tipo 2. Il miglioramento è anche per la salute mentale: infatti, camminare e andare in bicicletta aumenta il flusso sanguigno, rilascia endorfine e riduce i livelli generali di stress. Può migliorare l'umore generale e la qualità del sonno, ridurre lo stress, l'ansia e il senso di spossatezza.

Fa bene agli altri perché riduce le emissioni di gas inquinanti e determina una riduzione dell’inquinamento acustico. Infine, fa bene alla comunità perché può determinare una percezione di maggiore supporto sociale e di minore stress

Sebbene la mobilità attiva possa incrementare l’esposizione ad agenti inquinanti o al rischio di infortuni in chi la fa, i benefici eccedono i rischi in un rapporto di quasi nove a uno.

10. Stiamo attenti alle fake news

Affidiamoci a fonti autorevoli, il consiglio di Pier David Malloni, Ufficio stampa dell’Iss per il 2026. La cosiddetta ‘infodemia’, cioè il proliferare di notizie false o errate, è molto pericolosa. Secondo l’Oms “causa confusione e comportamenti che mettono a rischio la salute. Porta a sfiducia nelle autorità sanitarie e mina le risposte di salute pubblica. Può intensificare o allungare le epidemie”.

Condividere e diffondere notizie false, quindi, non è una cosa da prendere alla leggera, e al contrario diventare un ‘cacciatore di bufale’ ha un effetto positivo molto grande. Anche per chi è esperto, e magari è nativo digitale, riconoscere una notizia falsa può essere difficile. Se si è nel dubbio c'è qualche domanda che ci si può fare per capire se quella che stiamo leggendo è una notizia vera o è una bufala. I fatti e i numeri descritti sono accurati? Quali sono le fonti? Se si tratta di uno studio, magari che riguarda la salute, è stato pubblicato su una rivista scientifica autorevole o è stato condotto da esperti qualificati? Tutte le grandi agenzie sanitarie, come l’Oms e l’Ecdc, hanno sui propri siti materiale affidabile, utile anche per ‘smontare’ le bufale che circolano maggiormente. Anche in Italia possiamo trovare informazioni utili su diversi siti. Come quello dell’Iss.