Salute

Ballando ballando: così a passo di danza il cervello ci mantiene sani

(Foto Getty)
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Viviamo immersi in un mare di ritmo e non per caso, ma per questioni che fanno bene alla salute

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Se passando per le strade di Siena sentite i caratteristici tamburi delle Contrade, vi trovate piacevolmente immersi in un’atmosfera di tradizioni; ma non vi rendete conto di un fatto strano: i vostri passi stanno senza volerlo andando al tempo determinato dal ritmo dei tamburi. Il vostro cervello si è sincronizzato con i tamburi. Se poi vi guardate intorno vi verrà da sorridere: tutti i passanti camminano senza volerlo allo stesso passo… di danza. E probabilmente, senza che lo sappiate, qualcosa che ora vedremo sta cambiando nel vostro cervello. Benvenuti in un mondo affascinante: il potere del ritmo sulla salute umana. Il ritmo ci circonda con la musica e i battiti delle campane, e ci obbliga a diventarne un riflesso; così come ci fanno stare meglio i ritmi interni che produciamo noi (succhiare, camminare, respirare, masticare).

Viviamo immersi in un mare di ritmo e non per caso, ma per questioni che fanno bene alla salute. Un recente studio ha misurato tramite l’analisi con risonanza magnetica 18 volontarie sottoposte a un ritmo di tamburi, valutando la loro attività “altruistica” (la rapidità a raccogliere delle cose che lo sperimentatore lasciava cadere) alla fine dell’esercizio, e l’attività delle aree del cervello associate al senso di soddisfazione, cioè il cosiddetto nucleo caudato. Il risultato è stato che il ritmo dei tamburi provoca un miglioramento del comportamento altruistico, rispecchiato da una maggior attività del nucleo caudato.

Dai tamburi alla danza

Dai tamburi alla danza: un recente studio fatto su 70 volontari durante una sessione di ballo ha mostrato che i movimenti della testa si sincronizzano involontariamente con la musica e il ritmo; invece, movimenti delle mani si sincronizzano con i movimenti degli altri ballerini, segno di apertura alla socializzazione. E ballando si regolarizza il respiro, e il respiro influenza l'attività neuronale in gran parte della corteccia cerebrale. Eccoci entrati nel mondo del potere curativo della danza, fenomeno che sperimentiamo, come spiegaFélix Bigand sulla rivista Human Biology, già dai sobbalzi sentiti in braccio alle mamme da piccoli. La danza è parte integrante del comportamento umano. Sebbene sia comunemente considerata, nelle prospettive eurocentriche, principalmente come una forma d'arte estetica, la danza nacque soprattutto come attività interpersonale, promuovendo l'unità e la coesione sociale. Infatti, le teorie evoluzionistiche postulano che la danza si sia evoluta come un importante meccanismo di coordinamento interpersonale. Secondo l’“Ipotesi della Sincronicità della Danza” della neuroscienziata americana Julia Basso, ballare sincronizza le onde interne del cervello, ma non solo: secondo uno studio fatto su coppie di ballerini di tango le sincronizza anche con quelle del partner di ballo.

Migliora le capacità creative

La ricerca ha dimostrato che la danza migliora le capacità creative, soprattutto nelle forme di danza associate ad alti livelli di autoespressione, come la danza contemporanea e l'improvvisazione. Danzare porta a cambiamenti strutturali nel cervello; per un’altra ricerca di Julia Basso e colleghi, la danza porta a maggiori diametri delle fibre nervose, soprattutto nei tratti di sostanza bianca che collegano le regioni sensoriali a quelle motorie e che connettono un emisfero cerebrale all'altro. Questi diametri ingranditi suggeriscono che la danza potrebbe contribuire a sostenere una maggiore velocità di conduzione nervosa, il che potrebbe migliorare la capacità del cervello di comunicare informazioni tra diverse regioni o reti cerebrali. Da una prospettiva clinica, l'ipotesi suddetta suggerisce che la danza può essere particolarmente utile per il trattamento dei disturbi con alterazioni delle oscillazioni cerebrali come la depressione, il Parkinson o i disturbi dello spettro autistico.

Beatriz de Jesus, docente di fisioterapia in Brasile, ha valutato che la danza opportunamente gestita, migliora la coscienza corporale e il coinvolgimento sociale di persone con autismo. Uno studio canadese appena uscito sul Journal of Alzheimer Disease mostra che dopo due anni di danza settimanale, il gruppo di danza ha mostrato miglioramenti nella cognizione e ha mantenuto la stabilità nelle prestazioni dell’andatura. I risultati evidenziano i potenziali benefici neuroprotettivi derivanti da un impegno continuativo nella danza per un periodo di sei anni. Il benessere della danza non viene però solo dalle sincronizzazioni cerebrali che abbiamo descritto, ma anche da altri tre punti-base: la socialità, il moto e il divertimento. Non dimentichiamo infatti che la danza, è anche in grado di influire sulla salute e in particolare di aumentare la resistenza al dolore, tramite la produzione di endorfine, ormoni anti-stress, prodotti dal nostro corpo anche per effetto degli stimoli ritmici come il massaggio o la danza.

Giulietta Valuri è una epidemiologa dell’Università dell’Australia Occidentale, che si occupa di salute mentale. In uno studio del giugno 2026 ha rilevato che, dopo 4 settimane di danza del ventre, l'81 per cento dei partecipanti ha riportato un miglioramento della salute fisica e il 76 per cento ha notato miglioramenti a livello sociale. Tutti i partecipanti allo studio hanno riferito che le lezioni hanno avuto un impatto positivo sulla loro salute mentale e sul loro benessere e hanno commentato di sentirsi più connessi, meno ansiosi, meno insicuri, felici e rilassati.

L’esperienza danese

Anche altri tipi di danza si sono mostrati efficaci per migliorare la salute mentale: 45 anziani sono stati reclutati tramite annunci pubblicitari presso centri di attività e riabilitazione nella regione della Danimarca settentrionale, e sottoposti a due lezioni settimanali online di 60 minuti di improvvisazione e salsa con ottimi risultati. Ma oltre alla danza a distanza, veniva implementata la socialità: una volta al mese si teneva una lezione di salsa in presenza della durata di 60 minuti, seguita da un pranzo, con la presenza fisica sia dell'istruttore che dei partecipanti. Dopo 12 settimane, diversi aspetti della salute fisica tra le donne anziane sono migliorati, tra cui la resistenza aerobica, la forza della parte superiore del corpo e la flessibilità dei muscoli posteriori della coscia. Insomma, danziamo e invitiamo a danzare per attivare quei meccanismi un po’ nascosti dentro corpo e mente che, associati alla semplicità dei un ritmo piacevole, rigenerano la vita.