Le malattie della retina fanno spesso paura perché coinvolgono una parte dell’occhio che non possiamo vedere e di cui conosciamo poco. Quando compaiono micro-rotture o lesioni più estese, come accade soprattutto nei pazienti miopi, ci si sente esposti e vulnerabili, e ogni nuovo fastidio visivo diventa motivo di grande preoccupazione. È naturale chiedersi se esista un modo per ‘fermare’ queste rotture e proteggere la vista nel lungo periodo.
La buona notizia è che oggi abbiamo strumenti preventivi molto efficaci e percorsi di sorveglianza ben codificati che permettono di intervenire tempestivamente, spesso prima che la situazione evolva in complicanze più serie. Soprattutto, non si è soli: i controlli regolari e i trattamenti mirati consentono nella maggior parte dei casi di convivere con queste fragilità retiniche mantenendo una buona qualità visiva.
Risponde alla domanda di una lettrice che vive da anni con questo problema e cerca indicazioni concrete su come proteggersi e a chi rivolgersi, il professor Stanislao Rizzo, direttore della UOC di Oculistica del Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs e professore ordinario di Oculistica presso l'Università Cattolica di Roma.
Domanda. Salve, sono una donna di 39 anni. Dal 2023 ho avuto una rottura retinica a livello 11 dell’occhio sinistro più altre micro-rotture. Quest’anno si è verificato nell’occhio destro. Mi sono sottoposta ad interventi con laser che riducono sempre di più la mia qualità visiva. Cosa posso fare affinché non si verifichino altre rotture retiniche? A quale centro posso rivolgermi? Cordiali saluti, Flavia
Mandate le vostre domande a salute@gedi.it
Risposta. Le degenerazioni retiniche periferiche sono alterazioni della retina che colpiscono principalmente i pazienti miopi, caratterizzate da un progressivo assottigliamento del tessuto retinico periferico. Si distinguono in due categorie: quelle regmatogene, che comportano un rischio concreto di rottura e successivo distacco di retina a causa dell'infiltrazione del liquido vitreale attraverso le aree danneggiate, e quelle non regmatogene, che sono benigne e non evolvono verso la rottura.
Nel caso descritto, avendo già sviluppato rotture in entrambi gli occhi, è probabile si tratti di degenerazioni di tipo regmatogeno, come quella a lattice, a bava di lumaca o altre forme in cui il vitreo esercita trazione sulle zone assottigliate. La gestione ottimale di questa condizione si basa su controlli periodici regolari con esami accurati del fondo oculare che può effettuare anche presso l’oculista curante. Questi follow-up permettono di identificare precocemente nuove aree a rischio, prima che evolvano in rotture retiniche vere e proprie. Quando vengono individuate zone degenerate potenzialmente pericolose, i trattamenti laser profilattici rappresentano uno strumento altamente efficace nella prevenzione delle complicanze. Il laser crea aderenze corioretiniche che stabilizzano la retina, riducendo in modo significativo il rischio di distacco. Grazie a questa strategia di sorveglianza costante e agli interventi preventivi mirati, è possibile preservare la funzione visiva nel tempo e intervenire tempestivamente qualora se ne presenti la necessità.