“La malattia è arrivata all'improvviso. Venerdì Elio era a scuola e sabato era già in terapia intensiva. Circa una settimana prima eravamo andati da un medico, che ci aveva detto che i lividi sulle sue gambe non erano nulla di grave. Per fortuna, un altro medico aveva prescritto un esame del sangue, che ha fatto scattare l'allarme.” Thomas è il papà di Elio, 4 anni. Quando il piccolo si è ammalato, i genitori hanno pensato a un’influenza. Nel giro di 48 ore si sono ritrovati a fare i conti con una diagnosi di leucemia, “una forma rara e aggressiva”. La loro vita si è capovolta. “Elio ha urgente bisogno di un trapianto di midollo osseo da un donatore compatibile”, l’appello dei genitori di Thomas e Juliette.
“Fate una donazione di midollo osseo”
“Ci sono cure che funzionano per questa malattia ma Elio ha una resistenza alle chemioterapie. Deve sottoporsi a un trapianto e noi genitori non siamo compatibili. Finora non c’è nessun donatore compatibile”, raccontano i genitori. Diventare donatori è facile, è gratuito e può salvare una vita, ricordano. Lo può fare chiunque sia in buona salute, pesi più di 50 chili e abbia un’età compresa tra i 18 e i 35 anni.
La donazione in Francia
“Questo tipo di donazione in Francia non è ancora molto conosciuto e a volte è percepito negativamente, anche se in realtà è piuttosto semplice da fare. L'organizzazione è meno sviluppata rispetto ad altri Paesi”, dice Thomas che invita al sito dondemoelleosseuse.fr. per registrarsi al Registro francese dei trapianti di midollo osseo. Si compila un questionario; si identifica la carta d'identità biologica; si sceglie se ricevere un kit con un test salivare o sottoporsi a un prelievo di sangue e a un colloquio medico presso una delle sedi dell'EFS (Istituto francese per la donazione di sangue). Se si risulta compatibili con un paziente si viene contattati. Succede di rado ma può fare la differenza tra la vita e la morte.
La donazione in Italia
Il trapianto di midollo osseo e di cellule staminali emopoietiche permette di curare malattie altrimenti incurabili: oltre alle leucemie, linfomi, mielomi e talassemie. I registri sono nazionali ma la rete è mondiale. In Italia, ogni anno, circa 2000 persone hanno necessità di un trapianto. Oltre il 30% non trova il proprio donatore compatibile. La compatibilità è molto rara: 1 su 100.000. Per questo è prezioso avere tanti potenziali donatori.
Come si diventa donatori
Ci si può iscrivere al Registro italiano donatori midollo osseo IBMDR dal sito Admo. Si compila un questionario anamnestico e un consenso informato; si fa un colloquio sanitario e poi un prelievo di sangue o saliva. Sangue (o saliva) vengono studiati per alcuni dati genetici che saranno inseriti in un circuito nazionale e successivamente mondiale. In caso di compatibilità genetica con un paziente si viene richiamati per ulteriori accertamenti. É possibile rimanere nel registro fino a 55 anni.
Come avviene la donazione
La donazione avviene in un centro donatori. Ci sono due modalità, la scelta dipende dalle indicazioni del Centro trapianti che segue il paziente e dalla volontà di chi dona.
1. prelievo da sangue periferico (80% dei casi). Avviene in un centro autorizzato mediante l’aferesi, procedimento che utilizza un’apparecchiatura chiamata separatore cellulare, con la capacità di prelevare da un braccio del donatore il sangue che, attraverso un circuito sterile, entra in una centrifuga dove la componente cellulare utile al trapianto viene isolata e raccolta in una sacca, mentre il resto del sangue è reinfuso nel braccio opposto. Occorrono circa 3-4 ore 2. prelievo da sangue midollare. Le cellule staminali midollari vengono prelevate dal midollo osseo mediante punture delle creste iliache (ossa del bacino) sotto anestesia. Il donatore viene tenuto in ospedalizzato per 48 ore. L’organismo non avverte nessun sintomo di carenza e il midollo prelevato si ricostituisce spontaneamente in 7-10 giorni.
Servono più donatori
In Italia i candidati attivi sono 533mila. Il numero è aumentato negli anni: nel 2025 si sono candidati 37mila persone come potenziali donatori mentre nel 2016 erano circa 20mila. Ma non sono abbastanza: ne servono di più. “Il registro italiano è collegato a quello mondiale. Quando un paziente ha bisogno di un trapianto viene attivato per primo il registro del paese di appartenenza per affinità genetica. In Italia ad esempio abbiamo una storia ricca racchiusa nel nostro Dna, possediamo fenotipi rari. Ma la donazione vale per tutto il mondo. Chi si iscrive lo fa per tutti. La donazione non conosce confini, un donatore italiano può donare all’estero e viceversa”, spiega Rita Malavolta, presidente nazionale Admo. Che aggiunge: “Il trasporto è soggetto a regole ferree: c’è un ente apposito che se ne occupa come per esempio NOPC Nucleo Operativo Protezione Civile”.