Festival Salute 2025

Hiv, informazione e prevenzione per sconfiggerlo

Hiv, informazione e prevenzione per sconfiggerlo

In Italia le nuove diagnosi non diminuiscono e la maggior parte delle persone si accorge con ritardo di avere l’infezione. Oggi però ci sono diversi strumenti, di cura e di prevenzione, per vincere il virus. Serve però maggiore informazione. Se ne parla l’11 ottobre al festival di Salute

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Per anni è stata al centro del dibattito pubblico, associata a stigma, paura e morte. Oggi dell’HIV si parla molto meno, quasi fosse un capitolo chiuso della storia della medicina. Eppure, il virus dell’immunodeficienza umana è ancora tra noi. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2023 ci sono state oltre 2300 nuove diagnosi: un dato in aumento, che dimostra come l’HIV non sia scomparso, né vada sottovalutato. Soprattutto considerando che più della metà dei nuovi diagnosticati arriva a conoscere il suo stato quando ormai l’infezione ha causato danni all’organismo. Un dato davvero inaccettabile, considerando gli strumenti di cura e di prevenzione oggi a disposizione.

Una vita lunga e di qualità

Le terapie antiretrovirali, infatti, oggi permettono alle persone che vivono con il virus di condurre una vita lunga e in buona salute, e soprattutto di non trasmetterlo: chi è in trattamento efficace e ha una carica virale non rilevabile, non trasmette l’infezione. È il principio dell’U=U ("Undetectable = Untransmittable"), confermato dalla comunità scientifica internazionale. Un concetto che si traduce nella possibilità di avere dei rapporti affettivi e sessuali non gravati dall’ansia di poter trasmettere il virus e in un minor stigma sociale.

La rivoluzione della prevenzione

Ma la vera rivoluzione nel campo della prevenzione si chiama PrEP, ovvero profilassi pre-esposizione. Si tratta di una terapia preventiva, da assumere prima di un eventuale contatto a rischio, che riduce drasticamente la possibilità di contrarre l’Hiv. È disponibile anche in Italia ed è raccomandata per le persone maggiormente esposte, come chi ha più partner sessuali, o chi ha rapporti non protetti in contesti ad alto rischio. Alla terapia già disponibile si aggiungerà a breve una nuova molecola che consente, con due sole iniezioni all’anno, di essere protetti contro l’infezione: lenecapavir è stata autorizzata in Europa a luglio di quest’anno come primo farmaco di profilassi pre-esposizione con somministrazione ogni sei mesi. La PrEP non sostituisce però il preservativo, che resta essenziale anche per prevenire altre infezioni sessualmente trasmissibili, ma è un’arma in più, scientificamente validata, per controllare l’epidemia.

L’educazione, il punto debole

Il vero punto debole, però, resta l’educazione sessuale, ancora troppo assente nelle scuole italiane. In un contesto in cui molti giovani apprendono dalla rete - spesso senza filtri né corrette informazioni - parlare di sesso, di prevenzione e di salute non è solo utile, è necessario. Per sconfiggere l’epidemia di Hiv servono consapevolezza, informazione e accesso agli strumenti di prevenzione. Parlare di PrEP, normalizzare il test dell’HIV, promuovere comportamenti sessuali sicuri non sono tabù: sono atti di responsabilità e di salute pubblica. Di questi temi si parlerà al Festival di Salute insieme ad Annamaria Cattelan, Direttrice Malattie infettive e tropicali Azienda Ospedale Università di Padova, Marco Falaguasta, Referente Padova Checkpoint, e Diego Passoni, conduttore e scrittore.

Appuntamento sabato 11 ottobre alle 16 nell’Aula Magna dell’Università di Padova. La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione a questo link https://eventi.salute.eu/salute2025