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Un farmaco contro l’artrite può diventare un alleato contro l'alopecia

Un farmaco contro l’artrite può diventare un alleato contro l'alopecia

Comunemente usato contro l'artrite reumatoide, upadacitinib potrebbe diventare un'arma preziosa anche per l'alopecia areata

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Il suo compito è quello di spegnere l'infiammazione nell'artrite reumatoide. Ma in futuro il principio attivo upadacitinib potrebbe tornare utile anche nel trattamento dell'alopecia areata, una condizione che causa la perdita di capelli e la comparsa di piccole chiazze calve tonde sul cuoio capelluto e in altre parti del corpo. A suggerirlo sono stati due studi internazionali di fase 3, secondo cui appunto questo farmaco, appartenente alla classe degli inibitori Jak che bloccano le proteine (Janus chinasi) responsabili dell'infiammazione e la risposta immunitaria, potrebbe sfruttare questo stesso meccanismo per contrastare questa condizione dermatologica. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Jama Dermatology.

L'alopecia areata

L'alopecia areata, ricordiamo brevemente, non è una conseguenza legata all'età e non è un problema solamente estetico. Si tratta, infatti, di una malattia cronica, sistemica e autoimmune, in cui il sistema immunitario attacca per sbaglio i tessuti sani aggredendo, in questo caso, i follicoli piliferi. Sebbene le cause non sia ancora chiare, sappiamo che ne sono affette circa 160 milioni di persone in tutto il mondo, che raramente trovano giovamento nelle terapie disponibili oggi, con conseguenze che si riflettono anche sulla loro qualità di vita.

Il farmaco per l'artrite

Proprio per cercare opzioni terapeutiche più efficaci, i due nuovi studi hanno indagato gli effetti del farmaco per l'artrite su questa malattia dermatologica. I ricercatori, infatti, si sono concentrati sul farmaco upadacitinib che blocca i segnali molecolari con i quali il sistema immunitario attacca i tessuti sani, testandolo su un totale di quasi 1.400 pazienti, sia adulti che adolescenti, con alopecia areata grave. I partecipanti sono stati poi suddivisi in modo casuale in 3 gruppi di trattamento: 15 mg di upadacitinib al giorno (40% dei pazienti), 30 mg di upadacitinib al giorno (40% dei pazienti) e placebo (20% dei pazienti). Dopo 24 settimane, i ricercatori hanno monitorato la progressione della crescita dei capelli, mentre la sicurezza del farmaco è stata costantemente monitorata.

Risultati promettenti

Dalle successive analisi è emerso che il trattamento con upadacitinib ha determinato una ricrescita dei capelli significativamente maggiore rispetto al gruppo del placebo già dopo 8 settimane dall'inizio delle sperimentazioni. In particolare, oltre il 35% dei pazienti che ha ricevuto la dose da 15 mg e circa il 46% di quelli trattati con la dose da 30 mg hanno ottenuto una copertura del cuoio capelluti pari almeno al 90%, rispetto all'1% del gruppo placebo. La ricrescita dei capelli completa, invece, è stata ottenuta rispettivamente nel 13% e nel 23% dei partecipanti, contro quasi nessuno del gruppo placebo. Per quanto riguarda la sicurezza del farmaco, gli autori hanno osservato effetti collaterali come acne e infezioni delle vie respiratorie, mentre quelli gravi sono stati piuttosto rari. “I pazienti trattati con entrambe le dosi di upadacitinib hanno inoltre riscontrato un miglioramento significativo nella percezione del cambiamento, nonché in molteplici aspetti della qualità della vita correlata alla salute”, hanno concluso gli autori. In una malattia spesso associata a un considerevole carico psicosociale ed emotivo, “upadacitinib potrebbe rappresentare un'opzione terapeutica potenzialmente efficace per questa popolazione di pazienti”.