Per i pazienti con un tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc, la forma più comune) resecabile ma ad alto rischio di recidiva, la Commissione europea ha da poco approvato una nuova terapia da somministrare prima dell’intervento chirurgico (neoadiuvante). Si tratta della combinazione di tislelizumab (un immunoterapico) con la chemioterapia a base di platino, seguita dalla monoterapia con il solo tislelizumab.
La decisione europea si basa sui risultati dello studio clinico Rationale-315, presentati alla conferenza della Società europea di oncologia medica (Esmo) a febbraio 2024 e pubblicati su Lancet Respiratory Medicine. Nuovi dati - che saranno presentati in dettaglio alla World Conference on Lung Cancer (Wclc, a Barcellona dal 6 al 9 settembre 2025) - hanno inoltre dimostrato un beneficio in termini di sopravvivenza globale, superiore statisticamente e clinicamente alla sola chemioterapia più placebo come trattamento neoadiuvante.
Una nuova strategia efficace
La funzione dell’immunoterapia con tislelizumab è quella di aiutare le cellule immunitarie dell'organismo a individuare e a combattere il tumore. “I pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule resecabile devono ancora affrontare tassi di recidiva allarmanti - spiega Francesco Grossi, Ordinario di Oncologia Medica all’Università dell’Insubria di Varese - I risultati dello studio Rationale-315 confermano che cominciare il trattamento con tislelizumab nella fase neoadiuvante e proseguirlo dopo l'intervento chirurgico è un approccio efficace per migliorare i risultati di questi pazienti. Grazie all’approvazione della Commissione Europea, potremo disporre di una nuova opzione terapeutica clinicamente validata nel setting perioperatorio. Ci auguriamo che il nuovo trattamento sia rimborsato quanto prima in Italia dall’Agenzia Italiana del Farmaco”. I benefici sono stati osservati indipendentemente dall'espressione del biomarcatore Pd-L1, dallo stadio della malattia e dall'istologia.
Una novità per oltre un quarto dei pazienti
Il tumore del polmone è il tipo di cancro più comunemente diagnosticato e la principale causa di morte per cancro in tutto il mondo. In Italia, nel 2024, sono stati stimati quasi 45 mila nuovi casi. Circa l’80–90% di tutti i tumori del polmone sono a piccole cellule e, di questi, il 25-30% si presenta resecabile alla diagnosi. Tislelizumab è il secondo inibitore di Pd-1 a dimostrare un beneficio in termini di sopravvivenza globale in questo setting: “Offrire un beneficio statisticamente significativo in termini di sopravvivenza globale, obiettivo fondamentale negli studi oncologici, insieme all'approvazione di tislelizumab da parte della Commissione europea nel NSCLC resecabile perioperatorio, segna un momento cruciale per i pazienti e per i medici”, conclude Mark Lanasa, Chief Medical Officer, Solid Tumors di BeOne, l’azienda che produce il farmaco.

