Durante la sua visita a Pavia, papa Leone XIV ha visitato il Cnao, il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, incontrando dirigenti, nelle persone del presidente Gianluca Vago e del direttore generale Sandro Rossi, dipendenti, il Vescovo Corrado Sanguineti ma soprattutto giovani pazienti. Dieci di loro hanno donato al pontefice un cuore di stoffa, un’opera creata da loro stessi a partire da frammenti delle loro magliette, collegato a un piccolo stetoscopio, a testimoniare il desiderio di ascolto e testimonianza espresso dai bambini.
Ascolto e cura per il trattamento dei pazienti oncologici
Il dono ricevuto dai bambini - il cuore di stoffa intitolato “Ti ascolto”, realizzato grazie alla collaborazione con l’artista pavese Stefano Bressani - non è stato l’unico per papa Leone XIV. I vertici della struttura, infatti, hanno regalato al pontefice la scultura “Il segno della Cura”, un’opera che, evocando un nucleo atomico circondato da un sistema di orbite, richiama le particelle accelerate che al Cnao si trasformano in cura (realizzata grazie all’artista Fabio Lissi). Il centro pavese è infatti una struttura di adroterapia, una forma di radioterapia in cui particelle come protoni e ioni carbonio vengono accelerati lungo un anello (il sincrotone), per essere utilizzati per il trattamento, in maniera mirata, di alcuni tumori inoperabili e radioresistenti.
Ad oggi il centro eroga adroterapia con protoni e ioni carbonio, ma la struttura è in espansione per includere anche nuove specie ioniche e una protonterapia con gantry a fasci rotanti e l’innovativa metodica sperimentale Bnct (Boron Neutron Capture Therapy). Questo aggiornamento consentirà al centro di espandere ulteriormente le possibilità di trattamento per i pazienti: ad oggi sono circa 6000 mila le persone trattate, di cui 300 bambini e adolescenti.
La ricerca scientifica a fianco della speranza
Durante la visita il pontefice ha conosciuto da vicino le potenzialità della struttura, guidato dal presidente Vago e dal direttore generale Rossi. “Nella sua enciclica Magnifica Humanitas, il Santo Padre richiama la necessità di una scienza capace di custodire sempre la centralità della persona e di orientare il progresso tecnologico al bene comune - ha commentato Vago - È un messaggio che sentiamo profondamente nostro. In un tempo segnato da guerre, tensioni internazionali e logiche di potenza, il Cnao testimonia ogni giorno come la forza dell'atomo possa essere impiegata non per distruggere, ma per curare. I fasci di protoni e ioni carbonio che utilizziamo contro la malattia sono, simbolicamente, anche raggi di speranza: ‘Rays of Hope’ è un progetto proposto dall’agenzia internazionale Iaea, che Cnao sostiene, per promuovere l’uso pacifico dell’energia nucleare”.
E proprio in questo contesto si inserisce la visita del pontefice e l’incontro con i pazienti del Cnao, ha proseguito Vago. “L'abbraccio che oggi il Santo Padre ha riservato ai bambini e alle loro famiglie ha dato un significato ancora più profondo a questa missione, ricordandoci che la ricerca scientifica trova il suo senso più autentico quando incontra l'ascolto, la compassione e la speranza”.

