Se avete mai letto l'etichetta di uno yogurt o di un prodotto senza glutine, vi sarete imbattuti con ogni probabilità nella misteriosa sigla E415. Dietro questo codice si nasconde la gomma xantana (o semplicemente xantano), un additivo che si trova praticamente ovunque nell’industria alimentare. Si tratta di una sostanza addensante considerata sicura fino a oggi, ma qualcosa potrebbe cambiare. Una nuova ricerca dell'Università Federale di San Paolo (Brasile), pubblicata sulla rivista Plos One, ha infatti messo in evidenza che il consumo quotidiano di xantano potrebbe, sul lungo periodo, infiammare il colon e alterare l’equilibrio della flora batterica.
Che cos’è e dove si trova lo xantano?
Lo xantano è uno zucchero complesso che nasce in laboratorio grazie alla fermentazione di un substrato - che può essere del semplice glucosio oppure un amido - operata dal batterio Xanthomonas campestris. Purificato, essiccato e macinato fino a ottenere una polvere, lo xantano è il re degli addensanti: l'industria alimentare lo impiega in lungo e in largo per dare la tipica consistenza a gelati, yogurt, salse, dolci e anche per stabilizzare la struttura dei prodotti gluten-free. Inoltre, è prezioso per chi soffre di disfagia (le persone che hanno serie difficoltà a deglutire) perché permette di addensare i liquidi e ridurre il rischio di soffocamento.
Lo studio: attenzione al consumo quotidiano
Come detto, lo xantano fino a questo momento è stato considerato sicuro per il consumo umano. Anche se, a dirla tutta, negli Stati Uniti la Food and drug administration (Fda) ha vietato la somministrazione di prodotti contenenti E415 a neonati prematuri, e in generale nel latte e nelle formule per l'infanzia, per associazione con l’enterocolite necrotizzante, una compromissione gravissima dell’intestino.
Per vederci più chiaro e verificare l'effetto di un consumo prolungato anche negli adulti, i ricercatori hanno testato lo xantano per dieci settimane su ratti, divisi in 4 gruppi (un gruppo di controllo e 3 condizioni sperimentali) per simulare diversi "profili" umani: chi mangia molti cibi pronti (come chi segue diete non bilanciate o consuma spesso prodotti industriali senza glutine), consumatori moderati (come persone con disfagia lieve che usano l'addensante solo in alcune preparazioni), consumatori forti (come persone con disfagia moderata che devono aggiungere lo xantano a qualsiasi cosa bevano o mangino).
Ne è emerso che l’assunzione regolare di xantano, anche alle dosi più basse, induce un'infiammazione moderata nel colon, con un aumento dei linfociti, cioè le cellule del sistema immunitario deputate alla difesa. La dose massima testata, inoltre, ha alterato in modo significativo la flora intestinale, favorendo la proliferazione di batteri Elusimicrobiota, già noti per essere associati a stati infiammatori.
Il meccanismo: come può danneggiare l'intestino?
Gli scienziati sono andati oltre e hanno scoperto anche in che modo lo xantano altera l’equilibrio intestinale. L’addensante interagisce con la Claudina-2, una proteina che regola la permeabilità tra le cellule intestinali. Si attiva così una cascata infiammatoria che coinvolge sostanze chiamate citochine, come l’interleuchina-1 beta (Il-1β) e il fattore di necrosi tumorale alfa (Tnf-α). Quest'ultimo, in particolare, è legato alla morte delle cellule che rivestono l'intestino e allo sviluppo di malattie infiammatorie croniche.
Come sottolineano gli autori della ricerca, non si tratta di un allarme sicurezza: il consumo occasionale da parte di persone adulte, senza particolari condizioni di salute o compromissioni, non è rischioso. L’effetto cumulativo derivante dal consumo quotidiano, invece, desta qualche preoccupazione in più e richiede ulteriori indagini.
