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Diabete di tipo 2: una molecola con tre bersagli per controllare la malattia e perdere peso

(Foto: Westend61/Getty Images)
(Foto: Westend61/Getty Images) 

Il trattamento con retatrutide, farmaco sperimentale somministrato sottocute una volta a settimana, riduce i valori di emoglobina glicata fino al 2% a 40 settimane

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Continuano ad accumularsi evidenze a sostegno dell’efficacia del farmaco sperimentale retatrutide. La molecola, infatti, ha mostrato di poter ridurre i valori di emoglobina glicata e peso corporeo in alcuni pazienti con diabete di tipo 2 non controllato. I risultati, per cui a breve si prevede la presentazione ufficiale su una rivista scientifica, sono stati resi noti dall’azienda produttrice, Lilly, e vanno ad aggiungersi a quelli già resi noti alla fine dell’anno scorso per il trattamento dell’obesità e artrosi al ginocchio.

Una molecola con tre bersagli

Il retatrutide è un triplo agonista dei recettori ormonali in grado di influenzare il metabolismo del glucosio. I bersagli della retatrutide sono infatti il polipeptide insulinotropo glucosio-dipendente (Gip), il peptide-1 simile al glucagone (Glp-1) e il glucagone. La molecola è al centro di diverse sperimentazioni: nello studio TRIUMPH-4, i cui risultati sono stati resi noti lo scorso dicembre, il trattamento con questo triplo agonista si mostrato efficace nella riduzione di peso e del dolore dell’artrosi al ginocchio (spesso associata ad obesità e sovrappeso). I nuovi dati, invece, riguardano il programma di sviluppo della molecola nell’ambito delle sperimentazioni cliniche TRANSCEND-T2D, per testare sicurezza ed efficacia del triplo agonista contro il diabete di tipo 2 e che coinvolge nel complesso oltre duemila pazienti.

Oggi, nello specifico, l’azienda ha reso noti i risultati della sperimentazione TRANSCEND-T2D-1, uno studio randomizzato e in doppio cieco, in cui i clinici hanno messo a confronto la somministrazione di retatrutide (in tre diversi dosaggi, una volta a settimana sottocute) con un placebo. Oltre 500 i pazienti coinvolti - diabetici da circa 2,5 anni e con malattia non controllata da dieta ed esercizio fisico - per uno studio durato 40 settimane.

Riduzione dell’emoglobina glicata e del peso

A sperimentazione conclusa, i pazienti che avevano ricevuto il retatrutide avevano ottenuto una maggiore riduzione dell’emoglobina glicata (che misura i valori medi della glicemia negli ultimi 2-3 mesi) e una maggiore riduzione del peso. Nello specifico, si sono osservate variazioni dell’emoglobina glicata nel gruppo in trattamento fino al 2% circa (contro lo 0,8% del placebo) e riduzioni di peso fino a 16 kg (pari al 17% circa, rispetto ai circa 3kg, pari al 2,5%, osservati nel gruppo placebo). I pazienti che avevano ricevuto il farmaco sperimentale, inoltre, avevano avuto dei miglioramenti anche in altri parametri legati al rischio cardiovascolare, come trigliceridi, pressione arteriosa, e colesterolo non-HDL.

Sul fronte degli effetti avversi, quelli più comuni sono stati nausea, diarrea e vomito (in percentuali maggiori all’aumentare della dose), e si è confermata la presenza anche della disestesia (con incidenza fino al 4,5%). Quest’ultimo effetto avverso, già documentato anche in altre sperimentazioni con retatrutide, è un disturbo della sensibilità: per i pazienti è stato generalmente lieve e nella maggior parte dei casi si è risolto nel corso dello studio. Infine, si rende noto che dal 2% al 5% circa dei pazienti, nei diversi bracci di trattamento, ha abbandonato la sperimentazione a causa degli eventi avversi.