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Obesità e sovrappeso: lo yoga è un toccasana

Obesità e sovrappeso: lo yoga è un toccasana

Uno studio evidenzia benefici significativi sulla pressione arteriosa e sul colesterolo di chi convive con eccessi di peso

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Lo yoga è una forma di ginnastica dolce e accessibile, ma rappresenta comunque un intervento efficace per migliorare la salute cardiometabolica di chi convive con l’eccesso di peso. A confermarlo è una recente revisione sistematica pubblicata sulla rivista Plos Global Public Health, che ha analizzato i dati di oltre 30 ricerche precedenti concludendo che lo yoga può incidere su parametri critici come la pressione arteriosa e il profilo lipidico, e potrebbe quindi offrire benefici tangibili nella prevenzione delle più comuni complicanze associate all’eccesso di peso.

L’analisi

Il nuovo lavoro è una metanalisi, ovvero uno studio che aggrega e analizza statisticamente i risultati di numerose sperimentazioni cliniche precedenti. Gli autori hanno esaminato 33 studi controllati randomizzati che hanno coinvolto adulti con un Indice di massa corporea (Bmi) superiore a 25, impegnati in qualche tipo di programma di attività fisica basato sullo yoga. L'obiettivo era osservare come la pratica costante di questa disciplina influenzasse i cosiddetti biomarcatori cardiometabolici: pressione sistolica e diastolica, colesterolo totale, colesterolo Ldl (spesso definito “cattivo”), trigliceridi e livelli di glucosio nel sangue. Parametri fondamentali, perché la loro alterazione, frequente nelle persone con obesità, aumenta drasticamente il rischio di infarti, ictus e diabete di tipo 2.

I benefici su pressione e colesterolo

Dall'incrocio dei dati è emerso un quadro chiaro: i partecipanti che hanno praticato yoga hanno mostrato riduzioni significative della pressione arteriosa rispetto ai gruppi di controllo che non svolgevano attività fisica. Il miglioramento della pressione sistolica è emerso come uno dei risultati più consistenti, ma i benefici dello yoga sono stati confermati anche sui livelli di colesterolo totale e Ldl. Le ricerche analizzate non erano state pensate specificamente per analizzare gli effetti dello yoga su persone obese o in sovrappeso, ma i ricercatori ritengono che i risultati siano sufficienti per consigliare questa pratica come strategia di prevenzione per chi soffre di problemi di peso. La capacità dello yoga di agire sul sistema nervoso autonomo, riducendo lo stress e l'infiammazione sistemica, fornisce infatti un razionale scientifico credibile per i suoi effetti benefici sulla salute cardiometabolica.

Quanto yoga a settimana?

Sebbene gli studi analizzati presentassero protocolli molto diversi tra loro, rendendo difficile stabilire uno standard universale, i benefici maggiori sono stati osservati con circa 180 minuti di pratica a settimana. Questo tempo può essere ripartito in sessioni da 60 minuti per tre volte a settimana o in appuntamenti più brevi e frequenti. Per chi convive con problemi di peso, lo yoga offre il vantaggio di essere un’attività a basso impatto articolare, riducendo il rischio di infortuni rispetto a sport più intensi come la corsa, rendendo così più semplice il mantenimento della costanza nel lungo periodo.

Non solo yoga, fare anche altro

I ricercatori sottolineano che lo yoga non deve necessariamente sostituire altre forme di esercizio aerobico o di forza, ma può integrarle o servire da porta d'accesso per superare la sedentarietà. “La nostra revisione suggerisce che lo yoga può offrire un'utile opzione aggiuntiva per migliorare alcuni aspetti della salute cardiometabolica negli adulti con sovrappeso o obesità, in particolare la pressione sanguigna”, scrivono gli autori dello studio. “Lo yoga è spesso visto principalmente come una pratica di benessere, ma i nostri risultati suggeriscono che può anche supportare determinati esiti di salute cardiometabolica in questa popolazione”.