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L'obesità lascia una traccia nel sistema immunitario anche dopo il dimagrimento

L'obesità lascia una traccia nel sistema immunitario anche dopo il dimagrimento

Una ricerca dell’Università di Birmingham rivela che la memoria immunologica del peso in eccesso potrebbe richiede anche 10 anni per essere cancellata

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Per chi soffre di obesità o sovrappeso, dimagrire è un passaggio fondamentale per recuperare salute e qualità di vita. Gli effetti, però, potrebbero non essere sempre immediati. Una ricerca guidata dall’Università di Birmingham rivela infatti che il nostro sistema immunitario porta il segno dei chili in eccesso anche anni dopo averli persi: una memoria immunologica che potrebbe esporre per lungo tempo a rischi di salute, richiedendo una gestione del peso costante e duratura.

La ricerca

Per arrivare a queste conclusioni, gli autori dello studio hanno analizzato le cellule immunitarie di quattro gruppi distinti di persone: pazienti con obesità trattati con i nuovi farmaci iniettabili per la perdita di peso, individui affetti dalla sindrome di Alstrom - una rara malattia genetica caratterizzata da obesità infantile precoce - persone che avevano partecipato ad un programma di esercizio fisico di dieci settimane e pazienti (normopeso o con obesità) sottoposti a interventi di sostituzione protesica di anca o ginocchio a causa dell'osteoartrite. Analizzando cellule ematiche e campioni di tessuto adiposo, i ricercatori hanno tentato di ottenere un quadro più dettagliato possibile dell’impatto dell’obesità sull'organismo.

I risultati sono stati comparati con quelli ottenuti studiando le cellule di animali alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi, e con quelle di donatori di sangue volontari sani. Questo approccio multicentrico ha permesso di osservare i meccanismi molecolari che regolano la disfunzione immunitaria, identificando come l'eccesso di tessuto adiposo alteri profondamente il comportamento delle cellule preposte alla difesa del nostro corpo.

Metilazione e linfociti T

Il cuore della scoperta risiede in un processo chiamato metilazione del Dna, che agisce come una sorta di “interruttore” molecolare capace di modificare l'espressione dei geni senza alterare il codice genetico. Nell'obesità, questo meccanismo colpisce in modo specifico i linfociti T, cellule fondamentali per l’attivazione della risposta immunitaria. In pratica, l'eccesso di peso lascia delle etichette chimiche sul loro Dna, riprogrammandole.

Questa marcatura epigenetica influenza negativamente due processi vitali: l'autofagia e la senescenza immunitaria. L'autofagia è il meccanismo attraverso cui le cellule smaltiscono i propri componenti danneggiati per rigenerarsi; quando questo processo è inibito, le cellule accumulano scarti e funzionano peggio. La senescenza immunitaria, invece, è l'invecchiamento precoce del sistema immunitario, che rende l'organismo meno efficiente nel rispondere alle infezioni e nel sorvegliare la proliferazione di cellule potenzialmente tumorali.

Le conseguenze

Cosa significa questo per chi ha intrapreso un percorso di dimagrimento? I risultati suggeriscono che la perdita di peso potrebbe non ridurre immediatamente il rischio di sviluppare patologie correlate all’obesità, come il diabete di tipo 2 o alcuni tipi di cancro. E potrebbero spiegare anche per quale motivo è così difficile ottenere risultati duraturi con diete e altre strategie per la perdita di peso. La “memoria dell'obesità” impressa nelle cellule probabilmente contribuisce a facilitare l’accumulo di grasso in eccesso, e non svanisce infatti quando l'ago della bilancia scende, ma richiede probabilmente tra i cinque e i 10 anni di stabilità metabolica per essere resettata.

“Sappiamo che l'obesità è una malattia cronica, progressiva e recidivante”, sottolinea Andy Hogan, ricercatore della Queen Mary University di Londra e coautore dello studio. “I nostri risultati forniscono una comprensione più approfondita di quali siano esattamente i meccanismi molecolari che potenzialmente guidano il rischio di ricaduta, evidenziando le sfide che le persone affette da obesità devono affrontare per gestire con successo il proprio peso”.