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Il grasso addominale peggiora i sintomi della menopausa

Il grasso addominale peggiora i sintomi della menopausa

Una nuova ricerca evidenzia il rapporto tra la circonferenza del girovita e l’intensità di sintomi come vampate, irritabilità e disturbi del sonno, durante la transizione ormonale che porta alla menopausa

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Con l’arrivo della menopausa, e le alterazioni ormonali che porta con sé, molte donne si trovano a prendere peso. Non a caso, tra i 45 e i 54 anni, l’incidenza dell’obesità raddoppia rispetto al decennio precedente, con una marcata tendenza ad accumulare grasso nell’area addominale. Una ricerca pubblicata sulla rivista Menopause suggerisce ora che questa specifica distribuzione del peso non rappresenti solo un rischio metabolico, ma sia direttamente collegata a un inasprimento dei sintomi tipici di questa fase, come la sudorazione notturna e i disturbi dell’umore.

I rischi metabolici del grasso viscerale

L’obesità addominale (definita dal rapporto tra altezza e girovita) interessa oggi oltre il 60% delle donne in menopausa. È un dato particolarmente rilevante per la salute pubblica, perché il grasso che si deposita sulla pancia è di tipo viscerale, ovvero localizzato attorno agli organi interni. E a differenza del grasso sottocutaneo, quello viscerale è metabolicamente attivo: rilascia costantemente sostanze pro-infiammatorie nel circolo sanguigno che possono indurre insulino-resistenza — una condizione in cui le cellule rispondono meno efficacemente all’insulina, aumentando i livelli di glucosio nel sangue — e incrementare sensibilmente il rischio di malattie cardiovascolari. Il calo degli estrogeni durante la menopausa favorisce questo spostamento delle riserve adipose dai fianchi verso l'addome, modificando la silhouette ma soprattutto l’equilibrio infiammatorio dell’organismo.

La metodologia della ricerca

Nonostante la connessione tra peso e salute metabolica fosse nota, mancavano dati solidi sulla relazione tra grasso viscerale e intensità dei sintomi della menopausa. Per colmare questa lacuna, gli autori dello studio hanno analizzato un campione di circa 1.100 donne, utilizzando una tecnica statistica chiamata “network analysis”. Un metodo che permette di visualizzare e analizzare le interazioni complesse tra diversi fattori, in questo caso il rapporto tra altezza e circonferenza della vita e una vasta gamma di disturbi fisici e psicologici. L'obiettivo era capire se la massa grassa addominale potesse agire come un amplificatore dei sintomi che sperimentano le donne con l’arrivo della menopausa.

I sintomi peggiorano al crescere del girovita

I risultati indicano una correlazione diretta: all’aumentare del girovita, la gravità dei sintomi peggiora. Nello specifico, le donne con una maggiore incidenza di obesità addominale hanno riportato manifestazioni più acute di vertigini, vampate di calore, sudorazione notturna, disturbi del sonno, palpitazioni, problemi di memoria e irritabilità. Non tutti i sintomi comunemente associati alla menopausa sembrano però influenzati dal peso: disturbi come le problematiche sessuali o i dolori articolari, ad esempio, non hanno mostrato una variazione significativa in relazione alla circonferenza vita. Questo suggerisce che il tessuto adiposo addominale influenzi selettivamente alcuni processi neurologici, probabilmente attraverso i segnali infiammatori inviati al sistema nervoso centrale.

Implicazioni pratiche

Questi dati sottolineano quindi l'importanza di monitorare non solo il peso totale sulla bilancia, ma la localizzazione del tessuto adiposo in eccesso nelle donne in menopausa. La prevenzione dell'aumento ponderale nella zona addominale sembrerebbe infatti una strategia in grado di migliorare concretamente la qualità della vita in questa fase critica della vita delle donne. Interventi precoci sullo stile di vita, che includano una dieta bilanciata e attività fisica mirata a preservare la massa magra, potrebbero quindi ridurre l'impatto dei sintomi più invalidanti.