Mesi di sacrifici, la gioia – transitoria – dei risultati che finalmente si vedono, e poi basta un attimo per recuperare i chili persi. Capita fin troppo spesso quando ci si mette a dieta, ma è importante sapere che non si tratta mai di uno sforzo vano: anche se si riprende peso, infatti, un dimagrimento importante garantisce benefici duraturi per la nostra salute. A confermarlo è uno studio pubblicato di recente su Circulation: perdere il grasso viscerale profondo riduce considerevolmente il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 nei 10 anni successivi, anche se nel frattempo si dovesse tornare al peso iniziale.
10 anni di follow-up
La ricerca, realizzata presso l'Università Ben-Gurion del Negev in Israele, rappresenta il primo follow-up su larga scala a lungo termine (a 5 e 10 anni) che ha monitorato l’evoluzione dei depositi di grasso interni attraverso la risonanza magnetica di ultima generazione. I dati derivano dal progetto Fit (Follow Interventions Trials), che ha seguito 366 pazienti con sovrappeso o obesità attraverso un percorso di dimagrimento della durata di 18 mesi, e ha poi monitorato il loro stato di salute e l’evoluzione del loro peso per i 10 anni successivi.
I partecipanti avevano seguito percorsi di cambiamento dello stile di vita basati sull’attività fisica e su vari approcci dietetici, tra cui la dieta mediterranea classica e una versione “green”, arricchita di polifenoli. A distanza di anni, la risonanza magnetica ha permesso di verificare che, nonostante il peso corporeo e la percentuale di grasso nel fegato fossero tornati in media ai valori di partenza, la riduzione del grasso viscerale e la circonferenza della vita erano rimaste parzialmente preservate. Con benefici concreti per la salute cardiometabolica: chi aveva perso il 5% del grasso viscerale ha ridotto del 17% il rischio di sviluppare il diabete nei 10 anni di monitoraggio, per chi ne aveva perso il 10% la riduzione del rischio saliva al 30%, e per chi ne aveva perso il 20% raggiungeva addirittura il 50%.
Il ruolo del grasso profondo
I benefici a lungo termine del dimagrimento sono da cercare nelle caratteristiche biologiche del tessuto adiposo viscerale. A differenza del grasso sottocutaneo, che si limita ad accumularsi sotto la pelle ed è metabolicamente più neutro, il grasso profondo ha effetti metabolici diretti e dannosi, perché rilascia acidi grassi liberi e molecole infiammatorie direttamente nel sistema vascolare che drena verso il fegato.
Questi processi sono tra i principali motori della resistenza insulinica (la ridotta capacità delle cellule di rispondere all'insulina, che porta all'aumento del glucosio nel sangue) e della dislipidemia. Nello studio, il grasso viscerale è stato l’unico deposito la cui riduzione ha mostrato una correlazione diretta e indipendente con la prevenzione a lungo termine del diabete di tipo 2. Altri depositi adiposi, come quello subcutaneo, quello epatico o pancreatico, non hanno mostrato effetti sul rischio di malattia.
Un motivo in più per mettersi a dieta
I risultati suggeriscono la necessità di un cambiamento di prospettiva nella gestione del sovrappeso e dell’obesità. Il successo di un intervento nutrizionale non dovrebbe infatti essere misurato esclusivamente attraverso l’indice di massa corporea o l’ago della bilancia, ma considerando invece la ricomposizione corporea e la mobilitazione dei tessuti adiposi più pericolosi per la salute. Da un punto di vista pratico, dieta mediterraneo ed esercizio fisico si confermano armi efficaci per eliminare selettivamente il compartimento viscerale, e garantirsi una protezione duratura dalle malattie cardiometaboliche.