Ci vogliono un pizzico di incoscienza e una gran dose di consapevolezza per mettersi a cucinare "robe strane" in Langa. E per "robe strane" da quelle parti si intende tutto ciò che non parla in dialetto piemontese stretto, un po' perché la ricerca della stravaganza non è nel Dna dei langhetti, un po' perché il patrimonio di ricette tipiche locali è talmente vasto da permettere ai cuochi di sedercisi sopra e fare bene senza inventarsi il latte di gallina.
Michelangelo Mammoliti però è un cuoco piemontese sui generis, con alle spalle un lustro oltralpe al servizio di maestri come Yannick Alléno e Alain Ducasse.
La Madernassa è un fascinoso ristorante con terrazza che già esisteva, ben gestito da Fabrizio e Luciana Ventura e affidato per anni allo chef giapponese Atsuhiro Ishikawa, il quale, a differenza del valsusino Mammoliti, proponeva una solida cucina piemontese.
Poi, un paio d'anni fa, l'incontro con i piatti del giovane Michelangelo ha convinto i Ventura che fosse lui il cavallo giusto su cui puntare.
E ora, dopo un breve rodaggio, Michelangelo è pronto a giocarsela coi grandi grazie a una personalità fuori dal comune, già chiara dal giro iniziale di amuse bouche, che vanno dalla patata con scamorza da intingere in una ricca salsa alla carbonara, fino a dei meravigliosi "barbagiuai" (dei ravioli fritti di provenienza ligure) farciti con gli ingredienti delle lasagne alla bolognese.
Seguono poi alcuni lievi rimandi al Piemonte come le alici marinate con bagnetti (rosso e verde) e mousse di pane, ma soprattutto suggestioni lontane spesso bizzarre, come nel caso degli spaghetti cotti al barbecue con brodo di prosciutto di Cuneo, un piatto italiano negli ingredienti ma senza bandiera al palato, o come un piccione cotto il minimo indispensabile e servito con rabarbaro in infusione d'ibisco e jus di mais tostato.
Tecnica, idee, sensibilità. Menu a 50, 75 e 100 euro, con spesa simile alla carta, per toccare con mani e palato il prologo d'una grande storia di cucina.
La Madernassa Resort
Località Lora 2
Guarene (CN)
Tel. 0173.611716
Michelangelo Mammoliti però è un cuoco piemontese sui generis, con alle spalle un lustro oltralpe al servizio di maestri come Yannick Alléno e Alain Ducasse.
La Madernassa è un fascinoso ristorante con terrazza che già esisteva, ben gestito da Fabrizio e Luciana Ventura e affidato per anni allo chef giapponese Atsuhiro Ishikawa, il quale, a differenza del valsusino Mammoliti, proponeva una solida cucina piemontese.
Poi, un paio d'anni fa, l'incontro con i piatti del giovane Michelangelo ha convinto i Ventura che fosse lui il cavallo giusto su cui puntare.
E ora, dopo un breve rodaggio, Michelangelo è pronto a giocarsela coi grandi grazie a una personalità fuori dal comune, già chiara dal giro iniziale di amuse bouche, che vanno dalla patata con scamorza da intingere in una ricca salsa alla carbonara, fino a dei meravigliosi "barbagiuai" (dei ravioli fritti di provenienza ligure) farciti con gli ingredienti delle lasagne alla bolognese.
Seguono poi alcuni lievi rimandi al Piemonte come le alici marinate con bagnetti (rosso e verde) e mousse di pane, ma soprattutto suggestioni lontane spesso bizzarre, come nel caso degli spaghetti cotti al barbecue con brodo di prosciutto di Cuneo, un piatto italiano negli ingredienti ma senza bandiera al palato, o come un piccione cotto il minimo indispensabile e servito con rabarbaro in infusione d'ibisco e jus di mais tostato.
Tecnica, idee, sensibilità. Menu a 50, 75 e 100 euro, con spesa simile alla carta, per toccare con mani e palato il prologo d'una grande storia di cucina.
La Madernassa Resort
Località Lora 2
Guarene (CN)
Tel. 0173.611716