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La Fabbrica della Felicità esiste davvero: dentro si fanno pastiglie, gelée e cioccolato

La Fabbrica della Felicità esiste davvero: dentro si fanno pastiglie, gelée e cioccolato

Leone 1857 apre al pubblico 7.000 metri quadrati tra linee produttive, documenti storici, laboratori e vecchie latte colorate

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Tutto comincia a Neive, borgo medievale nel cuore delle Langhe, nell’osteria della famiglia Leone. Qui il piccolo Luigi Leone osserva il padre Giuseppe offrire agli ospiti piccoli zuccherini digestivi alla fine del pasto. Nel 1857 quel gesto diventa una pastiglia di zucchero essiccata e aromatizzata con menta, cannella e chiodi di garofano. Nascono così le Pastiglie Leone. Luigi si trasferirà poi a Torino, dove approfondirà l’arte della confetteria fino a fondare, nel 1889, insieme a Pietro Querio, la società Querio e Leone.

Quasi 170 anni dopo, quella storia arriva fino a Collegno, dove la fabbrica apre le porte al pubblico. È stata inaugurata la Fabbrica della Felicità, il nuovo spazio di Leone 1857 accanto allo stabilimento produttivo: 7.000 metri quadrati con grandi finestre affacciate sulle linee delle pastiglie e del cioccolato. All’ingresso, sospesa al centro dell’atrio, c’è una grande latta gialla Leone.

Per Luca Barilla e Michela Petronio il progetto comincia nel 2018, quando insieme ai figli Sara e Pietro rilevano il marchio. “Finalmente si è presentata a noi un’occasione meravigliosa per poter lavorare insieme intorno a un progetto che riguardava noi quattro”, racconta Barilla. “Volevamo creare un luogo che non fosse più soltanto di lavoro, ma anche di apprendimento e insieme di divertimento”.

L’idea, spiega Barilla, era far entrare le persone e mostrare cosa succede davvero: chi produce, con quali macchine, con quali ingredienti. Tra una sala e l’altra si incontrano documenti storici, strumenti di produzione di un tempo e vecchie latte Leone, insieme ai passaggi che hanno accompagnato la crescita dell’azienda.

Le Pastiglie Leone restano il prodotto più riconoscibile e rappresentano circa il 30% delle vendite. La ricetta classica è composta per circa il 96% da zucchero a velo. Nella Fabbrica una sezione è dedicata agli ingredienti che compongono le specialità Leone 1857, tra cui edulcoranti e coloranti naturali. Nelle gelée, per esempio, la polpa di frutta arriva al 20%. Circa l’80% dei prodotti Leone è inoltre vegano e senza glutine. La gamma comprende anche le Drops, tavolette di cioccolato, gianduiotti, Cri Cri e collezioni stagionali.

Una parte importante dell’identità Leone passa anche dalle sue latte. Luigi Leone aveva capito presto che non bastava produrre: bisognava raccontare ciò che si faceva, creare un rapporto con chi acquistava i prodotti e difendersi dalle imitazioni. Oggi quelle scatole continuano a essere uno degli elementi più riconoscibili del marchio e nello shop possono essere riempite con le caramelle vendute sfuse.

"Questo è un marchio che ha una storia vera e le storie vere non si possono copiare”, dice Michela Petronio, presidente di Leone 1857. Per lei aprire lo stabilimento significa rendere visibile quello che normalmente resta fuori dal racconto. Lavorare nell’industria alimentare, spiega, significa anche occuparsi di qualcosa che ha una componente emotiva, legata ai ricordi, ai gusti e alle abitudini delle persone.

La Fabbrica non è pensata soltanto per la visita. Nei weekend sono previsti laboratori dedicati a gelée, pastiglie e tavolette di cioccolato, oltre a workshop prenotabili. Ci sono poi spazi per eventi, mentre caffetteria e shop sono accessibili anche senza acquistare il biglietto del museo. Il percorso museale è aperto dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18; shop e caffetteria restano aperti fino alle 19:00.

Per la vicesindaca di Torino Michela Favaro, Leone 1857 è “nella memoria degli italiani” e rappresenta bene la città. La sfida, dice, è portare avanti un marchio storico continuando a farlo evolvere “Quando si unisce l’aspetto produttivo con quello culturale ed educativo è la chiave giusta”.

Il sindaco di Collegno Matteo Cavallone ha definito invece il nuovo spazio "incredibile, quasi magico”, sottolineando il lavoro fatto per rendere visitabile un luogo produttivo e recuperare vicende legate al territorio. Per quasi 170 anni Leone si è fatta conoscere soprattutto attraverso le sue pastiglie e le piccole latte colorate. Con la Fabbrica della Felicità apre al pubblico anche ciò che normalmente resta dietro il prodotto: gli ingredienti, le macchine, le persone e un percorso cominciato nell’osteria di Neive e arrivato fino allo stabilimento di Collegno.