Le regole della casa sono dichiarate appena ci si siede al tavolo: Matias Perdomo vorrebbe il cliente autore del proprio menu in funzione di gusti, curiosità e appetito. C'è il gran menu degustazione (130 euro); il menu definito "riflesso" (80 euro) che il maître tenta di costruire dopo aver interrogato il cliente; e c'è naturalmente la breve carta per chi vuol scegliere.
Democratico e giocoso, come giocosa ancorché complessa è la cucina del Matias Perdomo che abbiamo apprezzato in tanti anni al Pont de Ferr sui Navigli e che ora si diverte in prima persona nel suo bel Contraste, un vecchio appartamento borghese rinfrescato con garbo, nascosto in un'appartata corte cui si accede da un portoncino quasi anonimo che dà sulla strada.
Una trentina di coperti in una sala spaziosa con grande camino, dove tutto è candido tranne il lampadario rosso corallo. Giovane il ristorante, giovane la squadra, giovane e difficile da classificare la linea di Matias: coraggiosa fin quasi alla sfrontatezza non soltanto nei sapori ma pure nella ricerca dell'effetto estetico, cosmopolita nelle fonti di ispirazione (come ci si aspetta da un trentacinquenne uruguagio che ha girato le cucine del mondo), ed elegante a sufficienza per venir scelto da Moët Hennessy come prima embassy italiana della sua divisione vini, Estates & Wines.
Uno dopo l'altro vanno a segno piatti incisivi e spesso ludici come il maialino di latte con monete di gelatina di maiale che si sciolgono al contatto con il brodo di cassoeula; il più classico "piccione al cubo"; il risotto affumicato con acqua di pomodoro, caviale (troppo scarso o troppo debole) e midollo; i rognoncini di coniglio con anguilla e sorbetto all'aceto. A effetto ma del tutto dimenticabile il dessert "Pulp Fiction": un blocco di nuvole di cocco con macchie di barbabietola e proiettili di cioccolato. Contraste sta uscendo dal rodaggio: se si lascia dietro qualche belluria gratuita, può diventare una piacevole certezza fra i "creativi" milanesi.
Contraste
Via Meda 2
Milano
Tel. 02.49536597
(3 marzo 2016)
Democratico e giocoso, come giocosa ancorché complessa è la cucina del Matias Perdomo che abbiamo apprezzato in tanti anni al Pont de Ferr sui Navigli e che ora si diverte in prima persona nel suo bel Contraste, un vecchio appartamento borghese rinfrescato con garbo, nascosto in un'appartata corte cui si accede da un portoncino quasi anonimo che dà sulla strada.
Una trentina di coperti in una sala spaziosa con grande camino, dove tutto è candido tranne il lampadario rosso corallo. Giovane il ristorante, giovane la squadra, giovane e difficile da classificare la linea di Matias: coraggiosa fin quasi alla sfrontatezza non soltanto nei sapori ma pure nella ricerca dell'effetto estetico, cosmopolita nelle fonti di ispirazione (come ci si aspetta da un trentacinquenne uruguagio che ha girato le cucine del mondo), ed elegante a sufficienza per venir scelto da Moët Hennessy come prima embassy italiana della sua divisione vini, Estates & Wines.
Uno dopo l'altro vanno a segno piatti incisivi e spesso ludici come il maialino di latte con monete di gelatina di maiale che si sciolgono al contatto con il brodo di cassoeula; il più classico "piccione al cubo"; il risotto affumicato con acqua di pomodoro, caviale (troppo scarso o troppo debole) e midollo; i rognoncini di coniglio con anguilla e sorbetto all'aceto. A effetto ma del tutto dimenticabile il dessert "Pulp Fiction": un blocco di nuvole di cocco con macchie di barbabietola e proiettili di cioccolato. Contraste sta uscendo dal rodaggio: se si lascia dietro qualche belluria gratuita, può diventare una piacevole certezza fra i "creativi" milanesi.
Contraste
Via Meda 2
Milano
Tel. 02.49536597
(3 marzo 2016)