Il Gusto

Trattorie di periferia o ristoranti in centro, i luoghi del cuore degli scrittori

L'ingresso del Tram Tram a San Lorenzo (dal sito del locale)
L'ingresso del Tram Tram a San Lorenzo (dal sito del locale) 
Un inedito percorso, tra memoria e presente, tra le tavole romane. Con delle guide d'eccezione, da Marco Lodoli a Christian Raimo, che raccontano i loro locali preferiti alla Guida di Repubblica
3 minuti di lettura
«Un luogo paradisiaco che appartiene ai giorni felici di una meravigliosa carbonara sognata». Inizia dal quartiere della Garbatella, ai tavoli autentici e spartani del Grottino der traslocatore (largo delle Sette Chiese 2), il viaggio tra i profumi più gustosi di Roma di Fulvio Abbate, uno dei dodici scrittori che - nell’ultima Guida di Repubblica ai sapori e ai piaceri di Roma e del Lazio, già in edicola e in libreria - svelano i propri luoghi del cuore di ieri e di oggi, tra centro e periferia, in racconti inediti illustrati per l’occasione da altrettanti artisti. Ecco quindi un percorso tra le tavole romane sotto la guida degli scrittori
 
Un piatto creativo del Moma (foto tratta dal sito del locale)
Un piatto creativo del Moma (foto tratta dal sito del locale) 
Moma
Via di San Basilio 42 (Centro). Tel.  06 42011798. Chiuso domenica
A pochi passi da via Veneto Giulia Carcasi - autrice del bestseller “Ma le stelle quante sono” - ci apre le porte del Moma, il ristorante dove due chef trentenni, Alessandro Cannata e Francesca Fucci, sono l’anima di un «posto che è insieme tradizionale, senza essere impolverato, e moderno, senza essere asettico», descrive la scrittrice. Nel menu la lingua di vitella è in salsa alla cacciatora con ribes e guanciale affumicato, mentre il polpo verace è scottato al tegame e servito con cavolfiori e salsa verde homemade. Il tutto da gustare anche ai tavolini chic del mezzanino.  
 
Tram Tram
Via dei Reti 46 (San Lorenzo). Tel. 06 490416. Chiuso lunedì
Lo scrittore Tommaso Giartosio invece si tuffa nel passato ai tavoli di Tram Tram, l’osteria nel cuore del quartiere universitario di San Lorenzo, dove si gustano specialità romane e pugliesi a un passo dalle rotaie dell’iconico tram 19. Tra le specialità del giorno, è facile trovare la tiella riso, patate e cozze, ma anche l’Isolana, piatto cult della padrona di casa Rosanna Borrelli e delle figlie Fabiola e Antonella, con pezzettoni di cernia, capperi, olive e pachino. Immancabile poi la tradizione capitolina, tra trippa alla romana e coratella coi carciofi, perfetti protagonisti del locale senza tempo, tra «arredamento anni 40, cromature, fotografie avorio», racconta Giartosio.
 
Pallotta
Piazzale Ponte Milvio 23. Tel. 06 3334245. Sempre aperto
L’infanzia di Marco Lodoli, autore delle iconiche “Isole”, è invece di corsa «tra i tavoli, alla ricerca dei conigli che si nascondevano laggiù in fondo», nel giardino del ristorante Pallotta, istituzione di Roma Nord, aperto fin dall’Ottocento, in piazzale di Ponte Milvio. Se i tonnarelli cacio e pepe sono mantecati direttamente nella forma di parmigiano, qui il cult della buona borghesia capitolina è mangiare la pizza all’aperto nei mesi caldi. La tonda è la classica margherita o vegetariana, mentre la novità è la libreria, dove scegliere tra saggi e romanzi, da leggere con calma o portare a casa.
 
Pallotta a Ponte Milvio (dal sito del locale)
Pallotta a Ponte Milvio (dal sito del locale) 
Giufà
Via degli Aurunci 38 (San Lorenzo). Tel. 06 44361406. Sempre aperto
Per metà caffetteria e per metà libreria, Giufà è l’indirizzo da vivere da mattina a sera. Ai tavolini, circondati da scaffali carichi di libri d’ogni tipo, in inverno si sorseggia la cioccolata calda guarnita con panna, amaretti o scaglie di cioccolato, mentre la merenda è con gli ormai famosi muffin della casa: al cioccolato bianco, ai frutti di bosco o “total black”, completamente fondente. Il racconto di questo colorato angolo di San Lorenzo è di Christian Raimo: un posto dove «conoscere persone, conoscere libri, far conoscere tra di loro gli amici [...], vedersi invecchiare nei riflessi dei bicchieri di birra».
 
Ai Spaghettari
Piazza San Cosimato 58 (Trastevere). Tel. 06 5800450. Sempre aperto
Amato da attori e giornalisti, il dehor del ristorante Ai Spaghettari è immerso nella quiete della trasteverina piazza San Cosimato, tra le meno turistiche del quartiere, perché «a preservarla dalla bolgia è quello che io chiamo “lo stretto di san Callisto” (con l’omonimo bar, identico a com’era negli anni Settanta), che come un imbuto trattiene la movida in uscita da Santa Maria». A descrivere le topografie umane del quartiere è Beppe Sebaste, che qui resta spesso «a lavorare coi libri e computer». A fare gli onori di casa c’è la famiglia Onofrio, che negli anni Ottanta ha rilevato il locale - aperto fin dall’Ottocento - e che oggi esalta le materie prime laziali nei piatti tipici della romanità, tra carbonara e amatriciana, ma anche preparazioni di pesce tradizionali, come gli spaghetti alle vongole e il rombo al forno.
 
Ponte Vecchio
via Nomentana 414 (Montesacro). Tel. 06 86898839. Sempre aperto
«Inizio del “Piacere” di D’Annunzio: Andrea e Elena vagano nei pressi di ponte Nomentano, lei ha sete e si dirigono verso “l’osteria romanesca, passato il ponte”». Il ricordo è dello scrittore e poeta Claudio Damiani. E quell’osteria c’è ancora ed è appunto il Ponte Vecchio. Se nel Seicento già era punto di sosta dei viandanti, negli anni Settanta artisti e scrittori della zona si incontravano a questi tavoli rustici per parlare di futuro e del quartiere, in «un luogo antichissimo che è anche simbolo di libertà». Qui i pasti, a pranzo e a cena, iniziano inevitabilmente con il prosciutto tagliato a coltello e la mozzarella di bufala campana, mentre le trofie della casa sono condite con zucchine, melanzane, pachino e provola affumicata. Sul fronte mare invece, tonnarelli con frutti di mare in bianco e sauté di cozze, vongole, scampi e mazzancolle.