Milano: Giancarlo Morelli e i suoi sogni ad occhi aperti (che poi si realizzano)
Enzo e Paolo Vizzari
Due piatti dal menu di Giancarlo Morelli al Viu
La nuova avventura dello chef del Pomireau di Seregno: il ristorante che porta il suo nome all'interno del lussuoso Hotel VIU Milan. Seguici anche su Facebook
Aggiornato 1 minuti di lettura
Giancarlo Morelli è un uomo che sogna anche da sveglio e ama alzare l'asticella ogni volta che gli si presentano le giuste occasioni.
Col sorriso buono incorniciato dai bizzarri e inconfondibili occhiali che si è disegnato lui stesso (metà quadrati e metà rotondi), Giancarlo ha cucinato tutta la vita ed è stato in grado di fissare sul planisfero dei gastronomi un paese della bassa Brianza di nome Seregno, dove dal 1993 è un riferimento, con il suo Pomiroeu.
Ma se la sede storica sopravvive e funziona senza flessioni, l'anno scorso Giancarlo ha compiuto un primo passo in direzione di Milano con l'apertura in città della semplice ed efficace Trattoria Trombetta, avamposto di cucina tradizionale subito entrato nel cuore dei meneghini.
E quest'anno ha bissato con "il" progetto della sua vita, ricco e ambizioso all'interno del VIU Milan, neonato hotel di lusso nel cuore del quartiere in forte rilancio di Porta Volta.
Il "Morelli" segna il punto d'arrivo e di ripartenza nella storia di questo serio e capace imprenditore-cuoco, sotto forma di ristorante classico e moderno cui si giunge attraversando il "Bulk, mixology food bar", dove sfilano cocktail d'alta scuola e piatti veloci.
Una volta giunti nell'elegante sala dai toni scuri, si possono assaggiare i classici di Morelli (risotti, casoncelli, costoletta...) della carta "Heritage", ma anche le creazioni di un cuoco che ama viaggiare intorno al mondo per riportare a casa idee e cultura.
Creazioni dai sapori forse non tutti perfettamente a fuoco nella fase di rodaggio, ma già varie e stimolanti, come la "spuma di patate, trippa di baccalà, caviale e burro all'erba cipollina" o il "cremoso di cavolfiore, battuto di anguilla affumicata, brodo di camomilla e dashi", o come i tagliolini al fieno maggengo con animelle glassate e patate soffiate... sino ai dolci, realizzati su ricette del superpasticciere Gianluca Fusto. Menu a 95, 120 e 140 euro; sui 90 alla carta.
Un altro signor ristorante in una Milano sempre più ricca e buona.