Parma si mette a tavola: arriva la prima edizione del City of Gastronomy Festival
Dal 2 al 3 giugno la città mette in mostra le sue eccellenze gastronomiche. Chef italiani e stranieri, dibattiti, degustazioni. Seguici anche su Facebook
Aggiornato 2 minuti di lettura
Parma prima città italiana creativa per la gastronomia. Lo ha decretato l'Unesco e, nell'anno del Cibo Italiano, risulta naturale che sia il centro emiliano ad ospitare la prima edizione del City of Gastronomy Festival. Un evento corale che intende promuovere le specialità della food valley e del made in Italy in generale e animerà la città il 2 e il 3 giugno, permettendo agli avventori di fare un giro del globo di colori, gusti e cultura. Il logo
Il cuore della City of Gastronomy è nella connessione tra Parma e altre otto città sorelle, ovvero le altre appartenenti all'esclusivo network UNESCO Creative City of Gastronomy. Un'occasione più unica che rara, che vedrà chef provenienti da ogni angolo del globo, dalla Colombia all'Italia, passando lavorare fianco a fianco per creare un'interconnessione tra culture gastronomiche anche molto lontane tra loro. Una vetrina lunga 48 ore che permetterà di assaggiare sapori quasi da tutto il mondo in cornici d'eccezione come il Palazzo del Governatore, Piazza Ghiaia fino a Piazza Garibaldi e i suoi Portici del Grano. “La sfida che abbiamo intrapreso a Parma – spiega Enrico Bergonzi, chef di Al Vedel di Colorno e presidente di Parma Quality Restaurants - è aprirsi sia al resto del territorio italiano".
Centrali i prodotti del territorio
Andare oltre la food valley e i suoi prodotti di eccellenza come Parmigiano, Prosciutto di Parma, Coppa di Parma, Salame Felino e pasta fresca e, in linea con i movimenti dell'alta gastronomia contemporanea, aprirsi a contaminazioni internazionali. Anche "perché la consapevolezza del valore delle nostre eccellenze passa anche attraverso la conoscenza di altre tradizioni e culture enogastronomiche”. E quindi via libera a degustazioni, seminari e tavole rotonde che uniscano nel nome del cibo, come l'Agorà del Cibo organizzata in Piazza Ghiaia, dove si potrà conoscere più da vicino i prodotti simbolo del parmense.
Paraty e Belem (Brasile), Macao (Cina), Bergen (Norvegia), Dénia (Spagna), Gaziantep (Turchia), Tsuruoka (Giappone) e Alba in Italia. Oltre ovviamente a Parma. Queste otto città sorelle, scelte tra le 21 premiate dall'Unesco, saranno tra le protagoniste di questa due giorni pensata per rappresentare il mondo gastronomico. Tra gli appuntamenti, oltre ai momenti congressuali più classici, si alterneranno show cooking e in originali pop-up restaurant in cui confrontare le loro idee gastronomiche e integrarle con la tradizione emiliana.
Chef da tutto il mondo dovranno confrontarsi con la tradizione emiliana
Porte aperte "cinque P" di Parma, ovvero pasta, pomodoro, pesce e Parmigiano che, come in un reality show live, gli chef dovranno inserire nelle loro ricette. Sarà possibile assaggiare guacamole al Parmigiano, o ceviche con acciughe del territorio, il tutto grazie all'organizzazione guidata dal Presidente Bergonzi, Davide Censi de Gli antichi sapori di Gaione e Terry Giacomello, del monostellato Inkiostro di Parma. In gruppi di cinque al giorno, ai fornelli si alterneranno poi Umberto De Martino del ristorante bergamasco Florian Maison, Enrico Gerli de I Castagni di Vigevano, Umberto Gorizia, chef consultant a Lindenberg, Giancarlo Polito della Locanda del Capitano di Montone. Con loro anche i colleghi Fabio Groppi dal Dolomieu di Madonna di Campiglio, Giuseppe Stanzione da Le Trabe di Paestum e Marco Visciola da Il Marin all’Eataly di Genova.
Intenso, inoltre, il programma degli show cooking che vedranno coinvolte tutte le altre città creative Unesco. Brasile, Spagna, Norvegia, Turchia, Giappone e Macao si daranno appuntamento, ogni giorno dalle 10 alle 22, sotto i portici del Grano per rinsaldare questa speciale rete dell'agroalimentare internazionale.
Per il programma completo: qui