Ischia tra mare e terme: ecco i dieci ristoranti che interpretano l'anima dell'isola
Pasquale Raicaldo
Locali a pochi metri da Spa esclusive, trattorie nei canyon scavati dalla natura nel tufo: un itinerario alla scoperta di una cucina affascinante. Seguici anche su Facebook
Aggiornato 5 minuti di lettura
Dove mangiare a Ischia: a tavola con Tifeo. Il gigante costretto da Zeus, secondo la leggenda, a sorreggere il peso dell’intera isola d’Ischia sbuffa e lacrima. Originando le caratteristiche fumarole: aria rovente che fuoriesce dal sottosuolo vulcanico di un territorio geologicamente affascinante. Di qui le acque termali che alimentano parchi e piscine, fiori all’occhiello dell’isola. Già gli antichi romani ne avevano compreso gli effetti terapeutici.
Ma anche la cucina di Ischia sembra assecondare, dalla notte dei tempi, l’effervescenza del sottosuolo: ristoranti a pochi metri da Spa esclusive, trattorie nei canyon scavati dalla natura nel tufo verde, ricette stellate nate dalla rivisitazione della cucina termale. Sono alcune delle suggestioni offerte da “Costiere, Cilento ed Isole della Campania”, la nuova Guida ai sapori e ai piaceri di Repubblica, già in edicola e in libreria, che esplora le coste più belle della regione, dall’isola verde a Capri, da Amalfi a Sorrento, fino alle coste cilentane, attraverso centinaia di indirizzi, decine di itinerari e interviste che rivelano i luoghi del cuore di personaggi come Luciano De Crescenzo, Peppe Servillo e Gabriele Muccino.
Ecco 10 tra le tavole ischitane che più s’intrecciano con il mito di Tifeo, con le terme e con le fumarole.
Danì MaisonDanì Maison
Sotto la sabbia dei Maronti, l’arenile più lungo dell’isola, uova e pollo si cuociono da tempi immemori. Nino Di Costanzo, così, non ci ha pensato su due volte: la tradizione ha ispirato uno dei piatti-cult del suo bistellato “Danì Maison”, che non poteva che chiamarsi “Fumarole”. Un filetto di merluzzo cotto per occlusione, in appena 50 secondi, davanti agli occhi dell'ospite in una vaporiera in cui viene versata acqua marina. Adagiato su un letto di pietre marine roventi, erbe aromatiche e foglie di limone, il filetto - ulteriore chicca - viene servito in una rivisitazione della vecchia bottiglia aragonese, usata un tempo per trasferire vivande dalla terraferma all'isola. Nel piatto, in ceramica di Vietri verniciata sull’isola, anche crema di cavolfiore, micro caponata di verdure e vongole. Sedici coperti e un giardino fiabesco: per i clienti che non vogliono limitarsi ad ammirare, c'è l'opzione degli chef's tables, con la preparazione “condivisa” di tre portate. Via Montetignuso 4, Ischia
Fanghi termali raccolti nella cave naturale dell’isola e lasciati a macerare per sei mesi nell’acqua termale, bagno "sorgente termale", ozonoterapia, doccia subacquea, idromassaggio: la Spa di uno degli hotel simboli del luxury ischitano, legato al mito di Angelo Rizzoli, è frequentata anche dai divi di Hollywood. L’albergo propone l’elegante e ricercata cucina stellata del ristorante Indaco, dove Pasquale Palamaro traduce in piatti esteticamente impeccabili il suo legame, fortissimo, con la “sua” isola. Tradotto, per esempio, nella Cappelunghe green island, un piatto nel quale la silhouette dell'isola d'Ischia abbraccia un trionfo di terra e mare, dalla crema di scarole, completata da una tapenade di olive, alla crema di acciughe, dal pomodorino secco ai cannolicchi cotti in olio aromatizzato con lo zenzero. Suggeriti anche gli aculei di mare e la parmigiana di coniglio: singolare e irresistibile variazione sul tema. Piazza Santa Restituta 1, Lacco Ameno
Mosaico del Terme Manzi Hotel & Spa Mosaico
Le celebri acque della sorgente del Gurgitello, a Casamicciola, curarono le ferite di Giuseppe Garibaldi: era il 1864, lui era reduce dalla battaglia dell’Aspromonte. Da fine ‘800, qui sorge l’elegante palazzo di uno degli hotel più esclusivi dell’isola, il Terme Manzi, che propone percorsi di benessere in una Spa esclusiva. Il ristorante gourmet si chiama Mosaico e propone anche un tavolo a bordo piscina con kit Spa. Per i più tradizionalisti, venti coperti per apprezzare la cucina stellata di Giovanni De Vivo, classe 1973. Estetica e gusto s’intrecciano nel velo di dentice affumicato al tabacco accompagnato da lampone, menta, kumpuat e yogurt all’erba cipollina o nel riso Carnaroli al pomodoro mantecato con burro di gamberi rossi su stracciata di bufala e limone confit. Alla carta, si segnala anche l’astice con patate viola e provolone del Monaco ai sentori di agrumi. Piazza Bagni 4, Casamicciola Terme
Punta ChiaritoPunta Chiarito
Polle d’acqua minerale a temperatura elevata: qui si fa il bagno all’aperto tutto l’anno. E tra gli scogli, che formano vere e proprie piscine naturali, può capitare di imbattersi persino in turisti del calibro di Andrea Bocelli, tra i più affezionati alla baia di Sorgeto, che sorge a pochi metri dal più antico villaggio della Magna Grecia, la fattoria di Punta Chiarito, e costituisce certamente una tra le principali attrazioni dell’isola d’Ischia. Punta Chiarito è anche il nome del ristorante a chilometro zero, legato ai prodotti dell’azienda agricola Cava Ruffano dell’istrionico Nicola Impagliazzo, che qui produce anche un ottimo olio e del miele ischitano. A tavola trionfo di ortaggi, verdure e piatti della tradizione isolana, compreso il coniglio. Nella stessa tenuta anche il Punta Chiarito Resort. Via Sorgeto 51, Forio
GuarracinoGuarracino
Piscine indoor e outdoor, sauna e percorsi di benessere: il Parco Castiglione Resort & Spa traduce l’effervescenza del sottosuolo dell’isola in wellness a picco sul mare. E proprio sul mare si colloca, al suo interno, la terrazza del ristorante “Guarracino”, gestito da Francesco Piacentino. Vi si arriva anche in barca: il menu asseconda il pescato del giorno, le regine sono le cicale di mare, che ispirano una tartare con pera all’interno o il classico spaghetto. Suggeriti anche gli spaghetti Guarracino con astice sgusciato e vongole veraci o con alici, olive nere, capperi e mandorle.Tra i dessert, la mezzasfera di cioccolato con crumble di nocciole e crema. Via Castiglione 62, Casamicciola Terme
Pietro Paolo detto StalinoPietro Paolo detto Stalino
Le antiche terme romane di Cavascura sono un piccolo mondo sospeso nel tempo, all’interno di un canyon scavato nei secoli dall’acqua tra le caratteristiche pareti in tufo di un vallone: a pochi metri, la taverna Pietro Paolo detto Stalino (dai baffi dello storico titolare, oggi scomparso) offre una cucina sincera e casereccia, particolarmente apprezzata da Angela Merkel. Bruschette abbondanti, fritture di paranza e primi di terra e mare, innaffiati da vino bianco. Non manca il tradizionale coniglio all’ischitana, la tradizione suggerisce zeppole fritte come dessert. Spiaggia dei Maronti, Serrara Fontana
Giardino Eden Eden
Fumarole sottomarine alimentano l’acqua che bagna la spiaggia di Cartaromana, dalla quale il castello aragonese è una visione suggestiva, a tratti fiabeschi. La baia, nella quale insistono anche i cosiddetti ‘vents’, piccole colonnine di anidride carbonica legate al vulcanesimo dell’isola, offre grandi opportunità gourmet. Su tutte, il Giardino Eden, cui si accede anche via mare. La cucina suggerita da Nadia, Umberto e Gaetano è un trionfo di pesce (che qui arriva direttamente attraverso i gozzi dei pescatori): suggerite le cozze alla griglia e i crudi, gettonati gli spaghetti con alicette, molliche di pane, scorza di limone e capperi di Pantelleria. Tra le opzioni esclusive, la romantica cena sullo scoglio. via Nuova Cartaromana 62, Ischia
II FocolareFocolare
Malgrado la fitta vegetazione, s’intuisce ancora la forma circolare dell’antico vulcano Rotaro, oggi spento. Ma il sottosuolo, nell’entroterra tra Casamicciola e Barano, ancora ribolle: ne sono traccia alcune fumarole, a pochi passi dalla trattoria “Il focolare”, uno dei luoghi della tradizione dell’isola, anche in virtù dell’ospitalità di Riccardo d’Ambra, il capostipite di una famiglia nutritissima. Suggerito il coniglio all’ischitana, da addentare con le mani (come qui fece, peraltro, Gerard Depardieu); la stagionalità suggerisce il menu, tra gli antipasti hamburger di fagioli zampognari agli agrumi e polpetta di maiale ‘allardiata’ coi pistacchi, tra i primi occhio ai mezzanelli verdi con “tunz e paparastielli”. Per chi vuole sperimentare, ecco le lumache di terra alla Matilde Serao. Ampia anche l’offerta dei dessert. Via Cretajo 3, Barano d’Ischia
Casa Colonica del NegomboCasa Colonica del Negombo
Il Parco idrotermale del Negombo è incastonato nella baia di San Montano, a Lacco Ameno: piscine termali, sauna e un tuffo in una vegetazione rigogliosa e curatissima garantiscono una giornata indimenticabile: un toccasana per corpo e anima. Al suo interno, compare la Casa colonica, un laboratorio di sperimentazioni impreziosito dalle variopinte ceramiche santangiolesi. Gioacchino Monti propone, tra le novità, la salsiccia di baccalà o il collaudato piatto Sabrina, dedicato alla veracissima Ferilli, una delle habituè del locale: uno spaghetto alla puttanesca con tre tipi di pomodori, formaggi, capperi e olive di Caiazzo. Occhio all’assortimento delle birre artigianali.
Baia di San Montano, Lacco Ameno
Peppina di Renato
La passeggiata verso la bocca di Tifeo è un viaggio quasi immaginifico sul versante occidentale dell’Epomeo: d’inverno, il fumo delle fumarole, cui si accede attraverso un sentiero impervio ma suggestivo, garantisce uno spettacolo eccezionale. Non è distante da qui l’antica cascina di nonna Peppina, interamente ricavata nel tufo, che Renato e Rita hanno trasformato in una trattoria di ottimo livello, proponendo – tra gli altri - la minestra con i fagioli e l’immancabile coniglio cotto nel coccio, ma anche la “lardiata”, un primo a base di lardo battuto, pomodorini, erbe aromatiche e pecorino. Michela si occupa dei dolci: imperdibile lo zabaione freddo al limoncello con frutti di bosco. Via Montecorvo 112, Forio