Il Gusto

Non ci crederete, ma anche il cibo spazzatura ha la sua giornata mondiale!

Non ci crederete, ma anche il cibo spazzatura ha la sua giornata mondiale!
L'International Junk Food Day è, in un certo senso, la festa delle trasgressioni gastronomiche. Ma quando nasce questo tipo di alimentazione e quali sono i cibi più diffusi in Italia? Seguici anche su Facebook
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"Posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni". E' una delle citazioni più famose di Oscar Wilde, ma l'aforisma dello scrittore irlandese oltre ad essere usato - un po' a sproposito a volte - in migliaia di situazioni, potrebbe sicuramente diventare anche il motto e l'emblema del Junk Food Day. Una giornata, festeggiata il 21 luglio, che inneggia alla gioia della trasgressione - alimentare - e a tutti quei cibi che sani non sono ma che ci piacciono tanto.

I cibi spazzatura sono, per definizione, il nemico di ogni dietologo e medico che si rispetti. Ma allora come sono arrivati, ricchi di grassi, zuccheri, sale e calorie, ad essere tanto amati da avere una giornata intera come loro festa? La loro forza, secondo molti studi - e il senso comune - è che sono il cibo-coccola per eccellenza. Il confort food a cui appiggliarsi quando si è tristi, depressi o annoiati. Ma se negli altri 364 giorni all'anno, il senso di colpa insorge quando ci avviciniamo a un doppio cheesburger o a una porzione tripla di patatine fritte, in questo giorno speciale tutto è concesso. L'unica regola è: niente regole. 
I food days nel tempo e nel mondo sono molti e assai differenziati. Mentre alcuni hanno una storia, come l'hummus day nato per celebrare la pacificazione - poi mai avvenuta - tra due popoli storicamente in guerra, o un compleanno preciso, le origini del Junk Food Day si perdono nei meandri degli USA, mentre la storia del cibo spazzatura in quanto tale, è ben chiara. Nasce negli Stati uniti verso la fine dell''800, quando sul mercato sono apparsi i primi alimenti confezionati e nonostante anche in America del Nord il cibo fatto in casa sia rimasto la norma per diversi decenni, questa abitudine al cibo preconfezionato si è fatta strada, fino ad esplodere  durante e dopo la seconda guerra mondiale, quando con le donne impiegate nelle industrie belliche prime, e in quelle della ricostruzione poi, cominciava a venire meno l'immagine di angelo del focolare esclusivamente dedito alla cucina. Un intero universo alimentare che ebbe un proprio nome solo nel 1970, quando il microbiologo Micheal Jacobson lo coniò, convinto che potesse essere un deterrente per il consumo. Vana speranza, se è vero che oggi, stando a un sondaggio della National Health and Nutrition Examination Survey, solo in Usa, ogni giorno un americano consuma quasi il 15% di calorie giornaliere nel fast food.

Per festeggiare questa giornata della trasgressione e della libertà alimentare, le regole sono semplici. Cucinare qualche tortino super calorico, consumare "porcherie" in un fast food - da non confondere con le paninoteche di qualità  -, mangiare patatine fritte di ogni tipo e affogare nel gelato al cioccolato. Il tutto al suono dell'hashtag #junkfoodday, che l'anno scorso ha movimentato i social con migliaia di post, cinguettii e fotografie, da twitter a instagram. Ma se è vero che l'Italia - nonostante sia considerata uno dei posti dove si mangia meglio al mondo -, è abitata da circa 2milioni di junkfood lovers dichiarati (fonte, Censis), quali sono i cinque cibi spazzatura più comuni nel nostro paese?

5. Pop Corn

Oggi forse meno consumati di una volta, i pop corn rimangono un must per le feste tra ragazzi, gli aperitivi, e soprattutto momenti di relax come l'andare al cinema o guardare un film sul divano. A livello nutrizionale i valori sono i seguenti: ricchi di amido - circa 78 grammi ogni 100 - e fibre alimentari - circa 15 grammi ogni 100 - (78 g/100 g), contengono poche proteine e poca acqua, il che li rende un cibo ad altissima concentrazione calorica. Per ogni 100 grammi di prodotto, le calorie ingerite sono circa 400,  che li rende particolarmente pericolosi non solo per gli obesi, ma anche per i diabetici e per chi soffe di trigliceridi alti.


4. Gelato confezionato

Oltre il 40% del gelato consumato ogni anno in Italia, circa 15-15 kg procapite, è industriale. Nonostante la grande diffusione e importanza, infatti, nella nostra cultura alimentare del gelato artigianale, i vecchi coni e stecche super reclammizzati sono duri "a morire". Un cibo che si consuma in poco tempo e apporta al corpo non solo centinaia di calorie in pochi minuti, ma anche grassi saturi e un eccesso di zuccheri raffinati.

3. Salumi e insaccati

Il nostro è un paese dalla grande tradizione norcina. Salumi abbastanza sani e prodotti con grande attenzione alla qualità sono all'ordine del giorno, ma nonostante ciò il consumo di prodotti di bassa qualità è all'ordine del giorno. Dai wrustel ai salami più "cattivi", passando per prosciutti lavorati non si sa bene dove. Ma quale l'impatto sulla salute? Una serie di studi americani concordano sul dire che mangiare più di 60 grammi di carne lavorata al giorno potrebbe aumentare il rischio di infarto di oltre il 40% e di insorgenza di diabete di tipo 2 di quasi il 20%. Per gli amanti di bacon e pancetta, un'ulteriore cattiva notizia: ne bastano due fette al giorno - di cattiva qualità -  per aumentare il rischio di cancro all'intestino.

2. Patatine (in busta e fresche)

Il fritto impera. Le patate fanno parte della nostra vita quotidiana, ma soprattutto ne sono parte integrante quelle fritte, fresche o in busta che siano. Nella dispensa di casa, al pub, in pizzeria, in braceria, con l'aperitivo: ci vengono propinate in più di un'occasione e in momenti della giornata anche molto diversi tra di loro, salendo così quasi in cima alla classifica dei cibi spazzatura più diffusi nel Paese. Contengono solitamente una quantità di grassi saturi e di oli diversi di frittura altissima, tanto da poter intossicare il sangue, soprattutto se abbinati alle altissime temperature necessarie per la frittura, che sviluppa delle sostante nocive, come l'acrilammide. In America sono considerate tra le maggiori cause dell'obesità e sono state inserita dall'International Agency for Research on Cancer, nella lista 2A delle sostanze cancerogene.

1. Bibite gasate

Cola, aranciata e chi più ne ha più ne metta. Ognuno di noi ne consuma centinaia di litri ogni anno, con conseguenze sulla nostra salute e sulle nostre ossa difficilmente prevedibili. La combinazione, in alte quantità, di acido fosforico - un corrosivo di uso industriale - fruttosio e zucchero raffinato pul portare una notevole demineralizzazione ossea nel corpo, con conseguente aumento delle fratture. Livello di dannosità che non diminuisce in quelle non zuccherate, in quanto secondo uno studio dell'Università di Bologna, l’aspartame induce un aumento dell’incidenza di linfomi e leucemie maligne del rene.