In queste settimane mi gioco i jolly, ovvero: i miei posti del cuore. E dello stomaco. Quelli in cui torno e ritorno e ritorno ancora tutte le volte che posso. Venerdì scorso vi ho raccontato di una meraviglia marina - La rosa dei venti di Albisola Capo -, questa salgo in quota per una delizia montana: l'imbattibile Trattoria Omens, all'inizio della Val d'Aosta.
Omens è la perfetta incarnazione della trattoria alpina: usciti dall'autostrada a Verrès, proprio all'inizio della Valle, salite per pochi chilometri finché la strada non finisce tra prati e boschi; ecco qui una casetta a tre piani di quelle da cartolina, muri bianchi, tetto a V rovesciata, una grande veranda con la ringhiera di legno. Zero fronzoli, nessuna ruffianeria. Entrate, e, se amate i posti ruspanti come il sottoscritto, vi si scalda il cuore: un unico salone con banco-bar, perlinato e tavolate; di là da quello la succitata, lunghissima veranda affacciata sugli alberi, sull'erba. Vi accomodate e semplicemente scegliete in menu da 20/25 euro (per gli inappetenti si può anche scegliere alla carta, per i vegetariani c'è un menù apposta a 15 euro), dopodiché vi arriverà una teoria di piatti fatti con una semplicità e allo stesso tempo una cura che sono difficili da trovare in regione: il tipico "biscotto di fontina", affettati belli - mocetta e lardo sono fatti in casa! -, patate lesse e cotechino con il bagnet verde, zuppa valpellinentze (adesso che arriva l'autunno), quella di nonna Modesta (con le zucchine o le foglie di borragine, era servita quest'estate), i tagliolini con il ragù fatto in casa, l'imperdibile polenta concia - con fontina, toma e burro -, le loro mitiche castagne con i riccioli di burro, l'assiette di formaggi con marmellatine e mostarde.
La cucina della signora Elvia e l'efficienza del servizio sono da dieci e lode. Se siete diretti verso la Val d'Aosta, DOVETE fermarvi qui per pranzo: è la miglior trattoria della regione (a mio modesto avviso).
Omens è la perfetta incarnazione della trattoria alpina: usciti dall'autostrada a Verrès, proprio all'inizio della Valle, salite per pochi chilometri finché la strada non finisce tra prati e boschi; ecco qui una casetta a tre piani di quelle da cartolina, muri bianchi, tetto a V rovesciata, una grande veranda con la ringhiera di legno. Zero fronzoli, nessuna ruffianeria. Entrate, e, se amate i posti ruspanti come il sottoscritto, vi si scalda il cuore: un unico salone con banco-bar, perlinato e tavolate; di là da quello la succitata, lunghissima veranda affacciata sugli alberi, sull'erba. Vi accomodate e semplicemente scegliete in menu da 20/25 euro (per gli inappetenti si può anche scegliere alla carta, per i vegetariani c'è un menù apposta a 15 euro), dopodiché vi arriverà una teoria di piatti fatti con una semplicità e allo stesso tempo una cura che sono difficili da trovare in regione: il tipico "biscotto di fontina", affettati belli - mocetta e lardo sono fatti in casa! -, patate lesse e cotechino con il bagnet verde, zuppa valpellinentze (adesso che arriva l'autunno), quella di nonna Modesta (con le zucchine o le foglie di borragine, era servita quest'estate), i tagliolini con il ragù fatto in casa, l'imperdibile polenta concia - con fontina, toma e burro -, le loro mitiche castagne con i riccioli di burro, l'assiette di formaggi con marmellatine e mostarde.
La cucina della signora Elvia e l'efficienza del servizio sono da dieci e lode. Se siete diretti verso la Val d'Aosta, DOVETE fermarvi qui per pranzo: è la miglior trattoria della regione (a mio modesto avviso).