La Sicilia da scoprire in punta di forchetta, e con il vento in poppa
Licia Granello
Sapori di terra e di mare, per raccontare la Sicilia
Torna "La Terra e il mare", kermesse che toccherà sette diversi porti dell'isola - con una puntata speciale a San Vito lo Capo - per raccontare un matrimonio di sapori. Seguici anche su Facebook
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Il piacere degli opposti che si attraggono. Negli Stati Uniti l'hanno battezzato Surf'n'Turf, spuma dell'onda e zolla di torba, terra&mare indissolubilmente uniti nei piatti. Il termine codifica l'associazione gastronomica di carne e pesce (originariamente, crostacei e carne rossa), ma dall'America al Mediterraneo il cibo acquista un valore mille volte più forte, culturale, affondato com'è nella storia ultramillenaria dei Paesi che vi si affacciano. Così, quando Manfredi Barbera, vulcanico produttore di buonissimo extravergine, ha deciso di applicare il concetto alla sua Sicilia, ne è scaturito il format "La terra incontra il mare": sette giorni itineranti ad alto tasso cultural-goloso, in programma a partire da domenica 22 settembre con la benedizione partecipante della Regione. Il veliero Donna Rosa 2.0
La terra è quella dei porti che il veliero Donna Rosa 2.0 toccherà sera dopo sera, accarezzando le coste siciliane senza l'urgenza rombante dei motori. Il mare navigato sarà il mezzo di diffusione e promozione, il luogo d'incontro con le altre imbarcazioni collegate, ma anche la dispensa a cui attingere per completare i menù che si succederanno nella settimana di degustazioni, prendendo forma sotto la mani giovani e talentuose di Elena Amico, chef del ristorante Sesto Canto di Palermo.
Imbevuti come siamo di cultura del singolo, la messa in rete delle aziende partecipanti è stato un esercizio paziente e complesso. Ma alla fine sulla banchina si ritroveranno, tra gli altri, le acciughe Coalma e la bottarga Mare Puro, i vini bio di Chiarelli e il pane di Pandittaino, i formaggi di Zappalà e gli oli di Barbera. Tutti uniti e saldi nell'idea di una Sicilia del cibo (e del vino) figlia di una visione collettiva più che di iniziative individuali.
Tappa d'elezione tra quelle in calendario, la sosta a San Vito lo Capo in coincidenza con lo svolgimento del Cous Cous Fest, il Festival Internazionale dell’Integrazione Culturale, giunto alla ventiduesima edizione e mai come quest'anno intriso di valenze sociali.
Tra le squadre in gara, infatti, ci sarà quella creata sotto l'egida dell’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e di Kamba, progetto di inclusione sociale per giovani richiedenti asilo e migranti. Tra i membri del team, anche due rifugiati inseriti nel programma “Food for inclusion” promosso da Unhcr e Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che ha come obbiettivo l'integrazione culturale ed economica dei rifugiati in Italia, attraverso le pratiche legate al cibo. In sinergia con il concetto di unione dei popoli del Mediterraneo, "La terra incontra il mare” sbarcherà al Festival per proporre uno show cooking dedicato ai protti imbarcati sul Donna Rosa 2.0 con Sebastiano Sorbello, chef della Federazione Italiana Cuochi.
Al di là di San Vito, ogni porto da toccare è stato scelto per la sua attitudine multipla a ospitare le suggestioni delle zone vicine e promuovere i prodotti della terra alle sue spalle: le lenticchie di Ustica e i ricci di Favignana, le busiate trapanesi e le stigghiole palermitane. Sopra tutto, la convinzione di esportare - sul continente, prima ancora che all'estero- il meglio della Sicilia, di terra e di mare. Il grande Camilleri aggiungerebbe un arancino di Adelina. Impossibile dargli torto.